Dopo “l’invasione” di visitatori al sito archeologico di Pompei il 25 aprile invogliati dalla giornata d’ingresso gratis solo per Pompei, il ministero ora corre ai ripari per scongiurare una nuova giornata di tensione e di pericolo per il sito archeologico. Sono stati 30000 i visitatori presentatisi agli ingressi. Già alle ore 11 i cancelli sono stati chiusi per troppa affluenza e riaperti solo alle 14,30. Nel frattempo è successo di tutto: 4000 croceristi che avevano prenotato e pagato (prima della decisione della giornata con l’ingresso gratuito) hanno fatto dietro front e sono ripartiti non potendo aspettare circa 2,30 ore prima di entrare; le ovvie e conseguenti proteste dei Tour operator; qualcuno ha anche proposto di abbattere i cancelli che sono stati aperti con 15 minuti di anticipo tale era la tensione; per evitare il peggio, i carabinieri hanno stazionato in tre presìdi fissi Porta Marina Superiore, Porta Marina Inferiore e Piazza Anfiteatro insieme all’unità antiterrorismo dei militari dell’Arma.

Per il Mibac “tutto a posto”. I responsabili del ministero fanno sapere che: «La soprintendenza ha agito secondo le regole: giovedì, alle 11, ha immediatamente chiuso i cancelli degli scavi, una volta raggiunta la quota massima di persone nell’area archeologica: 15 mila. Sono stati diramati avvisi con cartelloni e volantini, più un’informativa sui social network». Secondo il Mibac, i turisti in attesa, erano consapevoli dell’avvenuta chiusura ed informati circa la lunga attesa prima di poter accedere. «Le biglietterie erano tutte aperte sottolineano dalla Soprintendenza sia Porta Marina, che a piazza Anfiteatro e piazza Esedra, ma si sono registrati ugualmente forti disagi. Stiamo studiando nuovi sistemi per velocizzare gli ingressi, con biglietterie mobili» hanno precisato i responsabili del sito.

In effetti è l’ennesima ripetizione di situazioni di grande caos che le strutture del mibac non sono in grado di prevedere e conseguentemente di gestire. Fu clamoroso quanto accadde alla Reggia di Caserta poco più di un anno fa. 17000  visitatori che “invasero” l’edificio ed i giardini ( la stampa parlo dell’accaduto per oltre 10 giorni) con comportamenti, da parte di molti “non paganti”,  spesso estranei alla visita ad un bene culturale. Anche qui, interventi della polizia per disciplinare la folla ai cancelli ed ambulanza all’interno per chi era riuscito ad entrare non senza tensioni.

A Pompei torna la preoccupazione per la prossima giornata ad ingresso gratuito dell’8 maggio che coincide con il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei.

Il ministro Alberto Bonisoli ha dichiarato di essere pronto a sperimentare ulteriori aggiustamenti sopratutto per le giornate che fanno parte dell’iniziativa “Io vado al museo”. Nel frattempo Alfonsina Russo, direttrice ad interim degli scavi archeologici pompeiani non cambierà le norme vigenti, confermando gli ingressi a 15 mila per volta, contingentati a mattina e pomeriggio indispensabili per la salvaguardia e tutela del sito. “Stiamo studiando nuovi sistemi per velocizzare gli ingressi, con biglietterie mobili» fanno sapere dalla Soprintendenza.

Il presidente del Fai, nonchè archeologo di fama mondiale Andrea Carandini, ha dichiarato «La gratuità incoraggia, ma fino a un certo limite. È stato un errore aprire gli scavi con questa formula nel ponte di Pasqua: il turismo mordi e fuggi può rivelarsi dannoso» «Nessuna riforma è eterna si può anche pensare di abolire l’accesso libero. Ora ai visitatori bisogna offrire un’esperienza, invece assistiamo a un consumismo dei tour: non basta un selfie per capire Pompei. Bisogna mettere al primo posto la manutenzione e non i restauri e aprire percorsi differenziati dentro gli scavi ma anche nei siti archeologici attorno a Pompei per evitare di far gravare sui soliti “feticci” le grandi masse di turisti»