Ci sono sviluppi importanti nel caso dei tre napoletani di cui si sono perse le tracce a fine gennaio in Messico, Quattro agenti di polizia, tra cui una donna, sono stati arrestati e avrebbero confessato di aver venduto i nostri connazionali a un gruppo criminale.

Ora secondo la magistratura locale rischiano una pesante condanna. Restano ancora da chiarire i contorni della vicenda mentre continuano le ricerche degli scomparsi.

Secondo il Los Angeles Times i quattro agenti, tre uomini e una donna, hanno confessato di aver consegnato i tre italiani a un’organizzazione “criminale” non identificata. Le autorità messicane, intanto, hanno lanciato una caccia all’uomo ma non è ancora chiaro cosa facessero i tre italiani in una località isolata come Tecalitlan. Secondo il procuratore i tre scomparsi sono stati trasferiti dalla banda a cui sono stati consegnati verso Jilotlan de los Dolores. Nello stato di Jalisco operano diversi gruppi criminali, tra cui il Cartello Jalisco New Generation, considerato uno delle organizzazioni dedite al traffico di droga più spietate. Se inizialmente Cimino e Russo padre e figlio erano stati descritti come turisti, secondo quanto emerso dalle indagini della polizia messicana i tre sarebbero stati parte di un’organizzazione che vendeva macchinari falsi.