Palermo antifascista smentisce le fake news

“Saro breve e circonciso” Si lo so, si dice conciso, ma la giornata vissuta ieri a Palermo, ha contagiato un pò tutti di genuino (e costituzionalmente corretto) Antifascismo, anche me, al punto da confondere in senso antisemita anche le parole più semplici.

In una città blindata da oltre 250 uomini delle forze delll’ordine, con strade chiuse, divieti sparsi e tensione altissima, è andata di scena la festa della Costituzione italiana , che come tutti sanno, ripudia il fascismo.

Dopo il titolo di Capitale dei giovani e capitale della cultura, Palermo si autoproclama Capitale dell’Antifascismo portando in strada oltre 2000 persone di tutte le età ed estrazioni sociali sotto un’unica bandiera.

Ci si aspettava un remake dei bui anni ’70, circolavano fake news nelle chat di tutti i cittadini, arrivavano telefonate dei parenti più affezionati per esortarti a restare a casa e non andare alla manifestazione , c’era davvero paura che potesse accadere qualcosa di grave, ed invece, un corteo partecipato e festoso , capeggiato dai tanto osteggiati e temuti Centri Sociali, ha sfilato nel cuore del centro manifestando il proprio sdegno nei conforti di Roberto Fiore, capo di Forza Nuova, impegnato a pochi metri di distanza in uno dei suoi “comizi” , sempre se così può essere chiamata la recita di vecchi slogan d’innanzi ad un pubblico di 20 persone.

Giusto per dover di cronaca, si discorre di un signore che dal suo profilo facebook scriveva testualmente in data 21 febbraio 2018 <<oggi come ieri partigiani infami (… ) se pensano di fermarci sguinzagliando i nipotini di chi 75 anni fa tradì l’Italia e gli italiani, si sbagliano di grosso”.

Peccato però che la Costituzione repubblicana, nata dalla Liberazione ottenuta dai Partigiani, ritiene queste affermazioni apologia del fascismo e pertanto come minimo dovrebbero determinare, ad opera della magistratura, lo scioglimento delle formazioni politiche intente a <<ricostituire il disciolto partito fascista.

Ma ciò che davvero importa è il messaggio che di tutte queste vicende Vine offerto dai media locali e nazionali.

Non c’è stato un solo giornale ( ilSudOnline.it  escluso questo è ovvio), che non abbia sfruttato la vicenda Ursino per alimentare un fuoco che da tempo brucia, e più brucia e più porta voti, che è la paura.

Massimiliano Ursino, ribattezzato goliardicamente dalla piazza “Salamino”, dirigente provinciale di Forza Nuova Palermo, come ormai anche i muri sanno, la scorsa settimana è stato bloccato per strada da un gruppo si Antifascisti e legato mani e piedi con del nastro adesivo per poi essere lasciato giacere in queste condizioni (legato come un salame appunto)sul marciapiede di una centralissima via cittadina.

Tutti i media a quel punto, avranno pensato che ricamare sulla vicenda poteva funzionare e così è venuto fuori che Ursino era stato <<massacrato di botte>> oppure <<selvaggiamente picchiato>> , oppure ancora che << aveva subito la frattura del setto nasale>> o addirittura che << era stato crocefisso a piazza Politeama, anzi no, questo l’ho inventato io, non è stato scritto, ma che volete, la fantasia sull’argomento è tanta che anch’io battendo sulla tastiera ogni tanto mi lascio un pò andare.

In ogni caso, il buon Ursino ( 2 anni e mezzo di condanna alle spalle per aver rapinato e pestato sangue un immigrato) ha avuto in tutto 5 giorni di prognosi, ed anche le accuse inizialmente mosse nei conforti dei suoi presunti aggressori inizianoadesso a vacillare, tant’è che poco prima dell’inizio del corteo sono stati scarcerati dal GIP incaricato.

Un duro colpo per giornalisti, accorsi numerosi in cerca di scoop, anche l’ ex candidato sindaco delle destre Ismaele La Vardera, in tenuta da Iena , era presente a piazza Verdi, ma purtroppo rimasto a bocca asciutta come un qualsiasi Yorkshire d’appartamento.

Il tutto è ulteriormente dimostrato dal fatto che sfogliando le notizie, si nota che la lente mediatica ha virato verso le più bellicose Milano e Torino, città in cui invece gli scontri tanto auspicati sono effettivamente avvenuti.

Peccato che si sia persa un’altra volta un’occasione (ilSudOnline.it escluso eh!) per contribuire a raccontare qualcosa di bello, qualcosa che disattende le aspettative si, ma che per una volta lo fa in meglio, rendendo tutti un pò più orgogliosi della propria martoriata ma sempre amata città.

Romano Milletarì 

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