Le notizie del giorno. Berlusconi affonda la riforma del Senato di Renzi. Il caso dei Marò, si apre uno spiraglio. Firmato il decreto con il bonus di 80 euro

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Politica interna
 
Riforme: affondo di Silvio Berlusconi, tornato a “Porta a Porta“ dopo 14 mesi, su Senato e Italicum. “La modifica del Senato, così com’è, non è votabile.” E sulla legge elettorale il Cavaliere dice “E’ spiaggiata al Senato e, se va avanti, credo che sarà giudicata incostituzionale”. Vacilla il patto con Renzi, che si sarebbe trasformato “da rottamatore a simpatico tassatore”. Ma il presidente del Consiglio liquida l’attacco definendo le parole del leader di Forza Italia “fibrillazioni elettorali”; secondo Renzi “la tentazione di Berlusconi di non rispettare il patto del Nazareno è evidentemente figlia delle divisioni nel suo partito”.
 
Berlusconi vs Napolitano: sempre nel corso della trasmissione televisiva di Bruno Vespa Berlusconi è tornato ad attaccare il Presidente della Repubblica, accusato di aver tramato contro di lui. Napolitano nel 2010 “tentò di far cadere il mio governo, spingendo il mio principale alleato al tradimento, ovvero alla mozione di sfiducia”. Il riferimento è a Gianfranco Fini che “ha fatto quel che ha fatto perché convinto dal Capo dello Stato che avrebbe formato lui il nuovo governo”. All’incredulità manifestata da Vespa Berlusconi ha risposto assicurando di avere “12 testimoni che hanno sentito al telefono la voce del Capo dello Stato, messa in diretta da Fini per convincerli che aveva le spalle coperte per la sua operazione politica”.  
 
 
Politica estera
 
Marò: per la soluzione del caso si apre “la procedura internazionale”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri nel corso di un’audizione, insieme al ministro della Difesa,  dinanzi alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato  riunite a Palazzo Madama. Insieme all’India sarà istituito un “collegio di esperti con carattere giuridico, sotto la guida di un coordinatore”. La nuova fase segna la fine dell’incarico di inviato speciale per Staffan de Mistura, e prevede il rientro a New Delhi dell’ambasciatore Daniele Mancini, richiamato due mesi fa in Italia in seguito ai continui rinvii delle autorità indiane. Mogherini ha ricordato come a due anni dai fatti ci sia ancora una “divergenza sulla giurisdizione” fra Italia ed India; in una nota del 18 aprile scorso l’Italia ha chiesto “l’avvio di uno scambio di vedute sulla disputa ed il ritorno dei marò in Italia”. Le procedure internazionali si annunciano comunque complesse e di medio-lungo termine.   
 
Medio Oriente: il conflitto tra israeliani e palestinesi si conferma il più irrisolvibile del mondo e non perde occasione per confermarlo. Anche le svolte in apparenza positive lasciano la netta sensazione che non vi sia alcuna volontà, da parte dei leader di entrambi i fronti, di raggiungere una soluzione accettabile che metta fine a sessant’anni di belligeranza. Abu Mazen deve scegliere se fare pace con Hamas o con Israele, questa la prima reazione delle autorità di Tel Aviv all’annuncio della riconciliazione tra leadership palestinese e movimento islamico al potere nella Striscia di Gaza. Puntualmente è arrivato l’annuncio del primo ministro Netanyahu che sospende i negoziati di pace, perché non si tratta “con un governo sostenuto da Hamas, organizzazione terroristica che predica la distruzione di Israele”.     
 
Ucraina: la ripresa della cosiddetta “operazione antiterrorismo” da parte dell’esercito di Kiev non ha ottenuto il risultato di liberare gli edifici occupati dai filorussi nell’est del Paese, ma ha innescato una nuova reazione di Mosca. Il ministro della Difesa russo ha annunciato infatti l’inizio di manovre militari sul confine ucraino, con uso di mezzi corazzati ed aerei ed il coinvolgimento di buona parte dei 35/40 mila uomini schierati da tempo in quel settore. Per ora Kiev ha deciso di sospendere le operazioni militari, non è chiaro se su consiglio dei partner europei; il governo ucraino sembra quindi orientato a non provocare ulteriormente il potente vicino, anche perché le sue forze armate non avrebbero alcuna possibilità di fronteggiare un attacco russo ben condotto e coordinato.   
 
 
Economia e Finanza
 
Bonus fiscale: il decreto Irpef, che contiene il bonus di 80 euro, è stato firmato ieri pomeriggio dal Presidente della Repubblica a sei giorni dalla sua approvazione, ed è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, entrando così immediatamente in vigore. Ma prima della firma Napolitano ha voluto incontrare il ministro Padoan, la cui salita al Colle in mattinata aveva scatenato una ridda di supposizioni circa alcuni dubbi che il Capo dello Stato avrebbe espresso su coperture e ricadute del decreto. Ma fonti dello stesso ministero dell’Economia nel pomeriggio hanno precisato che non c’era nessun nodo da sciogliere nel colloquio Napolitano – Padoan, il Presidente avrebbe chiesto di incontrare il ministro per “parlare degli effetti del decreto e condividere le valutazioni sull’impatto che questo avrà nel prossimo futuro sull’economia”.
 
Draghi: il governatore ripete che la Banca centrale europea è pronta ad agire per bloccare i rischi di deflazione, per frenare il supereuro ed evitare una nuova stretta del credito. Le misure da adottare sono già state individuate, ha aggiunto Draghi elencando per la prima volta l’intero arsenale a sua disposizione; innanzitutto se il tasso di inflazione continuasse a rallentare oltre le previsioni, sarà messo in campo “un ampio programma di acquisto” di titoli pubblici o privati. Riguardo al rischio di credit crunch il banchiere centrale ha spiegato che potrebbe essere lanciata un’operazione di rifinanziamento a lungo termine mirata ad incoraggiare i prestiti bancari, in pratica una terza Ltro vincolata alla concessione di prestiti alle imprese.    
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