Riforme – Oggi inizierà la votazione dei circa 8 mila emendamenti alla riforma del Senato e le forze politiche hanno fatto ognuna le loro mosse. Da una parte il Governo, con Renzi che ha inviato una lettera ai senatori di maggioranza, appellandosi alla loro “capacità di tenuta da cui dipende il futuro dell’Italia” e definendo “emendamenti burla” le migliaia di proposte “di chi vuole bloccare tutto”. Il Premier ha però anche aperto per la prima volta a un dialogo con l’opposizione; sul tavolo un taglio degli emendamenti meramente ostruzionistici in cambio di tempi più lunghi- si ragiona del 2 settembre come termine per il voto finale- per rivedere alcuni punti dirimenti. Ma è sull’Italicum che Renzi sembra ora accettare una mediazione ampia con tutte le opposizioni e le minoranze interne: “La discussione del Senato consentirà di affrontare i nodi ancora aperti: preferenze, soglie, genere”. Quest’ultimo passaggio ha provocato l’irrigidimento di Forza Italia; Berlusconi ha fatto saltare l’atteso terzo incontro con Renzi, ufficialmente poiché influenzato e bloccato ad Arcore, ma il capogruppo Paolo Romani ha puntualizzato che “ogni modifica allo schema dell’Italicum, fissato nel patto del Nazareno, deve essere condivisa con noi”

. M5S – Beppe Grillo a Roma è stato protagonista di un lungo incontro con gli eletti del Movimento, dettando una duplice linea: dura e senza compromessi sulla riforma del Senato, in merito alla quale il leader ha invitato i suoi ad “andare nelle piazze, spiegare che siete diversi e far capire ai cittadini cosa stanno facendo alla democrazia”; l’altra più morbida sull’Italicum, soprattutto dopo l’inattesa apertura di Renzi. Grillo ha a questo proposito sottolineato i meriti del leader dell’ala aperturista del M5S, Luigi Di Maio, una persona “straordinaria”.

Politica estera

Medio Oriente – Mentre l’Onu continua invano a chiedere un cessate il fuoco incondizionato, ieri si è interrotta anche la fragile tregua informale per Eid Al Fitr, il giorno di festa per la fine del Ramadan. Così autorità israeliane e Hamas si rimpallano ora la responsabilità dell’ennesima strage di innocenti; otto bambini sono infatti morti dopo che un razzo ha colpito il parco giochi del campo profughi di Shati, nella Striscia di Gaza. E Israele ha dovuto contare nove caduti tra le truppe di terra, mentre prosegue sempre più in profondità l’offensiva in territorio palestinese alla ricerca dei leader di Hamas e dei tunnel usati dai miliziani per sbucare in territorio israeliano, come anche ieri è avvenuto nel kibbutz di Nahal Oz: “Dobbiamo prepararci a una lunga campagna, andremo avanti fino a quando la missione sarà compiuta”, le parole minacciose del Premier Netanyahu.

Libia – Il Paese è oramai nel caos totale. Le bande armate islamiste, che da settimane assediano l’aeroporto internazionale, si sono spinte a incendiare due depositi di petrolio alle porte di Tripoli e lo stesso Governo, chiedendo aiuto internazionale, ha ammesso che “la situazione è fuori controllo”. L’enorme quantità di greggio in fiamme, 6 mln di litri, sta tra l’altro causando una catastrofe ambientale, mettendo a repentaglio la salute di migliaia di persone che vivono nelle vicinanze dei depositi. Le ambasciate occidentali stanno evacuando i propri connazionali e il dossier è diventato prioritario per le Cancellerie internazionali: ieri Obama in una conference call con i leader europei, tra cui anche Matteo Renzi, ha chiesto un intervento rapido dell’Onu per ristabilire l’ordine.

Economia e Finanza

Macro Italia – Un rapporto dell’Abi ha rivisto al ribasso la crescita del Pil per l’anno in corso, allo 0,3%, stimando però un ritorno a una discreta risalita nel biennio successivo (+1,3% e +1,4%). Così l’associazione bancaria si spinge a parlare di “segnali di un ritorno all’espansione dei prestiti” e una buona notizia arriva anche dall’indagine Istat sulla fiducia dei commercianti al dettaglio: l’indice a luglio ha toccato i massimi da tre anni; in particolare un balzo si è registrato per le imprese di servizi di mercato, delle costruzioni e del commercio, mentre la fiducia nell’industria è in leggero calo. Intanto ieri Renzi ha incontrato il Ministro Padoan, dicendosi poi “non preoccupato” per la tenuta dei conti, e ha concordato un rafforzamento del team di economisti a supporto del Ministero dell’Economia.

Russia – La Corte arbitrale dell’Aia ha condannato la Russia a risarcire gli ex azionisti della compagnia petrolifera Yukos per una cifra totale di 51,6 miliardi di dollari. I giudici hanno stabilito che la società, nazionalizzata dal governo russo dopo un’accusa di frode fiscale, fu oggetto di una serie di attacchi politici delle autorità per ridurla in bancarotta; Mikhail Khodorkovsky, oligarca a capo di Yukos, scontò dieci anni di carcere e ora vive in Inghilterra. I circa 50 mld di risarcimento rappresentano una delle cifre più alte di sempre in casi di arbitrato internazionale e ieri la Borsa russa è crollata.