Promemoria per le elezioni del 4 marzo

IL contenuto di questo “foglietto” rispecchia opinioni personali che mi permetto di sottoporre all’esame dei “cinque” benevoli lettori; esse sono il risultato di cose viste e sentite, letture di giornali e di qualche libro, conversazioni e riflessioni varie fra amici, notizie attinte dal mio quaderno di appunti: ciò che, nell’approssimarsi delle elezioni, presumo mi dia la possibilità di scegliere e finalmente “giudicare” chi mi domanderà il voto magari con la classica lettera spedita al “caro amico”.

Per non smarrirmi nel mare magnum degli “sparaparole”, ho segnato su un foglio una “scaletta” con in cima quelle che, secondo me, sono le “priorità” di cui chiedere conto: “Vita” e “Famiglia”; poi, via via calando, le altre che mi sono parse meno importanti; ho quindi deciso di non dare il voto a persone e partiti che in Parlamento hanno votato “leggi” contro la Vita e la Famiglia.

A me pare, infatti, che queste due realtà, fondamentali per ogni vivere civile, siano oggi le vere emergenze e vengano ben prima della polemica sull’accoglienza degli immigrati, prima dello “ius soli” e del baccano che gli si è fatto intorno, del gran parlare di finanze, fiscalità, lavoro precario, pensioni, Europa e perfino di sicurezza…; il vero spartiacque per chi votare o non votare io lo faccio correre su Vita e Famiglia anche se pochi ne parlano: “Stiamo ibernandoci nel gelo demografico – dice Massimo Gandolfini, organizzatore del “dies familiae” (family day), e ripete parole già dette da Papa Francesco – si diffonde l’isteria dei diritti degli animali, l’ecologia è la nuova religione e nessuno ha il coraggio di dire che ogni anno muoiono più di 100 mila italiani ancor prima di nascere” (La Verità, 5-I-2018).

Sono convinto che Vita e Famiglia oggi abbiano bisogno di “pronto soccorso” perché minacciate da ideologie innaturali fatte proprie da molti che siedono in Parlamento. Di conseguenza escludo dal mio voto i partiti che hanno votato le “Unioni civili” (11-5-2016), perché queste altro non sono che “simil-matrimoni” (card. Bagnasco) per gay, e l’eutanasia (14-XII-2017) presentata, e dagli ingenui creduta, come una legge contro l’accanimento terapeutico, mentre in realtà vieta di somministrare acqua e cibo al malato terminale e lo fa morire prima, di fame e di sete; “legge” che alcuni dicono essere peggiore di quelle già in vigore nel…Nord Europa!

Ma per comprendere meglio e nel caso qualcuno volesse sollevarsi in piedi e reagire, occorre studiare e approfondire l’argomento. A tal fine non è inutile sapere che le due “leggi” sono tappe – le ultime, per adesso! – di un unico grande disegno, magari secolare, che è stato pensato, studiato e programmato nei piani alti della “piramide” da “massonerie” intelligenti e la cui attuazione in quest’ultimo mezzo secolo (il “1968” è un anno epocale!) ha subito una evidente accelerazione; un processo articolato con una sua “meccanica” precisa e che alcuni chiamano “Rivoluzione” la quale ha come fine la trasformazione in senso “moderno” e anticristiano delle società cominciando da quella europea e americana; qui trova i suoi “migliori” servitori fra gli intellettuali, uomini di cultura, “maestri” di pensiero a cui dalla “piramide” è assegnato il compito di preparare il terreno con un lavorio continuo di articoli di giornali, interviste a santoni supponenti, libelli contro la verità, film premiati e applauditi, spettacoli, propaganda martellante televisiva, lezioni ai giovani, ostentazione di “casi pietosi” e manipolazione di cifre…; in ultimo, quando la corruzione/assuefazione è giudicata al punto “giusto”, verranno comandati i politici, “mestieranti passeggeri” che confezionano le “leggi”.

