In Italia, secondo gli ultimi dati Istat, la percentuale di bambini (fino a 2 anni) che fruivano nel 2012 dei servizi per l’infanzia era del 13,5 per cento. Ma ci sono differenze territoriali enormi. Le regioni del Nord-est riescono a coprire quasi il 20 per cento delle necessità avvicinandosi a quel 33 auspicato dall’Europa per contrastare la dispersione scolastica. In Italia il vero problema è al Sud, dove Comuni e privati riescono a offrire servizi per la primissima infanzia solo a 5 su cento. Eppure, ancora oggi, i fondi maggiori vanno al Centro-Nord.
Gli studi più recenti spiegano che i bambini che frequentano la scuola materna e l’asilo-nido per tre anni hanno meno probabilità di abbandonare gli studi precocemente. La regione più virtuosa è l’Emilia Romagna che nel 2012 vantava il 27,3 per cento di copertura, quella con meno servizi per l’infanzia è la Calabria (2,1 per cento), seguita dalla Campania (2,7).
