Le notizie del giorno. Riforme, battuta d’arresto per la maggioranza – Ue, Renzi non cede sulla Mogherini – Allarme sui mercati per le dimissioni di Cottarelli

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Politica interna
 
Senato: battuta d’arresto per la maggioranza, complice il voto segreto un emendamento leghista è passato nonostante il parere contrario del governo. A ballare sono stati una quarantina di voti, “Non è il remake dei 101 di Prodi, ma nel merito lascia l’amaro in bocca” ha commentato il Presidente del Consiglio nel corso della direzione Pd svoltasi in serata. Il voto segreto è stato preceduto da un duro scontro fra i democratici ed il presidente Grasso, accusato da Zanda di “aprire un dibattito che non dovrebbe aprire”. Nella votazione successiva il presidente del Senato ha corretto il tiro su un secondo emendamento leghista, concedendo il voto palese sulla possibile riduzione del numero dei senatori a 500; la maggioranza è tornata a vincere, ma le polemiche sono arrivate dai banchi dell’opposizione, con la Lega che ha chiesto l’annullamento del voto. Sospensione dei lavori e convocazione della conferenza dei capigruppo, riunione caratterizzata da forti frizioni ed abbandonata per protesta dal rappresentante M5S.
 
Legge elettorale: tiene bene il patto del Nazareno, al punto che Berlusconi ha invitato i suoi a votare compatti in Senato sulle riforme, mentre si sta mostrando aperturista sulle preferenze. Il Cavaliere e Renzi sono a un passo dall’intesa definitiva, resta il problema dei partiti “piccoli”, da una parte Berlusconi non vuole troppi codicilli inseriti nella legge elettorale che favoriscano una accentuata autonomia di Ncd o della destra ex missina, dall’altra la tensione in atto fra Pd e Sel non depone a favore di un abbassamento degli sbarramenti oltre un certo limite. Si va verso una soglia unica al 4 per cento, uguale per chi si coalizza o meno. Sulle preferenze le porte restano aperte e l’argomento non è più tabù, Renzi ha anche aperto ai collegi uninominali, ma secondo i bene informati nulla si muoverà sino al disco verde sulla riforma costituzionale; solo allora si potrà parlare di possibili modifiche dell’Italicum.            
 
 
Politica estera
 
Mogherini: il governo italiano ha deciso di ufficializzare la designazione del ministro degli Esteri Federica Mogherini come Alto rappresentante e vicepresidente della commissione europea. La decisione di Renzi, irritato per l’incontro fra D’Alema e Juncker e per le voci su una candidatura di Enrico Letta, appare come una sfida aperta al presidente della Commissione ed un rifiuto alla ricerca di un compromesso.  
 
Libia: si fa sempre più concreta la prospettiva di un’entità islamista in Libia, alle porte dell’Italia. Dopo due mesi di violenti combattimenti le milizie islamiche hanno sconfitto, a Bengasi, le forze più moderate dell’ex generale Haftar, ed il gruppo radicale più noto, Ansar Al Sharia, ha annunciato la creazione di un “emirato islamico”. Intanto a Tripoli l’aeroporto è nel caos per gli scontri fra le milizie islamiche di Misurata e quelle più laiche di Zintan. Ieri altre ambasciate hanno chiuso, tra cui quella spagnola e quella greca, mentre la rappresentanza italiana rimane aperta allo scopo di “avere un ruolo nei prossimi anni”, ha detto il presidente del Consiglio Renzi.
 
Medio Oriente: “Completeremo la missione contro i tunnel di Hamas, con o senza il cessate il fuoco”. E’ il presidente israeliano Benjamin Netanyahu a parlare, dopo una riunione ad hoc del governo sulle operazioni a Gaza, con l’intento di far sapere che l’intervento militare accelera. Secondo il capo del comando Sud delle forze armate occorrerà ancora qualche giorno per distruggere i tunnel, da qui il richiamo di nuovi 16mila riservisti per “garantire flessibilità e preparazione” dando il cambio alle unità in prima linea da 24 giorni. Ieri in tarda serata è arrivato l’annuncio di Kerry di un cessate il fuoco umanitario di 72 ore tra Israele e Hamas, a partire dalla mattina di oggi. Ma è polemica tra l’Onu e gli Stati Uniti, l’Alto commissario per i Diritti Umani Navi Pillay ha denunciato che “gli Usa forniscono artiglieria pesante a Israele” con una spesa “di quasi un miliardo per creare una protezione contro i razzi a beneficio della popolazione israeliana ma non di quella palestinese”.    
 
 
Economia e Finanza
 
Cottarelli: il premier Renzi “liquida” con una battuta le polemiche aperte ieri dal commissario alla spending review, che sul suo blog aveva posto il tema della copertura, alquanto discutibile, prevista nel decreto Pa per gli insegnanti “quota 96”, ai quali viene concessa la possibilità di uscita dal lavoro in deroga alla legge Fornero. “Non so cosa farà Cottarelli, lo rispetto e lo stimo, ma la spending review la facciamo lo stesso, anche se Cottarelli va via” ha detto il Presidente del Consiglio confermando la prospettiva di dimissioni per il Commissario, il quale da parte sua ha fatto sapere ieri mattina di essere al lavoro come sempre. Il ministro dell’Economia Padoan non ha voluto rispondere, nel corso della conferenza stampa congiunta con il collega francese Sapin, a domande sul “caso”. Ma il rumor delle dimissioni di Cottarelli ha messo in allarme tutti gli intermediari finanziari esteri che hanno basi operative in Italia; in particolare l’Aibe, associazione della banche estere, ha manifestato attraverso il suo presidente Guido Rosa “forte preoccupazione” per il rischio di “un abbandono degli operatori internazionali nella sottoscrizione dei titoli di Stato” a causa del “susseguirsi di delusioni” in tema di riforme e controllo alla spesa pubblica.
 
Deflazione: frena ancora l’inflazione e rimane sempre vicina alla crescita zero. A luglio i prezzi, secondo l’Istat, sono calati dello 0,1% rispetto al mese precedente ed aumentati della stessa percentuale nel confronto con il luglio 2013. Il livello più basso dall’agosto 2009. Il rallentamento è principalmente imputabile, spiega l’Istat, alla flessione su base annua dei prezzi dell’energia, di fatto si è allargata la forbice dei prezzi tra beni di consumo e servizi. Allarme deflazione dunque? Secondo alcuni operatori il tasso di inflazione potrebbe essere sotto lo zero già ad agosto, sarebbe utile che il governo varasse un pacchetto di misure di forte impatto sul sistema, per migliorare il potere d’acquisto delle famiglie e diminuire i costi per le imprese.    
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