Le notizie del giorno. De Luca vince le primarie, imbarazzo nel Pd – Lega, Salvini lancia l’ultimatum a Tosi – Oggi il piano per la banda larga

de luca vincenzoPolitica interna
 
Primarie Pd – L’ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha vinto con il 52% le primarie in Campania battendo lo sfidante Andrea Cozzolino, ed è pronto a correre per la presidenza della Regione. Imbarazzo nel Partito democratico: se De Luca, condannato in primi grado per abuso d’ufficio, fosse eletto governatore, rischierebbe la sospensione immediata per effetto della legge Severino. De Luca chiede al Parlamento di intervenire prima delle urne ma il premier Renzi dice che la legge non si tocca. Lo sconfitto Cozzolino parla di affluenze sospette ai seggi nel Salernitano e per ora non riconosce il vincitore.
 
La Lega – Matteo Salvini lancia l’ultimatum a Flavio Tosi: il sindaco di Verona ha sette giorni per decidere cosa fare. Il consiglio federale del Carroccio ha stabilito ieri che la tessera della Lega è incompatibile con quella di “Ricostruiamo il Paese”, la Fondazione creata da Tosi nel 2013 per candidarsi alle primarie del centrodestra. Nel frattempo, il segretario della Liga veneta non è commissariato, ma poco ci manca: sarà l’ex parlamentare Giampaolo Dozzo, definito un “mediatore”, a occuparsi delle liste da presentare in vista delle Regionali del 10 maggio. Tosi fa sapere che rifletterà a mente fredda sul da farsi ma sarebbe pronto allo strappo e a correre contro il candidato ufficiale Luca Zaia.
 
Tlc e tv – Sarà presentato oggi al Consiglio dei ministri il piano di investimenti da 6 miliardi di euro per accelerare la diffusione della banda larga in Italia, in vista degli obiettivi del 2020. Ci saranno sgravi fiscali e incentivi alla domanda oltre a un fondo di garanzia per le aree a fallimento di mercato. Non trovano spazio invece lo switch off dal rame alla fibra e la temuta scadenza del 2030. Guardano con interesse al piano del governo Francia, con il colosso Orange allettato da possibili alleanze con Telecom, e Spagna, con il gruppo Abertis che ha rilevato i ripetitori Wind. Sullo sfondo, l’offerta di Fininvest alle torri Rai Way: il cda della tv pubblica ha ribadito che, in base alla normativa vigente, non potrà scendere sotto la quota del 51% ma secondo Ei Towers, la società che ha lanciato l’opas, non esiste alcun vincolo che impedisca alla Rai di accettare l’offerta.
     
 
Politica estera
 
Israele-Usa – Il premier Benjamin Netanyahu chiederà agli Stati Uniti di annullare la scadenza di fine marzo per l’accordo nucleare con l’Iran, e di prendere più tempo per considerare gli effetti negativi di una possibile intesa con Teheran per la sicurezza dello Stato ebraico. È questa la sostanza del discorso che terrà oggi di fronte al Congresso riunito in seduta plenaria. Arrivato negli Sati Uniti tra polemiche e sgarbi diplomatici (invitato dal Congresso a maggioranza repubblicana, non sarà ricevuto alla Casa Bianca), Netanyahu, durante il primo intervento del suo viaggio ieri alla conferenza annuale dell’Aipac, ha ribadito la stretta amicizia tra i due Paesi, nonostante le divergenze su alcuni temi.
 
Isis – L’esercito di Bagdad ha lanciato l’offensiva contro i miliziani dello Stato Islamico per la riconquista di Tikrit, la città di Saddam nel cuore dell’Iraq sunnita caduta nelle mani dell’Isis lo scorso giugno. Si segnalano combattimenti pesanti, con già una trentina di morti e almeno il doppio di feriti. Intanto, il Califfato non rinuncia alla propaganda: l’Isis invita i jihadisti nel mondo a colpire Twitter e i suoi interessi, dopo la chiusura da parte del social network di diversi account legati allo Stato Islamico. Le minacce di morte, rivolte a capi e dipendenti, prendono di mira soprattutto il cofondatore, Jack Dorsey.
 
 
Economia e Finanza
 
Istat – I dati di gennaio aprono uno spiraglio sul fronte del lavoro: dopo un 2014 disastroso, il tasso di disoccupazione cala dello 0,1% rispetto a dicembre e si assesta al 12,6%, ai livelli di un anno fa. Anche sui giovani arrivano dati incoraggianti: il tasso di senza lavoro tra i 15 e i 24 anni dal 41,4% di dicembre è sceso al 41,2, il miglior dato da 17 mesi. Soddisfatto il ministro del Lavoro Poletti, che per il 2015 si aspetta almeno 150 mila posti in più per effetto del Jobs act. Ma il decreto più atteso, quello che introduce il nuovo contratto a tutele crescenti, non è ancora operativo.
 
Pensioni – Il nuovo presidente dell’Inps Tito Boeri racconta al Corriere come cambierà l’Istituto di previdenza. L’idea è rendere flessibile l’età pensionabile, anticipando l’uscita dal lavoro con assegni più leggeri. Secondo Boeri, economista dell’Università Bocconi, per combattere la crisi va introdotto il reddito minimo di povertà. Tra le priorità del neoeletto anche il rinnovamento dell’immagine dell’Istituto, percepito in modo negativo dai cittadini.
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