Un’indagine interna e’ stata avviata dalla Direzione aziendale degli Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello di Palermo per chiarire le cause del decesso di un paziente, dopo trattamento mediante intervento di stenting carotideo per pseudoaneurisma da lesione traumatica di un vaso. La morte, si legge in una nota della Direzione aziendale, e’ sopraggiunta a distanza di alcuni giorni dall’intervento, in seguito a “complicanze severe e assolutamente inattese”. Sull’episodio un’inchiesta e’ stata aperta dalla Procura della Repubblica.

“L’intervento di stenting carotideo – prosegue la nota della Direzione aziendale – e’ stato eseguito il 18 luglio scorso dal professionista C.C., consulente presso l’Azienda per l’esecuzione di questi specifici interventi. Il professionista in oggetto ha condotto ad oggi oltre 2.000 procedure di questo tipo, motivo per cui e’ considerato una autorita’ in materia”. “La complicanza, che e’ stata riscontrata personalmente dall’operatore – sottolinea la nota -, consiste nella formazione di una embolia gassosa e non si e’ mai verificata nell’intera serie che costituisce la sua amplissima esperienza personale. Il paziente e’ stato seguito nei giorni successivi all’intervento presso l’Unita’ Operativa Neurorianimazione e trattato con altissima intensita’. Cio’ nonostante non e’ stato possibile scongiurare il peggioramento delle sue condizioni fino all’esito fatale avvenuto il 23 luglio”.