Muori, Cilento. Muori!

La stampa quotidiana ha riportato una “carogna”notizia cilentana che deve fare riflettere TUTTI. Tutta la comunità Cilentano che non può assolutamente manifestare atteggiamenti di inopportuna indifferenza per il CILENTO che muore. Trattasi di un segnale triste che,come dalle pagine della stampa quotidiana,riguarda un’area del “CILENTO OMBELICO DEL MONDO”, in quanto Terra dei SAPERI ELEATICI DEL PENSIERO DELL’ESSERE, LEGATO AI FILOSOFI DELLA SCUOLA ELEATICA DI PARMENIDE E DI ZENONE. In scenari tristi di orrore e bellezza, l’Area Archeologica di ELEA – VELIA, con la responsabilità complice di chi doveva sorvegliarla, proteggerla e doverosamente conservare al FUTURO, in quanto PATRIMONIO DELL’UMANITÀ, stava per andarsene in fumo. Una grande tragedia da tempo annunciata,a causa di una sempre più diffusa e crescente indifferenza umana,per una risorsa/patrimonio del mondo. E così VELIA,ombelico del mondo,TERRA CILENTANA DEI” SAPERI DELL’ESSERE”, stava per andarsene in fumo. Tanto,per gravi responsabilità di chi ne ha la insipida governance,senza neppure avere la capacità di tenerla pulita,tagliando erbe secche e sterpaglie e così evitarne gli incendi distruttivi.Ma e’ proprio possibile che questo nostro “importante”CILENTO, meriti tanta,tanta distratta indifferenza? Dove siete voi tanti numerosi Enti preposti? Dov’e’ il COMUNE DI ASCEA, che bene farebbe a chiamarsi COMUNE DI ASCEA/ELEA – VELIA e fare il proprio dovere, conservando come si conviene un bene, PATRIMONIO DELL’UMANITÀ. E’ grave, e’ assolutamente grave l’atteggiamento di un silenzio istituzionale rassegnato al”Non c’è niente da fare”. Così non è;così,assolutamente non deve essere.Occorre protagonismo e saggezza di insieme nel fare sentire la priori voce in tutte le sedi istituzionali competente. Oltre all’indifferenza complice del Comune di ASCEA, c’è anche quella del PARCO NAZIONALE DEL CILENTO – VALLO DI DIANO, con il più importante patrimonio dell’umanità,non solo materiale,ma soprattutto immateriale e di pensiero,tanto da essere appellato”ombelico del mondo”. Ma le doglianze proprio non finiscono qui!Bisogna chiamare alle sue responsabilità istituzionali anche la REGIONE CAMPANIA ed il MINISTERO DEI BENI CULTURALI ED ARCHEOLOGICI. Se, il pubblico italiano non è nelle condizioni di governare saggiamente le tante sue ricchezze,dichiarando forfait, lo deve dire a chiare lettere e così,per evitarne una fine sempre più tragica,coinvolgere IL PRIVATO ITALIANO, sicuramente più saggiamente attento e conservare al futuro un PATRIMONIO che è PATRIMONIO DELL’UMANITÀ. La scampata tragedia VELIA RIDOTTA IN CENERE,deve fare assolutamente riflettere; tanto, uscendo dall’indifferenza e dal fare italiano sempre più disarmante del “non c’è niente da fare”.

Così non è ! Così assolutamente non è ! Basta con il nanismo culturale italiano! Basta con la Burocrazia asfissiante! Basta con la mediocrizzazione italiana di cui è vittima innocente il nostro Paese destinato a morte sicura. Ma il disastro italiano,sempre più dietro l’angolo,non può coinvolgere realtà italiane patrimonio del mondo,soprattutto per i valori di universalità che conservano e che devono essere dinamicamente conservati al FUTURO. Velia,Terra dell’ESSERE,serve al mondo.Serve al futuro del mondo al momento della sempre più vicina implosione del falso e bugiardo mondo dell’avere-apparire,salvato dai valori nuovamente dominanti dell’ESSERE, con un’umanità in cammino da SOCIETÀ APERTA e saggiamente dialogante con la forza del protagonismo umano dell’ESSERE, basato sul saggio pensiero di un IO/NOI che,mettendo ordine al mondo, salverà il mondo, con nuovi percorsi di umanità da MONDO NUOVO.

Giuseppe Lembo

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