Napoli, la storia infinita dell’Ospedale del Mare: ora si parte fra le polemiche

ospedale del maredi SIMONA D’ALBORA

Ci sono voluti quasi venti anni, ma alla fine l’Ospedale del Mare è stato inaugurato. In realtà sono stati inaugurati solo i poliambulatori, in attesa che in autunno, si spera, vengano conclusi i lavori. Solita cerimonia per la struttura, dopo la benedizione del Cardinale Sepe, le parole del ministro della Sanità Beatrice Lorenzin in collegamento e il taglio del nastro del Governatore Caldoro.  Un’inaugurazione che avviene a due mesi dalle prossime regionali e che per questo ha scatenato diverse polemiche.

IL PROGETTO

La realizzazione dell’Ospedale del Mare ha avuto un iter lunghissimo, durato quasi 20 anni. È il 1997 quando nasce il progetto per la realizzazione del presidio sanitario, una struttura all’avanguardia i cui lavori per la costruzione  inizieranno solo nel 2004. Progettato nella zona di Ponticelli per accorpare i presidi ospedalieri Loreto Mare, Ascalesi, San Gennaro e Incurabili, l’Ospedale del Mare sarebbe dovuto costare 187 milioni di euro, una quota finanziata dai fondi pubblici (57%), mentre  il 43% grazie a un project financing . Vinsero l’appalto due imprese, la Astaldi e la Osmar che si erano impegnate a consegnare i lavori nel 2008-2009, in cambio avrebbero gestito tutti i servizi della strutture per 25 anni.  Una struttura all’avanguardia di 145.800 metri quadri, in tutto quello spazio, da riqualificare si prevede, oltre a 18 sale operatorie e 451 posti letto, un albergo per i parenti dei pazienti e un centro commerciale. La struttura ospedaliera dovrebbe servire un bacino d’utenza di circa 700.000 persone

L’INCHIESTA

Nell’ottobre del 2010 lo stop ai lavori e la chiusura dei cantieri dovuta all’inchiesta che coinvolse 12 persone tra funzionari della Regione e della ASL NA 1, manager e responsabili delle aziende. L’inchiesta  rilevava la realizzazione di lavori in difformità dal progetto che avevano provocato anche una lievitazione dei costi.

LO STATO DI DEGRADO

In pochi mesi l’intera zona si trasforma in una discarica a cielo aperto, col rischio di accelerare un processo di degrado inevitabile quando un cantiere viene chiuso. Non solo, ma quello che doveva diventare il più moderno ospedale del Mezzogiorno stava per trasformarsi nell’ennesima bomba a orologeria: si scoprì che nell’area venivano sversati anche rifiuti tossici.

Nell’agosto del 2012, grazie a un ulteriore stanziamento pubblico di circa 180 milioni, i lavori riprendono e non vengono più interrotti.

LA ZONA ROSSA

Costato quasi il doppio di quanto preventivato, sull’Ospedale del Mare grava un’incognita: il Vesuvio. Quando fu decisa la localizzazione della struttura nell’area est di Napoli, Ponticelli rientrava nella zona gialla. Ma con la nuova riperimetrazione del rischio vulcanico decisa dalla Protezione Civile, l’Ospedale del mare è rintrata nella zona rossa, cioè quella a più alto rischio in caso di eruzione.  Anche se il commissario ad acta della struttura dal 2009, Ciro Verdoliva, garantisce che la struttura è in grado di espellere i lapilli provenienti dal Vesuvio in caso eruzione ed è a prova di terremoto, la notizia della sua collocazione in zona rossa ha suscitato molte polemiche.

LO SCONTRO POLITICO

L’inaugurazione ha suscitato non poche polemiche, il primo ad attaccare Stefano Caldoro è Vincenzo de Luce,  lo sfidante del governatore alla Regione che definisce l’operazione l’ennesima truffa mediatica. “Con l’Ospedale del Mare si è consumata l’ennesima inaugurazione “mignon” di Caldoro. Verranno infatti aperti al pubblico solo 26 laboratori, mentre per la piena funzionalità della struttura serviranno ancora molti mesi”. Aggiungono il capogruppo regionale del Pd, Raffaele Topo, e Angela Cortese. “Il Presidente della Giunta – spiegano – dopo l’inaugurazione dei giardinetti e della sede del giudice di pace a Marano, dopo aver tagliato il nastro per il nuovo laboratorio diagnostico della Tac a Giugliano, continua, a poche mesi dal voto, ad aprire solo piccoli pezzi di opere strutturali. Sono le cerimonie finte alla Caldoro”. “Certo – proseguono Topo e Cortese – per un’opera concepita nel 1997, i cui lavori sono iniziati nel lontano 2005, è sempre meglio che niente. Ma dieci anni sono davvero troppi per inaugurare poi alla fine solo un pezzo dell’Ospedale del Mare, soprattutto senza sapere quale mission avranno i quattro ospedali che dovrebbero essere riconvertiti in presidi territoriali”. “Per portare l’Ospedale del Mare a pieno regime – continuano Topo e Cortese – serviranno migliaia di addetti ai lavori. Ma ricordiamo a Caldoro che i posti sbloccati nel 2013 – 2014 non sono stati ancora attivati. E quindi anche l’annuncio di 1100 assunzioni può essere considerato l’ennesima buona intenzione”. “Inoltre la struttura inaugurata oggi è collocata nella periferia est di Napoli, al momento senza infrastrutture stradali né trasporti pubblici adeguati. Così – concludono i due consiglieri regionali del Pd – il rischio evidente è che ci troveremo dinanzi ad una ennesima cattedrale nel deserto”.

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