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Politica interna
 
Sergio Mattarella – È il dodicesimo Presidente della Repubblica italiana, eletto alla quarta votazione con una ampia maggioranza, pari a 665 grandi elettori. Non ci sono dunque state sorprese dopo l’indicazione a sorpresa di Renzi, che giovedì aveva avuto l’effetto di ricompattare il Pd e spaccare Fi e Ncd, dove ieri sono arrivate anche le dimissioni del capogruppo al Senato Sacconi. Il partito del Premier ha votato compattamente, così come Sel e i centristi, per il giudice della Consulta e alla fine anche Alfano ha rotto la fragile fresca alleanza con Berlusconi, in nome del patto di Governo. E persino in Fi, dilaniata ora da accuse incrociate tra i fittiani e i componenti del cosiddetto cerchio magico, tra i 35 e i 70 grandi elettori hanno infine ripiegato sul nome del nuovo Capo dello Stato. Il voto, che sancisce la vittoria politica di Matteo Renzi in questa delicata partita, pone ora però diversi interrogativi all’esecutivo: a sinistra la minoranza Dem conta su un cambio di rotta nella partita delle riforme istituzionali, a partire dal prossimo approdo dell’Italicum a Montecitorio; e a destra il terremoto politico rischia di travolgere definitivamente la leadership di Berlusconi e con lui anche ciò che resta del Patto del Nazareno.          
 
Italia Unica – Corrado Passera ha lanciato ieri a Roma la sua neonata creatura politica, d’impronta liberale e idealmente collocata nell’alveo del centrodestra. L’ex a.d. di Intesa è partito all’attacco di una classe politica ritenuta inadeguata in toto, definendo come “quattro populisti” Grillo, Berlusconi, Salvini e Renzi, con le riforme annunciate da quest’ultimo che si stanno rivelando “favole pericolose”. Il programma di Italia Unica contiene misure ambiziose, tra cui il dimezzamento delle aliquote Irpef, 5 mila euro l’anno per i primi cinque anni di vita di ogni figlio, restituzione del 50% dell’Iva per i pagamenti elettronici, diversi miliardi investiti in innovazione e ricerca, stretta all’immigrazione clandestina e lotta alla corruzione con una legge premiale per i pentiti. Passera ha rivendicato che nel programma di Italia Unica ogni proposta reca la relativa copertura finanziaria, a cominciare dall’abolizione totale degli incentivi a pioggia alle aziende.
 
Politica estera
 
Isis – Anche Kenji Goto, giornalista giapponese 47enne da giorni in mano ai jihadisti, è andato incontro alla stessa sorte del compagno di prigionia, il contractor Haruna Yukawa, decapitato il 25 gennaio. L’Isis ha diffuso sul web un filmato che documenta l’esecuzione di Goto per mano del già noto “jihadi John”, il giovane terrorista di nazionalità inglese trasferitosi in Siria. A nulla sono valse dunque le trattative sottotraccia del Governo giapponese, che stava discutendo con la Giordania la possibilità di procedere allo scambio di prigionieri proposto dagli stessi jihadisti: il cittadino giapponese e un pilota giordano in cambio di una terrorista detenuta ad Amman e già condannata a morte per un fallito attentato kamikaze sul suolo giordano. Tre giorni fa la frenata nelle trattative, infine il tragico epilogo.
 
Ucraina – Nell’Est del Paese è oramai guerra aperta tra esercito regolare e filorussi separatisti. Ieri gli scontri nei pressi dello snodo ferroviario di Debaltsevo hanno provocato la morte di 15 soldati e 12 civili. E rispetto alla violenza degli scontri la diplomazia pare arrancare: una telefonata a tre Putin-Merkel-Hollande ha prodotto soltanto un appello per un “immediato cessate il fuoco”, mentre a Minsk si sono seduti al tavolo delle trattative di pace anche i rappresentanti dei ribelli, pare spinti da Mosca che non starebbe gradendo l’escalation di violenza, pur continuando a sostenere la strategia secessionista nell’Est ucraino. 
 
Spagna – Un’imponente manifestazione a Madrid, con circa 100 mila partecipanti, ha ribadito la popolarità del movimento protestatario euroscettico di Podemos, che in tutti i sondaggi è dato come il primo partito in Spagna, a soli dieci mesi dalle elezioni politiche, anche sull’onda dell’entusiasmo della vittoria di Syriza in Grecia.  
 
Economia e Finanza
 
Grecia – Si apre un mese cruciale per il destino del Paese, considerato che a fine febbraio, come ha ricordato il banchiere centrale finlandese Liikanen, “la linea di credito si esaurirà e senza accordi i finanziamenti si fermeranno”. E così il Premier Tsipras visiterà da domani le principali capitali europee, da Londra e Parigi a Roma, martedì, e probabilmente anche Bruxelles. Intanto il leader di Syriza ha chiamato il Governatore Draghi, rassicurando sul fatto che la Grecia non prenderà decisioni unilaterali sul debito, ma ribadendo che è necessario trovare una “soluzione che dia benefici per Atene e per l’Europa”.
 
Riforme – Dopo la conclusione della partita per il Quirinale, nell’agenda del Governo si accavallano ora i dossier delle riforme economiche. Il 12 febbraio arriverà il parere obbligatorio sul Jobs Act delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, in vista dei decreti attuativi. Sacconi, presidente al Senato che però si è dimesso da capogruppo di Ncd, spinge per un’ulteriore stretta dei casi in cui è possibile reintegrare invece che indennizzare il lavoratore licenziato; ora però la sinistra Pd, con Cesare Damiano in testa, chiede di dare seguito alla ritrovata unità democratica, ascoltando le ragioni della minoranza anche nella riforma del lavoro. Nello specifico Damiano propone di non applicare le nuove regole ai licenziamenti collettivi e il ripristino della proporzionalità fra infrazione commessa e licenziamento disciplinare. Il 20 febbraio, poi, in Consiglio dei Ministri arriverà la Delega fiscale, che aveva causato una bufera negli ultimi giorni dell’anno per la contestata norma sulla depenalizzazione dell’evasione fiscale sotto il 3% del fatturato.