Primarie Pd, Emiliano chiede il rinvio: non può camminare

“La partita comincia ora e si giocherà nei prossimi 22 giorni”. Parola di Matteo Renzi, ieri, in un’iniziativa elettorale a Bari. Tanti sono i giorni che mancano alle primarie del 30 aprile che eleggeranno il segretario del Pd. Oggi, in un hotel romano, si terrà la convenzione, appuntamento destinato ad aprire la seconda fase del congresso, quella del voto aperto a tutti, alla presenza dei tre candidati. O più probabilmente di due: Renzi e Andrea Orlando. Perché il terzo, il governatore della Puglia Michele Emiliano, si è rotto il tendine d’Achille tre giorni fa e si trova ricoverato e dolorante a gestire la fase postoperatoria. Fosse per lui, si metterebbe su una sedia a rotelle e verrebbe a Roma, ma i medici lo hanno sconsigliato: è molto probabile che il suo intervento, preparato ieri con l’aiuto di contributi arrivati via Facebook, avvenga in collegamento video.

“Non ci sono i numeri per fare la legge elettorale”. aggiunge Matteo Renzi sempre a Bari, dove ha presentato la sua mozione. Scatenando la reazione a distanza di Andrea Orlando, a Napoli per lo stesso motivo: “No al voto con una legge con i capilista bloccati”, “teneresi questo sistema significa volere le larghe intese”. Alla vigilia della Convenzione del Pd, che si tiene oggi a Roma per ufficializzare i risultati dei congressi dei circoli, la sfida per le primarie si sposta al Sud. Mentre Giuliano Pisapia battezza a Roma le Officine di Campo Progressista della Capitale: “Giànate 227 Officine delle Idee”.

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