stalking violenza donne

L’Islam radicale e le costrizioni più dure hanno prodotto l’ennesima storia di violenza e minacce. Come riporta l’edizione de La Repubblica, a Palermo si è consumata una storia “estrema”, una religione imposta con una modalità per niente spirituale, “E’ una storia non soltanto di minacce, ma anche di costrizioni, affinché questa e i figli rispettassero le regole dell’Islam più radicale”. E’ accaduto che l’uomo avrebbe imposto alla moglie di indossare il velo e obbligato i figli a non frequentare la scuola e di fare sport. Anni di soprusi e violenze, con in una denuncia, che una donna mauriziana di 41 anni ha presentato nei confronti del marito, suo connazionale convertitosi all’Islam e residente a Palermo. Oggi l’uomo è sotto processo al Tribunale di Palermo con l’accusa di maltrattamenti.

“Siamo ormai separati , ha detto la donna al giudice Alessia Geraci, un tempo eravamo sposati secondo la religione indù. Poi, dopo che abbiamo avuto tre figli, lui è diventato musulmano. E voleva che anche io lo diventassi. Ma io non mi sono convertita alle regole. Voglio che i miei figli crescano all’italiana. Diceva che non dovevamo uscire di casa, controllava il telefono, metteva la catena al computer. I miei figli non potevano uscire neanche per un compleanno e io non dovevo lavorare”.

La donna ha riferito al magistrato di aver subito violenze fisiche: “Mi ha picchiato perché c’ho provato, ha picchiato uno dei miei figli perché alle quattro di notte non pregava Allah con lui. Diceva che tutto si doveva curare con la preghiera. E io andavo di nascosto dal medico. Qualche tempo fa il piccolo ha avuto bisogno di un intervento a un testicolo, e lui non è venuto neanche in ospedale. Io non potevo dire niente. Ripeteva: “io sono padre, io sono marito, spetta a me decidere. La donna non deve parlare, non deve avere niente”. Intanto l’avvocato difensore dell’uomo mauriziano, l’avvocato Angelo Raneli, ha dichiarato che “Mai stato alcun dissidio per motivi religiosi, ma solamente contrasti normali fra coniugi”. Spetta ora alla Magistratura fare luce sulla vicenda,, l’ennesima ai danni delle donne