Puglia, tregua armata fra Berlusconi e Fitto

Puglia, tregua armata fra Berlusconi e Fitto

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«Francesco Schittulli resta il nostro candidato in Puglia». Alle sette di ieri sera, nel bel mezzo di una riunione che va in scena a Villa Certosa al termine di una Pasquetta passata con i familiari, Silvio Berlusconi pronuncia quelle parole che a ottocento chilometri di distanza – e cioè a Bari – aspettano da giorni. Messa così sembrerebbe una resa alle condizioni di Raffaele Fitto. Ma proprio per non dare l’impressione di alzare bandiera bianca, il presidente di Forza Italia mette dei paletti. «Le liste devono essere rinnovate, quantomeno parzialmente. E la circolare di Mariarosaria (Rossi, ndr) va rispettata», scandisce l’ex presidente del Consiglio di fronte ai suoi. Limite agli over 65, parità di genere e stop (salvo deroghe) per chi ha fatto tre mandati, insomma, dovranno valere anche per le liste pugliesi. Dall’altra parte dell’Italia, Raffaele Fitto affila le armi. Non molla di un millimetro rispetto alla dura nota pubbli cata l’altro giorno sul suo blog, in cui metteva sotto accusa una Forza Italia «delegittimata». Ma sul candidato governatore della sua regione, paradossalmente, è già approdato allo stesso punto d’arrivo di Silvio Berlusconi. «È evidente che la storia della mia possibile candidatura è ormai passata. Il mio candidato è Francesco Schittulli».

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