Napolitano: Basta con la dannata moda di invocare elezioni ogni momento
Rilanciare la ricerca e valorizzare l’apporto dei giovani “al riparo dal frastuono di polemiche politiche e dannatamente sempre elettorali, anche quando non ci sono elezioni dietro l’angolo, per quanto sia molto di moda invocarle ogni momento”. Così Giorgio Napolitano, intervenendo ad un incontro su scienza, innovazione e salute nella sala Koch di Palazzo Madama. Il capo dello Stato si è poi soffermato sulle riforme istituzionali, avvertendo che “duplicazioni” come quella rappresentata dal Senato rispetto alla Camera “non portano a un’effettiva qualificazione dell’attività parlamentare e del ruolo del Parlamento. Per Napolitano “esiste la possibilità di tagliare corto con la duplicazione e qualificare in modo nuovo ed essenziale il Senato”. Il presidente della Repubblica ha citato l’esempio della Camera alta di altri paesi, dove il Senato “non ha il potere di investitura politica ma altri ruoli molto importanti”. Napolitano ha fatto l’esempio della Gran Bretagna, della Germania e della Francia, dove il Senato “ha saputo riformarsi senza scandalo ma con il contributo dei senatori stessi”. Nel frattempo anche il Presidente del Senato interviene a smentire ogni ipotesi di illegittimità dell’attuale Parlamento alla luce della recente pronuncia della Consulta. “Non voglio entrare nel dibattito sugli effetti che avrà la sentenza sul sistema elettorale perché mi sembra necessario, oltre che doveroso, leggere le motivazioni della Corte per valutare le implicazioni della sentenza – osserva Pietro Grasso -. Ma non mi pare dubbio che essa avrà effetto dalla data del deposito mentre non avrà alcuna incidenza sulle applicazioni passate delle norme elettorali, anche in virtù del principio generale di continuità delle istituzioni”. “Alcuni hanno persino espresso dubbi sulla legittimità del Parlamento – afferma la seconda carica dello Stato – a seguito del breve comunicato stampa con cui la Corte Costituzionale ha reso noto di avere accolto due censure nei confronti della legge elettorale del 2005, chiarendo che la decorrenza degli effetti giuridici avverrà con la rituale pubblicazione della sentenza e ricordando che il Parlamento può sempre approvare una nuova legge nel rispetto dei principi costituzionali”. Conclude Grasso: “Personalmente ho avuto modo spesso di richiamare l’attenzione sulla necessità di una riforma elettorale, già da molti mesi, ed auspico adesso che il monito della Corte Costituzionale sproni le parti politiche a raggiungere un’intesa su un testo condiviso nel tempo più breve e ben prima che la Corte depositi le motivazioni della decisione”. Intanto il vicepresidente di Forza Italia di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri, contesta la tesi esposta oggi dal giudice costituzionale Giuseppe Frigo, secondo cui non ci sarebbe vuoto normativo a seguito della sentenza della Consulta che ha bocciato la legge elettorale. “A parte che attendo ancora la smentita della Corte sull’incredibile notizia circolata in cui si riferiva di un voto dei membri per tornare al Mattarellum – osserva Gasparri – , Frigo spieghi il Senato a quale legge ritornerà, posto che per l’elezione a Palazzo Madama non c’è mai stato il voto di preferenza. È evidente che ne sa poco di legge elettorale, mentre altri alla Consulta ne sanno troppo al punto di sentirsi legislatori. Il vuoto normativo c’è e vedremo con quale sentenza additiva, meglio sarebbe dire creativa, la Corte affronterà il tema”.