Ma quanto ci costano i dipendenti di Camera e Senato….

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“L’Amministrazione della Camera dei deputati assicura il supporto e l’assistenza all’attività parlamentare. Essa consta di 1442 dipendenti, assunti attraverso pubblico concorso”. A noi ne risultano 1.472 (più un medico) e sono divisi in cinque livelli funzionali-retributivi. I, II e III livello: 58 Operatore tecnico,  405 Assistente parlamentare,  153 Collaboratore tecnico,  389 Segretario parlamentare. Al I livello si accede anche con il diploma di istruzione secondaria di primo grado (cioè la scuola media inferiore) integrato da un non meglio definito “titolo professionale adeguato alla funzione” (un titolo misterioso, raro, se non leggendario). A II e III livello si accede con un diploma di istruzione secondaria di secondo grado (cioè liceo, ragioneria, ecc.). È curioso che per accedere al concorso di Assistente parlamentare sia richiesta un’altezza non inferiore a metri 1,75, se si è di sesso maschile o a metri 1,65, se si è di sesso femminile (questo in un avviso di concorso per “Assistente parlamentare” al Senato, pensiamo che per la Camera sia lo stesso). La retribuzione annua lorda d’ingresso di un Operatore tecnico è di 30.351,39 euro, con 5.293,39 euro di oneri previdenziali. Dopo il decimo anno di servizio, sarà di 50.545,28 con 8.858,96 euro di oneri previdenziali. Al 20esimo anno, l’operatore di cui sopra percepirà 39.000 euro in più rispetto alla retribuzione percepita dal 10° al 20° anno e 59.000 euro in più rispetto a quella dell’entrata in servizio. Al 30esimo anno, lo stipendio d’ingresso dell’Operatore si sarà all’incirca quadruplicato, essendo di 121.626,43 euro. Se l’Operatore tecnico arriva a superare il 40esimo anno di servizio, percepirà 136.120,45 euro, con 23.994,19 euro di oneri previdenziali. Più del presidente del Consiglio.

Gli scatti d’anzianità dei dipendenti Camera vengono scanditi in modo rilevante al decimo anno, al 20esimo anno, al 30esimo anno, al 35esimo anno e al 40esimo anno. L’Assistente parlamentare ha più o meno la stessa sorte retributiva dell’Operatore tecnico. Entra con una retribuzione di 4.000 euro più alta, ma avrà identico trattamento dell’Operatore per quanto riguarda gli scatti di anzianità. Come si può leggere sul sito della Camera: “I segretari parlamentari svolgono attività concernenti la gestione operativa e informatica delle procedure d’ufficio, dei documenti tecnici, statistici e contabili, e della tenuta di archivi. Spetta altresì ai segretari parlamentari il reperimento e la sistemazione anche informatizzata, di dati e documenti, la gestione operativa delle relazioni esterne, nonché compiti di coordinamento di strutture di segreteria, in relazione a responsabilità sempre crescenti con l’aumentare dell’anzianità di servizio. Sono assunti al II livello e accedono al III livello dopo otto anni di servizio, previo superamento di una verifica di professionalità. Gli assistenti parlamentari svolgono attività operative o di coordinamento nei settori della vigilanza, della sicurezza delle sedi, della rappresentanza e dell’assistenza alle attività degli organi parlamentari. Sono assunti al I livello, accedono al II livello dopo tre anni di servizio, previa frequenza di un corso di qualificazione professionale, e al III livello dopo undici anni di servizio, previo superamento di una verifica di professionalità. I collaboratori e gli operatori tecnici svolgono attività operative di natura tecnica, per le quali è richiesta una preparazione professionale di tipo specialistico e l’utilizzo di apparati tecnologici, svolgendo altresì compiti di coordinamento e controllo anche con riguardo all’attività esercitata da soggetti esterni.”

Sulla vacuità delle parole appena citate torneremo subito. Prima un rapido cenno alle “verifiche di professionalità” (che sarebbero mai? Chi le fa? Chi le controlla?) e al “corso di qualificazione professionale”. Dopo tre anni di servizio si fa un corso per accedere al secondo livello? E chi lo fa? Chi ne verifica l’efficacia? In un’epoca di iperscolarizzazione, con milioni di giovani laureati e addottorati senza lavoro, l’ampia e vuota descrizione delle vaghe mansioni di segretari parlamentari, assistenti parlamentari, collaboratori e operatori tecnici spesso descolarizzati (visto che possono essere assunti anche con la terza media!), suona come un’intollerabile presa in giro. Altro che meritocrazia, questa è una solenne supercazzola in perfetto burocratese, che non dice proprio nulla di quello che fanno o dovrebbero fare ben 1005 dipendenti della Camera (tanti sono i collaboratori e gli operatori tecnici, i segretari e gli assistenti parlamentari). IV e V livello: 286 Documentarista Tecnico Ragioniere 174 Consigliere parlamentare Un Documentarista guadagna all’entrata in servizio 38.929,32 euro, ma dopo 40 anni può arrivare a percepire 237.990,39 euro. Cioè, uno stipendio sestuplicato rispetto a quello del primo giorno di lavoro. Per partecipare al concorso di Consigliere parlamentare è richiesta la laurea quinquennale; per partecipare al concorso di Documentaristi è richiesta la laurea triennale. Fuori livello, oltre al medico, ci sono anche 4 Interprete-traduttore. Questi ultimi, così come il medico, hanno una retribuzione corrispondente a quello dei Consiglieri parlamentari.

Infine, sempre fuori livello, ci sono un Segretario generale e due Vicesegretari generali, le cui retribuzioni sono fisse ma vengono adeguate con aumenti biennali del 2,5%. I Vicesegretari guadagnano 304.847,29 euro l’anno e il Segretario 406.399,02 euro l’anno. 499 dipendenti della Camera percepiscono inoltre un’indennità di funzione. Per esempio, il Segretario Generale che viene scelto dall’Ufficio di Presidenza su proposta del Presidente della Camera tra i Consiglieri in possesso di una significativa anzianità di servizio, ha un’indennità di funzione pari a 662,02 euro netti al mese. Un Responsabile di zona o Coordinatore responsabile di reparto, ha un’indennità di funzione di 132,40 euro netti al mese. Ma nel fantasioso mondo delle retribuzioni della Camera, esiste pure l’indennità di maneggio e custodia valori. Il Cassiere ha un’indennità di 193,67 euro netti al mese, mentre gli 11 Addetti cassa hanno un’indennità di 48,55 euro al mese. E, infine, c’è l’indennità di lavoro festivo e notturno, dedicata agli “Assistenti parlamentari e agli addetti a taluni reparti” che ammonta a 76,95 euro netti, si suppone per ogni turno. La retribuzione lorda media della Camera dei deputati è molto sopra di quella di altri istituti che offrono servizi simili (sebbene sia davvero difficile capire cosa fanno di preciso 1005 dipendenti di I, II e III livello): 188.000 euro a fronte dei 106.000 della Banca d’Italia. I dipendenti Camera costano alla stessa più di 274 milioni di euro annui. Le retribuzioni dei dipendenti Camera sono state deliberate dall’Ufficio di Presidenza nel 1980, con periodici aggiornamenti. Era l’alba del secondo boom economico italiano, e prendevano avvio gli ultimi dieci e drammatici anni della Prima Repubblica. I criteri con cui vengono assegnati i cospicui aumenti sono di mera anzianità. Ai dipendenti della Camera non è richiesto altro sforzo che non sia quello di preservare la propria salute, di mantenersi vivi e vegeti, di sopravvivere alle ingiurie del tempo.

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