Prestiti alle imprese, il rapporto dell’Abi: c’è una progressiva ripresa

soldi-tasse-primaTassi bassi ed una facilità di reperire nuova liquidità a prezzi stracciati stanno spingendo il settore dei finanziamenti verso una progressiva ripresa, secondo quanto riportato dall’ultimo rapporto dell’Abi. Non è ancora arrivato il momento di tornare però in positivo, considerato che, su base annua, nel mese di ottobre, è stata registrata una contrazione per l’intero settore (rivolto sia a privati che a imprese) dello 0,8%, ma un significativo miglioramento se paragonato al periodo precedente in cui la contrazione era di poco inferiore al 4,5%.

Tuttavia nel rapporto dell’Abi non si scende nel merito della valutazione, dove ad esempio sono in ripresa per le famiglie i prestiti personali (soprattutto nel consolidamento prestiti e cessione del quinto) mentre non sembrano ottenere dei benefici del momento positivo altre tipologie di prestito come ad esempio i prestiti auto (leggi a riguardo http://www.zonaprestiti.com/prestito-acquisto-auto.htm).

Invece la situazione rimane molto difficoltosa per le imprese, soprattutto quelle di più piccole dimensioni, e specialmente se operano al Sud. Secondo quanto riportato dal “Quinto osservatorio sul credito alla piccola impresa” le aziende del meridione sono costrette a chiedere prestiti non per fare nuovi investimenti, ma per cercare di garantirsi la sopravvivenza in un perdurante momento di grande difficoltà: oltre il 59% delle imprese con meno di 20 lavoratori del Sud richiede finanziamenti per sostenersi, e tra queste oltre il 12% non riesce ad ottenere il prestito richiesto, e comunque oltre il 17% vi è riuscito ma affrontando grandissime difficoltà e ritardi nella prosecuzione dell’iter.

Quindi meno del 20% delle aziende del Sud chiede finanziamenti per sostenere nuovi investimenti, mentre la percentuale al Nord sale al 30%, vedendo come protagoniste soprattutto quelle della macroarea Nord-Ovest. In questa ottica non sorprende la grande richiesta dei finanziamenti erogati da Unicredit e Bei, concentrati soprattutto in Sicilia, ma dove purtroppo non si hanno garanzie nell’esito della valutazione.

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