Immagino che anche costoro abbiano preparato una “scaletta” come la mia con in cima proprio…“Vita” e “Famiglia”; solo che il vocabolo “Vita” coloro lo traducono con eutanasia e scarto dei vecchi sempre più numerosi e costosi, aborto anche “post-natale” o infanticidio, tentativo di proibire l’obiezione di coscienza di ormai molti medici antiabortisti (la Regione Lazio voleva reclutare al S. Camillo solo medici abortisti! v. “Avvenire” 23-2-2017), utero in affitto, gender nelle scuole…, cose che lorsignori, tutti, chiamano “valori”; mentre col vocabolo “Famiglia” preconizzano l’abolizione della Famiglia naturale formata da uomo-padre, donna-madre, figli. Ora – ma è stato stabilito, non da me, fin dall’inizio dei tempi! – Vita e Famiglia sono due “assoluti” (“valori non negoziabili” li chiamò Papa Ratzinger) che, per natura, non sopportano eccezioni, pena la loro autodistruzione e il conseguente disfacimento della società civile; così il Quinto Comandamento, “non occides”, non può che essere perentorio: o lo si osserva – soprattutto nei riguardi della vita innocente – oppure è l’aberrazione dei 6 (sei) milioni di bambini eliminati “legalmente” in Italia prima di nascere, dal 1978. Così, costruire accanto alla Famiglia naturale una famiglia “altra”, significa demolire la prima! È evidente che i politici che hanno votato quelle due “leggi” agiscono – in buona fede o no, qui non può interessare – contro la Vita e la Famiglia: pertanto non possono chiedermi il voto!

Nessuno però affronta seriamente il problema, pochi ne parlano in questa vigilia; sì, forse “s’ode a destra uno squillo” o “qualche storta sillaba”; in genere è “per ovunque silenzio”. Fanno invece un gran rumore sul “mattarellum”, il “rosatellum”, il “manganellum”…, astruserie ridicole e incomprensibili per l’uomo della strada come sono io; sembrano accapigliarsi su collegi, banche, poltrone e prebende salvo, poi, mettersi improvvisamente d’accordo da buoni amici come è avvenuto per l’eutanasia e le “unioni civili”: i “Cinquestelle” e il Partito Democratico, infatti, le hanno votate insieme con applauso e lacrime finali. Ciò dimostra che la Rivoluzione è “una” e comanda, se è vero che nelle decisioni fondamentali sa farsi ubbidire dai suoi “agenti servitori” – nemici apparenti – con un semplice schiocco di dita!

Domande conclusive:

le mie sono elucubrazioni di un ex professorino di Italiano in vena di citazioni poetiche? Se ne siete convinti, cestinate questo “foglietto”! O i “capi” che realmente comandano hanno impartito ordini precisi dall’alto della “piramide”? E poi: che fine hanno fatto i sedicenti cattolici dispersi soprattutto nei due partiti che hanno votato le ultime “leggi”? Se ci sono, perché non battono un colpo almeno per farsi sentire? O per caso sono d’accordo con quelle “leggi”? E ancora: verranno a mietere voti, gratis, nelle chiese e negli oratori?

Carmelo Bonvegna

ps.

Mentre scrivo, in quel di Napoli e altrove avvengono atti incresciosi di bullismo perpetrati da cosiddette “baby gang”. Ministri, sottosegretari, prefetti, sindaci, assessori all’educazione, generali, assistenti sociali, “medici e speziali” accorrono sorpresi e indignati nella Città Partenopea a pronunciare proposizioni ovvie e scontate. Io, per non tediare vieppiù i miei “cinque” amici ripetendo cose già dette altre volte, pesco dai miei “appunti” le icastiche e riassuntive parole del cardinale Bagnasco, ex Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e le dedico a quello che sta succedendo: “Quale tranquillità può garantire uno Stato che permette – se non addirittura promuove – l’aborto, l’eutanasia, il suicidio assistito, l’infanticidio e altro ancora?” (“Avvenire”, 27 marzo 2012, p. 8). Forse a qualcuno fra gli accorsi a Napoli a fare la scena contro la “violenza” e a parlare perfino di “diritto alla vita”, le parole del nostro Cardinale sembreranno slegate dal contesto; io, invece, le applico agli episodi accaduti e le sottoscrivo in pieno perché sono convinto che non si può pretendere miracoli di disciplina mentale da parte di ragazzi a cui non è stata insegnata la distinzione fondamentale tra il bene e il male! In questi anni, infatti, il disordine “morale, civile e fisico” è stato versato dall’alto a piene mani e perfino vantato e applaudito come “valore”: perché indignarsi, poi, quando il medesimo, per logica conseguenza, fermenta nelle menti più fragili e produce frutti avvelenati?

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