Papa a PoggiorealeIl Papa nel carcere di Poggioreale

Domanda di  Claudio Fabian Astorga, detenuto nel carcere di Poggioreale

Sua Santità, La ringraziamo di essere venuto a trovarci. E’ un’emozione unica e irripetibile,  il Suo  gesto per noi carcerati è molto importante, da tutti i punti di vista, spirituale e umano.

Noi carcerati siamo dimenticati da tutti: governo, istituzioni, tranne che da Dio, da Gesù Cristo e dalla Chiesa.

E’ vero, abbiamo sbagliato, tuttavia questo momento di attesa della libertà è un buon momento per conoscere Dio e avvicinarci a Lui e trovare una nuova vita vicino a lui.

Io personalmente pensavo di avere fede e di conoscere Dio, però non era così . Qui in carcere ho trovato Dio e il Signore Gesù attraverso la catechesi settimanale, la messa della domenica e la lettura del suo libro “Mente abierta, corazon creyente” che mi ha mandato mia madre dall’Argentina.

Ora Le chiedo: come fare per poter continuare ad alimentare questa fede quando sarò libero, con le tentazioni che mi aspettano e senza gli aiuti spirituali di chi mi accompagna in carcere?

 

Domanda di  Pasquale,  detenuto nel carcere di Secondigliano

Santo Padre, sono Pasquale di Napoli del Centro Penitenziario di Secondigliano ( Scampia), sono in carcere da due anni, sposato con due bambini e vi porto l’abbraccio di tutti i ristretti del nostro Istituto.

Un grande Grazie , per averci dato l’opportunità di vivere un pò di tempo con Lei. E’ venuto qui in mezzo a noi, come Pastore della Chiesa Universale, per cercare e fasciare la pecorella smarrita. Quante volte avete detto a noi carcerati, di non “scoraggiarci, che il Signore non ci ha abbandonato, anzi che Cristo è carcerato con noi”

E oggi a nome di coloro che non sono qui, chiedo a Lei Santità, noi che siamo marchiati a vita, emarginati, esclusi da tanti percorsi di inserimento, troveremo accoglienza fuori da queste mura?