Le notizie del giorno. L’Isis minaccia l’Italia: siamo a Sud di Roma – Catturato il killer di Copenaghen – Grecia, vertice sul debito

tripoliPolitica interna
 
Minaccia terrorismo – Precipita la crisi in Libia. Dopo Sirte, l’esercito del Califfato punta a Misurata e, mentre a Derna ha già stabilito il suo quartier generale, le bandiere nere cominciano a sventolare sempre più numerose anche a Tripoli. Ieri il catamarano maltese San Giovanni, affittato dal governo italiano, ha riportato in patria quasi tutti i nostri connazionali presenti in Libia, personale diplomatico compreso. Intanto il governo italiano lancia un’offensiva diplomatica, mirata a rimettere la crisi libica al centro dell’agenda europea e internazionale. Il ministro dell’Interno Alfano, intervistato da la Repubblica, è sulla stessa linea del premier Renzi: è essenziale agire subito, l’Isis è alle porte di casa e l’Onu deve intervenire per fermarne l’avanzata.
 
I partiti – Dopo la rottura del patto del Nazareno, Matteo Renzi deve cambiare strategia e rimettere al centro della sua azione il Pd, minoranza compresa. Oggi nella sede romana si terrà la direzione del partito: all’ordine del giorno l’emergenza in Libia, la situazione greca e il punto sulle riforme. In casa Forza Italia, Silvio Berlusconi tenta di aprire un canale diplomatico diretto con Sergio Mattarella e spera di essere ricevuto al più presto dal capo dello Stato. E mentre Fitto resta fermo sulle sue posizioni, il leader lavora agli incontri con Ncd e Lega. Al presidente della Repubblica punta anche il Movimento Cinque Stelle che intende chiedere a Mattarella di verificare se Renzi abbia ancora la maggioranza in Parlamento. E in un post sul blog di Beppe Grillo, i cinquestelle chiedono un’azione congiunta alle altre opposizioni: dimettersi in massa per ottenere lo scioglimento delle Camere.
   
 
Politica estera
 
Danimarca – La caccia al killer di Copenaghen è durata 14 ore. Alle 5 di ieri mattina, vicino alla stazione di Norrebro, che gli agenti hanno fatto evacuare, Omar Abdel Hamid El-Hussein è stato ucciso dalla polizia, dopo aver seminato paura, due vittime e cinque feriti. Il 22enne danese di origini arabe sabato ha fatto fuoco su un convegno organizzato in memoria di Charlie Hebdo uccidendo il regista Finn Norgaard e poi si è diretto alla più grande sinagoga di Copenaghen dove ha sparato al custode, Dan Uzen. L’attentatore era già noto alle forze dell’ordine danesi ed era uscito di prigione due settimane fa dove aveva scontato una condanna per un’aggressione aggravata.  
 
Nigeria – Boko Haram fa ancora strage di civili in una stazione degli autobus: ieri poco dopo mezzogiorno una ragazza di 16 anni si è fatta esplodere a Damaturu, nord-est del Paese. Almeno dieci le vittime, tra cui molti bambini.
 
Ucraina – La tregua nel Donbass viene rispettata, a parte qualche incidente locale. Ieri sera, durante una conference call, Angela Merkel, François Hollande, Petro Poroshenko e Vladimir Putin hanno fatto il punto della situazione e constatato che, per ora, gli accordi raggiunti a Minsk reggono. In giornata il portavoce del leader russo aveva detto che l’intesa deve essere rispettata senza condizioni. Intanto, il Cremlino ha inviato ai separatisti l’ennesimo convoglio umanitario: né le guardie di frontiera ucraine né la Croce Rossa hanno controllato il contenuto dei 170 camion.
 
 
Economia e Finanza
 
Grecia – I 19 ministri dell’Eurogruppo si incontrano oggi a Bruxelles per tentare di trovare un compromesso sul nuovo piano proposto da Alexis Tsipras, che rifiuta quello in scadenza. Il premier greco dice che per le riforme al Paese serve tempo e non soldi. I ministri economici europei hanno in sostanza tre possibilità: prendere atto che non è possibile trovare un accordo, cosa che bloccherebbe immediatamente i finanziamenti e porterebbe la Grecia al default; dare più tempo a Tsipras, permettendo al Paese di stare in piedi altri sei mesi; rimandare la decisione a un altro Consiglio europeo straordinario. Le diplomazie hanno lavorato durante il fine settimana per trovare dei punti di contatto ma su alcuni fronti le distanze restano abissali.
 
Riforma catasto – Il decreto sulla revisione generale degli estimi sarà all’esame del Consiglio dei ministri in programma venerdì prossimo. La bozza del provvedimento messo a punto dai tecnici delle Entrate prevede che il valore patrimoniale delle unità a destinazione ordinaria (case, uffici, negozi e pertinenze) venga calcolato sulla base dei valori di mercato e adattato al singolo caso tramite un algoritmo contenente diverse variabili. A questa cifra verrà poi applicato un abbattimento generale del 30% per pareggiare l’inserimento di immobili tra loro molto diversi. Per il calcolo delle tasse invece bisognerà aspettare le nuove aliquote applicate dai Comuni.
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