Palermo: le studentesse contro la violenza maschile sulle Donne

Giornata di mobilitazione e informazione sin dalle prime ore della mattinata sia nelle scuole che nelle facoltà universitarie di Palermo. Le studentesse aderenti all’Assemblea Contro la Violenza Maschile sulle Donne, in occasione della Giornata Internazionale della Donna,  hanno calato degli striscioni dai propri luoghi di formazione e interrotto le lezioni per invitare studenti e insegnanti ad aderire allo sciopero globale e a prendere parte alla manifestazione indetta per questo pomeriggio. Oggi, infatti, 8 marzo, anche a Palermo si terrà una manifestazione che si pone in perfetta linea di continuità con lo sciopero globale indetto dalla piattaforma “Non una di meno” che vede le donne sottrarsi ai cicli produttivi e riproduttivi e scioperare in ben  49 paesi del mondo. “Se le nostre vite non valgono, allora scioperiamo!” uno slogan che riassume la chiara  presa di posizione delle donne rispetto alla loro condizione all’interno di un sistema fortemente ancorato a valori patriarcali e che stamani a Palermo è stato ripreso negli striscioni e negli interventi all’interno delle aule.

” Oggi migliaia di donne si asterranno dal lavoro per far emergere l’evidente importanza del loro ruolo nei cicli produttivi e riproduttivi della società, una società   fondata su logiche patriarcali e maschiliste che relegano  noi donne  ad una condizione di netta inferiorità. I sempre più frequenti fatti di cronaca che narrano di delitti definiti peraltro “passionali” sono solo l’effetto più noto, perché estremo e spettacolare, della violenza che ogni giorno è inferta sulle donne e che è avallata nonché perpetrata dal sistema vigente in ogni suo ambito.La violenza sulle donne è  una condizione sistemica e strutturale che esige ancora molto lavoro per la sua destrutturazione poiché parte del nostro modello sociale, di interazione, di regole secolari, di ruoli immutati. Oggi, anche a Palermo, insieme alle milioni di donne di ben 49 Paesi,  scenderemo in piazza per aderire al primo sciopero globale della storia e questo è un chiaro segno di come  le cose stiano cambiando e sopratutto che vi è una generale presa di coscienza rispetto all’importanza e al valore della lotta e dello strumento dello sciopero per il cambiamento dello status quo.La possibilità di scendere in piazza, il diritto allo sciopero è stato conquistato con la lotta  contro chi con arroganza ci considerava angeli del focolare o donne oggetto,  contro chi voleva decidere in quanto uomo il nostro posto nel mondo. L’8 marzo è e deve essere  una giornata di lotta e come studentesse dell’Assemblea Contro la Violenza Maschile sulle Donne scenderemo in piazza per ricordarlo” affermano.

L’Assemblea Contro la Violenza Maschile sulle Donne, costituitasi all’indomani di una partecipatissima ed eterogenea assemblea tenutasi lo scorso 2 febbraio in aula Rostagno e aderente alla piattaforma sopracitata , ha convocato infatti per oggi una giornata di mobilitazione che inizierà con un grande corteo con concentramento in piazza Verdi alle ore 17.30 e proseguirà con una piazza tematica in Piazza Pretoria ove si svolgeranno concerti, letture, performance e la video proiezione de “Le Invisibili” riguardante la Manifestazione nazionale del 26 novembre a Roma.

“Da una parte i media ci raccontano continuamente di donne stuprate, uccise, picchiate interpretando tali atti, come commessi per “il troppo amore” o per condizioni specifiche e contingenti del maschio come la perdita del lavoro, un litigio, lo stress;  dall’altra propongono costantemente  pubblicità che usano il corpo delle donne come oggetto del desiderio maschile o angelo del focolare o, nel migliore dei casi, donna in carriera spietata che insegue il successo e tenta di ritagliarsi un posto di prestigio nella società dominata dai valori patriarcali. La mercificazione dell’immagine femminile, il linguaggio e l’interpretazione dei fatti puramente sessisti non sono altro che specchio di uno status quo in cui è evidente uno squilibrio di potere dettato dal patriarcato e da una diffusa indifferenza. Ecco che oggi sciopereremo per resistere al ricatto della precarietà, perché non accettiamo che ogni momento della nostra vita sia messo al lavoro; non siamo più disposte ad accettare salari da fame ed esigiamo un welfare per tutte e tutti organizzato a partire dai bisogni delle donne, che ci liberi dall’obbligo di lavorare sempre di più e più intensamente per riprodurre le nostre vite. Sciopereremo contro le discriminazioni, continuamente subite, nei posti di lavoro proprio perché veniamo concepite come sesso debole. Sciopereremo contro i continui attacchi alla legge 194 perché vogliamo l’aborto libero, sicuro, gratuito e l’abolizione dell’obiezione di coscienza,sciopereremo dunque contro la violenza ostetrica, per il pieno accesso alla Ru486. Sciopereremo affinché l’educazione alle differenze sia praticata dall’asilo nido all’università, non ci interessa una generica promozione delle pari opportunità, ma coltivare un sapere critico verso le relazioni di potere fra i generi e verso i modelli stereotipati di femminilità e maschilità, ricordiamo che il sistema educativo della “Buona Scuola” (legge 107) distrugge la possibilità che la scuola sia un laboratorio di cittadinanza capace di educare persone libere, felici e autodeterminate ” afferma Maria dell’Assemblea Contro la Violenza Maschile sulle Donne

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