“Oggi trovare casa è più difficile che trovare lavoro”, avverte Federica Brancaccio, presidente dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili). Una frase che fotografa bene l’allarme abitativo che sta colpendo non solo l’Italia, ma gran parte dell’Europa.
Con l’urbanizzazione destinata a crescere (entro il 2050 il 68% della popolazione vivrà nelle grandi città, contro il 55% attuale), e con affitti sempre più insostenibili per giovani coppie e famiglie a basso reddito, il governo prepara un maxi Piano Casa da 15 miliardi di euro. L’obiettivo? Rendere l’abitare più accessibile e contrastare il caro-mattone.
Ecco cosa prevede il Piano Casa Italia, che potrebbe essere inserito nella prossima legge di Bilancio.
1. Affitti più accessibili con sgravi fiscali
Il piano si muove su due binari principali:
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Sconti fiscali per i proprietari che affitteranno i propri immobili a canoni calmierati, con un taglio del 30% rispetto ai prezzi di mercato. In cambio, potranno accedere agli incentivi per l’efficientamento energetico.
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Detrazioni fino a 5.000 euro annui per due anni per chi si trasferisce da una città all’altra per motivi di lavoro. Una misura pensata per favorire la mobilità lavorativa senza aggravare il peso degli affitti.
2. Mutui agevolati per gli under 36
Torna al centro anche il Fondo di garanzia per i mutui prima casa destinato ai giovani sotto i 36 anni. Lo strumento, gestito da Consap, ha già garantito oltre 500mila mutui, di cui 350mila per gli under 36, per un valore complessivo di 60 miliardi di euro.
In arrivo anche il possibile rifinanziamento delle agevolazioni fiscali scadute nel 2024: esenzioni su IVA, imposte ipotecarie, catastali e di registro.
3. Edilizia sociale: serve uno scatto in avanti
Oggi solo il 3,8% delle famiglie italiane vive in case di edilizia pubblica, contro il 16% in Francia e il 14% in Germania. Il nuovo Piano Casa vuole invertire la rotta, con:
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Progetti di edilizia sociale nelle città più colpite dall’emergenza abitativa.
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Trasferimento gratuito di aree pubbliche ai Comuni per costruire case a prezzi accessibili, vincolate a categorie sociali specifiche.
Sono già disponibili 660 milioni, ma si punta a salire a 1,5 miliardi grazie alla riprogrammazione del PNRR, ai fondi di Cassa Depositi e Prestiti, fondazioni bancarie e Casse di previdenza.
4. Rigenerazione urbana e patrimonio da recuperare
Dopo 76 tentativi falliti, l’Italia ancora non ha una legge nazionale sulla rigenerazione urbana. Il Piano Casa potrebbe essere l’occasione per:
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Riformare il Testo unico dell’edilizia, semplificando i cambi di destinazione d’uso.
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Valorizzare immobili pubblici inutilizzati, inserendoli nel mercato dell’affitto agevolato.
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Dichiarare gli interventi privati di rigenerazione come di interesse pubblico, per poter accedere agli incentivi.
5. Da dove arriveranno le risorse?
Secondo le stime dell’Ance, il Piano potrebbe essere finanziato da più canali, per un totale di circa 15 miliardi di euro:
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9 miliardi dalla riprogrammazione dei fondi UE 2021–2027
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6 miliardi dal nuovo bilancio europeo
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3 miliardi dal Fondo sociale per il clima (per migliorare l’efficienza energetica e sostenere i redditi bassi)
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2 miliardi dal Fondo investimenti e sviluppo infrastrutturale
Un piano per rilanciare l’abitare in Italia
Il Piano Casa Italia si propone come una risposta concreta all’emergenza abitativa: affitti più accessibili, mutui sostenibili, più edilizia sociale e rigenerazione urbana. Riuscirà il governo a trasformare un progetto ambizioso in realtà?