NAPOLI CENTRALE / BENVENUTI AL SUD – Ecco il regno delle start up

A cura di Francesco Del Vecchio

Napoli, martedi 27 marzo. Nell’Auditorium del polo universitario di San Giovanni a Teduccio dell’Università di Napoli Federico II. E’ il giorno del primo “Innovation day”, che si svolge con un convegno sul tema: la patria del trasferimento tecnologico. C’è l’assessore regionale con delega alle start up, innovazione ed internazionalizzazione Valeria Fascione, il governatore Vincenzo De Luca, il rettore Gaetano Manfredi, l’ad di Invitalia Domenico Arcuri, il presidente Svimez Adriano Giannola. Focus della discussione? La necessità che i talenti meridionali si possano esprimere sul territorio e non all’estero. O quando va bene, nel nord Italia. Talenti come i fondatori di start up. Obiettivo strategico: consentire alle start up tecnologiche di entrare in contatto con grandi e medie imprese del Mezzogiorno, al fine di costituire un driver per le politiche di open innovation. Come del resto accade in Europa ed in parte anche in Italia.

Riccardo Varaldo, professore emerito della scuola Sant’Anna di Pisa e presidente del Consiglio di Gestione della Fondazione R&I lo afferma a chiare lettere. A suo avviso i giovani meridionali con elevati livelli formativi stanno dando vita a start up innovative. E questa è la riprova che né le idee né lo spirito imprenditoriale facciano difetto al Sud. “Qui nel Mezzogiorno abbiamo una grande capacità – afferma – di fare ricerca a cui si accompagna l’incapacità di valorizzarla”. Ed infatti il Sud ha generato negli ultimi anni più start up del resto del Paese. “Almeno sotto questo aspetto il Mezzogiorno non è indietro rispetto alla media nazionale”, continua il professore, rimarcando che la Germania investa più di 83 miliardi annui in ricerca, a fronte dei 20 spesi dall’Italia. “Va lanciata una scuola dell’imprenditorialità tecnologica in quanto ad oggi l’80% della nuova occupazione è creata dalle start up”. Ha facile gioco quindi l’economista Massimo De Andreis, direttore generale di SRM, a riconoscere che vi è una forza del tessuto produttivo del Mezzogiorno, che ad oggi conta sulle 4 A + 1: automotive, aerospazio, agroalimentare, abbigliamento più farmaceutico. Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo e presidente Fondazione R&I riprende il discorso di Varaldo sulla necessità di creare nuova occupazione al Mezzogiorno generata da start up e aggiunge: “Negli USA l’80% dell’occupazione viene creata da aziende che 20 anni fa non esistevano”. Alla Cina fa riferimento invece Vincenzo Scotti, presidente di Link Campus University. “E’ un Paese che cresce ogni anno in una misura pari al pil annuo della Russia, con potenzialità di investire nella ricerca, trasferendo anche fondi alle proprie Università, nettamente superiori a paesi che sono fermi e non crescono”. Almeno per una sera, Napoli è patria del trasferimento tecnologico.

Go to TOP