nutriamo cataniaL’Amministrazione comunale, l’Assessorato al Welfare del Comune di Catania con la collaborazione dell’ASP Catania e dell’Associazione “Stella Danzante” hanno organizzato l’evento “NutriAMO Catania” attraverso il quale si è proposto la definizione di un progetto cittadino di gestione condivisa delle problematiche legate ai disturbi del comportamento alimentare. Tema centrale di riflessione dei lavori, pertanto, è stato quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, le Istituzioni, le Associazioni e gli Ordini Professionali alla promozione di stili di vita salutari nonché alla prevenzione, all’accoglienza e alla cura delle persone con disturbi del comportamento alimentare.
“Spesso i genitori si trovano in grande confusione rispetto al comportamento dei propri figli o indecisi su come aiutarli nelle loro difficoltà: imparare ad ascoltarli oltre le parole, costruire con loro una relazione significativa, sia sul piano educativo che su quello affettivo, aiuta a crescere sani e a prevenire comportamenti a rischio per la salute. Ma i genitori hanno bisogno di essere anche supportati nella gestione di queste problematiche sia sul piano della prevenzione che in quello dell’assistenza sanitaria”.
L’offerta di servizi specifici presente nella nostra Città necessita di essere caratterizzata da una rete in cui gli attori si parlino e condividano percorsi, metodi e obiettivi. I lavori sono stati introdotti dall’Assessore al Welfare Angelo Villari, e dal Presidente della Commissione Regionale alla Sanità Giuseppe Digiacomo. Gli  interventi che hanno articolato l’incontro sono stati moderati da Francesco Santocono. Sono intervenuti l’assessore Regionale al Lavoro e alla Famiglia  Bruno Caruso, l’asessore comunale alle Politiche Scolastiche Valentina Scialfa, il preside della Facoltà di Medicina Francesco Basile, Rosita Dorsi dell’Ufficio Scolastico Provinciale, il deputato regionale Concetta Raia, il deputato nazionale Luisa Albanella, il segretario provinciale della Cgil Giacomo Rota, il direttore generale del Garibaldi Giorgio Santonocito, Giuseppe Giammanco direttore dell’Asp di Catania, il direttore dsanitario dell’Asp Franco Luca, il direttore del Policlinico Paolo Cantaro, il direttore del Cannizzaro Angelo Pellicanò, Gaetano Cardiel di Federfarma, Antonio Biondi vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Catania, Francesco Sorbello di Confcommercio, il presidente della Sac Salvatore Bonura.
Ha concluso i lavori l’onorevole di Giacomo che, tra l’altro, ha garantito che il progetto verrà presto presentato alla Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana.
“Dalle indagini condotte da esperti e professionisti del settore – ha dichiarato l’assessore Villari – emerge che la problematica dei Disturbi del Comportamento Alimentare interessa il 5 % della popolazione italiana, e se si prende in considerazione che per la popolazione in età adolescenziale la percentuale si alza al 10% ci rendiamo conto quali  implicazioni un simile dato comporti.
Si può asserire senza alcuna esagerazione che le problematiche connesse ai Disturbi del Comportamento Alimentare sono diventate una delle patologie emergenti.
Sono patologie particolarmente gravi perché colpiscono prevalentemente i soggetti in età adolescenziale cioè nel periodo in cui la persona forma la propria personalità e deve acquisire competenze professionali che dovrà poi spendere nel corso della propria vita e  comprendiamo bene come proprio per questo il problema è ancor più preoccupante”.
“Siamo di fronte, quindi, ad un problema socio-sanitario di grande impatto sociale, ed è anche per questo che l’Assessorato al Welfare del Comune di Catania ha profuso grande impegno affinché su di esso si apra una approfondita riflessione, che impegni professionalità e sensibilità diverse perché c’è assoluto bisogno di  attivare interventi in molte direzioni. Innanzitutto, bisogna avviare una seria campagna e opera di prevenzione primaria e secondaria”.
“Una serie di attori sono chiamati a svolgere un ruolo importante sul campo: le scuole con campagne di informazione e  di formazione per diffondere maggiore conoscenza sul problema;
le famiglie e le associazioni di volontariato; Ed un ruolo importante assume l’attivazione di servizi specifici di psicologia,  così come una funzione di assoluto rilievo è quella che può essere svolta dai medici di famiglia. Tanti soggetti che possono rilevare e cogliere le informazioni e gli elementi che consentano di affrontare il problema sul nascere”.