Le notizie del giorno. Renzi archivia l’articolo 18 – In Italia lo spettro della deflazione – Marò, l’Italia rilancia l’offensiva contro l’India

renzi fra gli scout

Politica interna

Articolo 18: Matteo Renzi liquida senza esitazioni le attese sulla proposta lanciata da un alleato di Governo come Alfano, e rispondendo alle domande dei giornalisti dice “Oggi l’articolo 18 è solo un simbolo, un totem ideologico, e proprio per questo trovo inutile stare adesso a discutere se abolirlo o meno; serve solo ad alimentare il dibattito agostano tra gli addetti ai lavori”. Chiara la scelta del premier di rispondere a muso duro ad Alfano, piuttosto che alimentare la polemica nel Pd; il premier vuole affrontare con cautela quella che si annuncia come la partita più delicata all’interno del suo partito, visto che sul lavoro i democratici restano fortemente spaccati. “C’è un ddl delega che si sta discutendo in Parlamento. E’ giusto o no riscrivere lo statuto dei lavoratori? Sì, e lo faremo pensando ai giovani” conclude Renzi.  

FI-Ncd: per avere il polso e stabilire a che punto siano i rapporti tra i due partiti occorre dare un’occhiata a quello che succede nelle regioni. Il vero banco di prova per capire se è ancora possibile ricompattare il centro destra è sul territorio; primo appuntamento in programma le regionali calabresi, che si terranno a novembre. Berlusconi punta sull’ex presidente della provincia di Catanzaro Wanna Ferro, che avrebbe l’appoggio anche di Fratelli d’Italia, ma nel partito di Alfano qualcuno guarda ad accordi con il Pd, in particolare la pensa così Tonino Gentile, molto vicino al coordinatore nazionale Quagliariello. Jole Santelli, coordinatrice regionale di Fi, chiede che la questione Calabria sia portata ad un tavolo nazionale e che il problema venga risolto a Roma fra Berlusconi ed Alfano.

 

 

Politica estera

 

Marò: lunedì scorso la “quiet diplomacy” che da qualche mese il governo italiano ha scelto per affrontare il caso dei due militari trattenuti in India ha un po’ vacillato. Dopo aver parlato al telefono con il primo ministro indiano, Renzi ha emesso un comunicato nel quale diceva di aver auspicato una soluzione rapida della vicenda. Questo portava l’interlocutore ad emettere a sua volta una dichiarazione per ribadire che il giudizio deve seguire il suo corso perché “il sistema giudiziario indiano è libero, giusto ed indipendente”. Secondo gli esperti il linguaggio adottato dal governo indiano apre strade diplomatiche finora non scontate, il tono è cambiato rispetto a quello del precedente esecutivo di Delhi e su questa realtà la diplomazia italiana potrà lavorare. I rapporti con l’attuale premier Modi sembrano più facili che con Sonia Gandhi ed ora l’Italia si trova ad avere una serie di piani di emergenza per ogni possibile sviluppo della situazione.

Obama vs Clinton: sono volate parole grosse nel duello distanza fra il presidente americano e l’ex segretario di Stato, la cui rivalità è riesplosa negli ultimi giorni facendo felici i cronisti politici ma soprattutto i repubblicani, che ormai danno per scontata una vittoria nelle elezioni di novembre. Barak ha criticato l’idea della Clinton di armare i ribelli siriani, richiesta definita “irrealistica”; ma la Clinton ha bollato la politica estera americana come “fallimentare”, dicendo che “non ci si può muovere nel mondo delle relazioni internazionali senza principi-quadro”. Lo scontro nasconde la crisi d’identità degli Stati Uniti, sempre più in difficoltà di fronte all’estremismo islamico; reagire a questa impasse non è facile, Obama non ha più la forza politica per una svolta mentre la Clinton ha l’ambizioso obiettivo di diventare la prima donna presidente della storia americana, e deve quindi distanziarsi dalla politica della Casa Bianca.

 

 

Economia

 

Inflazione: Italia alle prese con lo spettro della deflazione, in dieci grandi città i prezzi a luglio sono risultati più bassi rispetto ai livelli dello scorso anno. Lo rileva l’Istat, che ha confermato ieri le stime preliminari secondo cui il mese scorso a livello nazionale l’inflazione su base annua si è avvicinata a quota zero, fermandosi allo 0,1% (dallo 0,3% di giugno), livello più basso dall’agosto del 2009. Anche su base mensile si registra una flessione dello 0,1%. Da un anno l’inflazione italiana non arriva all’1%, per trovare una dinamica simile bisogna tornare al 1958-59, periodo del grande boom economico. L’Istituto di Statistica ha imputato il rallentamento “principalmente all’ampliarsi della flessione dei prezzi degli energetici regolamentati”, ma anche gli alimentari hanno accusato un forte calo.

Germania: la pioggia di dati economici negativi arrivati negli ultimi giorni fa pensare che l’istituto di statistica tedesco potrebbe formulare per la Germania un bilancio in nero per il secondo trimestre del 2014; qualche osservatore si spinge a prevedere persino un andamento negativo per il Pil tedesco, tra aprile e giugno. La prima economia europea non sarebbe comunque in recessione, dato che il primo trimestre è stato positivo, ma sarebbe il segnale inequivocabile che anche il gigante nordeuropeo si è insabbiato. La colpa di questa situazione è identificata in un “effetto Ucraina” che si è fatto sentire in tutta la sua durezza; a questo fattore vanno aggiunti i focolai di crisi in Iraq, Siria e Israele, che hanno costretto le imprese a tirare il freno facendo anche diminuire l’indice di fiducia. In netto calo poi gli ordinativi, soprattutto quelli provenienti dall’eurozona, dato molto pesante per un Paese che esporta il 40% dei suoi prodotti in Europa.

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