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Politica interna
 
Riforme – Silvio Berlusconi è intervenuto telefonicamente all’iniziativa “No tax day”, organizzata da Forza Italia, attaccando il governo e manifestando il disagio di non sapere se si andrà al voto “a marzo, in primavera, con il Consultellum o dopo, con l’Italicum”. La risposta di Matteo Renzi non tarda ad arrivare, e alla trasmissione In mezz’ora sottolinea il suo sforzo per far rimanere “al tavolo” un Berlusconi che “non dà le carte”. E ancora: “Finire le riforme è l’unico modo per dare senso alla legislatura”. I due firmatari del patto del Nazzareno si danno battaglia apertamente. Sullo sfondo la possibilità di elezioni anticipate. Il Cavaliere giorni fa aveva condizionato le riforme all’accordo sul Quirinale, ma Renzi non ci sta e fa sapere che “il tema della successione del capo dello Stato non bloccherà le riforme”. Renzi pone l’accento sui meriti del governo, Jobs act in primis, bollando tutto il resto come “chiacchiere”. E non si lascia abbattere dal calo di consensi alle ultime Regionali: “Il calo di fiducia degli elettori è naturale quando cerchi di cambiare le cose che stanno lì da anni”. Renzi apre inoltre al Movimento 5 Stelle: “Se sono disponibili a scrivere con noi le regole, tutta la vita”.
 
M5s – La riunione dei deputati pentastellati tenutasi ieri ha mostrato la tensione che aleggia nel partito. Quattro ore di dibattito per discutere anche delle recenti espulsioni di Massimo Artini e Paola Pinna, nella speranza che le “tensioni possano appiattirsi” … anche con “l’aiuto dei cinque nuovi vice”, come auspica Walter Rizzetto. Lo scontro tra fedelissimi e ala critica del Movimento rischia di spostarsi dall’aula allo schermo. Stasera a Piazza pulita su La7 interverrà Federico Pizzarotti, sindaco di Parma nella “lista nera” di Grillo e Casaleggio, che sarà intervistato sulla kermesse in programma per domenica prossima. Un’iniziativa che non mancherà di suscitare tensioni con i fedelissimi. All’orizzonte si profila sempre più insistentemente lo scenario di una scissione che potrebbe coinvolgere venti-trenta parlamentari.
 
Pd – Le primarie Pd in Veneto, segnate da un crollo dei votanti, vedono la vittoria di Alessandra Moretti, che sarà la candidata dei Democratici alle Regionali di primavera contro il governatore leghista Luca Zaia. “Il tempo della battaglia inizia adesso, con Zaia me la giocherò fino alla fine”, dice la candidata Pd. Sul fronte pugliese le primarie sono state vinte dall’ex sindaco di Bari, Michele Emiliano, che ha superato il candidato di Sel Dario Stefano e il collega di partito Guglielmo Minervini.
 
Ilva – Potrebbe essere la settimana decisiva per l’Ilva, il gruppo siderurgico della famiglia Riva, commissariato per motivi ambientali dal governo. Per il presidente del Consiglio Matteo Renzi sono ancora possibili tre scenari: l’acquisto da parte di gruppi esteri; l’acquisto da parte d’imprese italiane; l’intervento di un soggetto pubblico. Quest’ultima ipotesi suscita dibattiti tra partiti e sindacati. Fonti di governo spiegano che non si tratterebbe di un acquisto diretto da parte dello Stato, sul modello delle vecchie partecipazioni statali. È vero invece che è allo studio un dossier sul possibile intervento del Fondo strategico partecipato dalla Cassa depositi e prestiti, a sostegno di eventuali acquirenti privati.
 
 
Politica estera
 
Francia – Scontata la rielezione di Marine Le Pen alla guida del Fronte Nazionale. Molto atteso il suo discorso post investitura. Un’arringa che, in verità, è risultata un po’ fiacca, senza grandi invettive né grandi slogan, e presumibilmente frutto di una scelta comunicativa che guarda avanti, precisamente alle Presidenziali del 2017, dove la Le Pen si aspetta di trovare Sarkozy, anche perché “Hollande ormai non è preso sul serio nemmeno dagli avversari…”. Il messaggio che passa è che destra e sinistra per lei pari sono: “Tutto, avete sbagliato tutto, signori Hollande e Sarkozy!”.
 
Gaza – L’organizzazione del cosiddetto Stato islamico ha diffuso a Gaza volantini con l’invito alle donne palestinesi di adottare il velo integrale. Un invito seguito da una non meglio precisata punizione a chi contravverrà alla regola. I fogli stampati con il simbolo dell’Is sono stati trovati in un campus universitario. Altri messaggi dello stesso tenore sono comparsi su Facebook. Il governo locale retto da Hamas si è affrettato a smentire l’autenticità degli avvertimenti, mentre i servizi di sicurezza affermano che non v’è alcuna presenza dell’Is a Gaza.
 
 
Economia e finanza
 
Legge di Stabilità – La partita della legge di Stabilità passa al Senato dopo il via definitivo alla Camera. Sul tavolo ci sono alcuni nodi che spetterà all’esame di Palazzo Madama risolvere: Tfr e fondi pensione, le casse previdenziali, l’Irap e i regimi forfettari per gli autonomi. In bilico l’emendamento governativo più volte annunciato per sostituire Imu e Tasi con la nuova local tax. Si lavora in particolare alla limatura della tassazione della rivalutazione del Tfr e dei fondi pensione. La legge di Stabilità “consentirà all’Italia di avviare quell’inversione di tendenza, in termini di crescita economica e occupazionale, attesa da anni”, ha detto ieri il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
 
Liberalizzazioni – L’Indice delle liberalizzazioni realizzato dall’Istituto Bruno Leoni prende in esame 15 Paesi europei, studiati in dieci loro settori cruciali. Lo scopo è mettere in evidenza dove il mercato è più aperto e dove lo è meno. Anche quest’anno al primo posto si colloca il Regno Unito, mentre l’Italia si piazza nella parte bassa della classifica. Il nostro Paese ottiene risultati assai negativi in ambiti quali il trasporto ferroviario, la distribuzione in rete dei carburanti per autotrazione, le poste, il mercato del gas naturale e le assicurazioni. Nell’intervento tenuto in occasione della presentazione dello studio, il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha ricordato la necessità di salire in graduatoria e di aprire spazi alla concorrenza, sottolineando che la mancanza di libertà dovuta alla presenza di colossi statali e la burocrazia sono due tra le cause principali del ritardo italiano.