Il giudice per le udienze preliminari lo ha confermato: i genitori dei bambini sfruttati per confezionare e spacciare droga, hanno perso la patria potestà. La decisione del Gup, che ha accolto le richieste del PM al termine del rito abbreviato nei confronti di elementi ritenuti affiliati al clan Elia, non si differenzia quindi da quella dei giudici del tribunale dei minori che, lo scorso anno, stabilirono l’inadeguatezza di un gruppo di genitori a vivere sotto lo stesso tetto con quei bambini utilizzati senza tanti problemi come pusher.

Già nel febbraio del 2017 i 6 minorenni in questione furono affidati a una casa-famiglia fuori regione, dopo che dalle indagini avviate nel 2015 emerse con tutta evidenza – tra gli altri – il ruolo di una bambina di 8 anni che, assieme alla sorella adolescente, impacchettava la cocaina in casa. Stesso discorso anche per un dodicenne che consegnava la droga agli acquirenti anche in piena notte.

Oltre allo sfruttamento dei figli piccoli, per gli adulti sono arrivati adesso anche le condanne con pene che vanno dai 5 ai vent’anni non solo per il traffico di droga nell’area di Santa Lucia ma anche per le intimidazioni a colpi di pistola nei confronti di commercianti e rivali della zona.