Migranti, la Sicilia in ginocchio: il razzismo e la finanza globale

di Michele Eugenio Di Carlo

I continui sbarchi di migranti stanno mettendo in ginocchio le aree costiere della Sicilia in assenza di concrete prese di posizione di Regione e Governo, che potrebbero perlomeno tranquillizzare i residenti sui quali gravano tutte le complesse problematiche legate all’esodo incontrollato, tentando di accogliere civilmente e umanamente chi scappa da fame, guerre, cambiamenti climatici, vagando  spesso confuso e disperato nelle campagne retrostanti l’area costiera.

Possono la Regione Sicilia, il Governo italiano, il Parlamento europeo continuare a contare sulla pazienza e sulle attitudini all’ospitalità dei siciliani?

Non sarebbe perlomeno opportuno che le nostre istituzioni spieghino alla gente chiaramente chi sono i responsabili dei flussi migratori, mentre un’informazione totalmente manipolata continua ad alimentare odio e pregiudizi contro le vittime di questa tragedia umana senza fine?

Il problema dei flussi migratori lo dovrebbero risolvere coloro i quali lo hanno creato, praticando due concetti che sono stati per secoli alla base della civiltà: la ricerca di equità e la pratica della sostenibilità. Il problema dei flussi migratori lo dovrebbero risolvere gli Stati più potenti del mondo che tuttora continuano a sfruttare vergognosamente le risorse naturali, ambientali, umane di quei paesi da cui provengono i migranti. Continuano invece a non muovere un dito. E lo slogan tanto amato dai razzisti: “Aiutiamoli a casa loro”, continuerà a restare vuoto di qualsiasi risultato pratico fin tanto che seguiteranno ad estrarre ricchezze dai loro territori.

La realtà è ben diversa da quella che una stampa asservita divulga: da almeno quarant’anni i governi a livello mondiale sono fortemente condizionati da quella finanza globale (multinazionali, grandi gruppi bancari e istituti finanziari) che detiene il potere reale nelle decisioni di politica economica e non solo. Un mondo finanziario che ha acquisito una tale forza da aver eliminato qualsiasi ostacolo che si è frapposto alla sua unica finalità: il continuo accumulo di ricchezze e la concentrazione delle stesse sempre più in poche mani; il tutto proprio a spese dei poveri del mondo, sempre più numerosi, disperati e spesso costretti a lasciare la propria terra.

È questa la realtà che ci circonda: colossi bancari e imponenti istituti finanziari sono in mano a potentissime multinazionali capaci di orientare i governi, controllare i partiti, annullare l’azione dei sindacati, gestire l’informazione a livello mondiale in modo tale da scaricare le proprie responsabilità, anche riguardo ai flussi migratori, riuscendo a nutrire folte schiere di populisti, razzisti, xenofobi contro le vittime che i loro stessi interessi finanziari hanno generato.

Come Movimento meridionalista, che ha posto l’equità come valore fondante della propria azione, abbiamo l’obbligo di analizzare le condizioni socio-economiche che hanno determinato questi enormi flussi migratori che la Sicilia sta pagando più di altri territori. Ma anche il dovere di chiedere al Governo italiano e al Parlamento europeo di fare chiarezza sulle reali responsabilità, bloccando la manipolazione mediatica che fomenta odio e divisioni.

I flussi migratori sono destinati sempre più a crescere proprio per l’assenza di politiche mondiali di equità e di sostenibilità e i governi dei paesi più ricchi devono riassumere la responsabilità di bloccare le potenti multinazionali che con la loro devastante azione determinano l’esodo.

Il nostro storico Giuseppe Piemontese, con la pubblicazione “Le sfide dell’uomo contemporaneo”, ha affrontato compiutamente l‘analisi delle gravi problematiche che l’uomo sta vivendo nell’era della globalizzazione, prendendo in esame tutte le sfaccettature, da quella economico-finanziaria a quella politica, da quella etica a quella ambientale, da quella dei diritti a quella degli spazi reali di partecipazione, da quella del diritto alla cittadinanza a quella della crisi delle istituzioni democratiche, sempre tenendo nella giusta considerazione che è stato il passaggio dal capitalismo del secolo scorso all’ultraliberismo attuale a determinare quella che Federico Rampini ha definito l’età del caos.

Il mondo è ormai in balia di una ristretta oligarchia capitalistica finanziaria che detta legge nei governi più potenti del mondo, imponendo con la sua forza lo sfruttamento finale delle risorse ambientali non rinnovabili, indifferente ad ogni tipo di senso etico, irresponsabile rispetto a qualsiasi progetto futuribile, dotata di un profondo disprezzo per il destino del pianeta e per i diritti dei suoi abitanti.

Uno dei fattori principali che alimenta i flussi migratori è determinato dalla crisi ambientale che l’uso dei carboni fossili sta causando con lo scioglimento delle calotte polari, l’innalzamento del livello dei mari, la desertificazione di intere aree del Terzo mondo, il cambiamento climatico. Rispetto a questi fenomeni naturali indotti da una forzata industrializzazione, che ha già prodotto la migrazione negli ultimi decenni di decine di milioni di persone, le politiche dei governi più potenti del mondo hanno dato prova di totale miopia e hanno dimostrato di essere quasi totalmente condizionati dalla potentissima oligarchia capitalistica finanziaria, tanto che Donald Trump addirittura nega che sia in atto un cambiamento climatico. Eppure nella Conferenza Mondiale di Parigi del 2015, i Governi del mondo intero sono stati informati dal mondo scientifico del gravissimo rischio che corre il pianeta e della non sostenibilità di un ulteriore riscaldamento globale, che oltre ai danni ambientali produrrebbe l’ulteriore spostamento di centinaia di milioni di persone da aree già in via di desertificazione e da quelle suscettibili di essere inondate.

Eppure le soluzioni per eliminare o limitare al minimo l’uso dei combustibili fossili esistono. Ne ha parlato nel citato testo Giuseppe Piemontese, riprendendo le tesi di Prem Shankar Jha: solare termodinamico (concentrazione di raggi solari con potenti lenti e specchi per produrre energia elettrica; gassificazione delle enormi quantità di residui organici derivanti dalle attività agricole e forestali con produzione di metano; processi fotochimici con trasformazione dell’anidride carbonica in idrogeno). Ma le lobby finanziarie capitalistiche, e i Governi al loro capezzale, continuano a proporre solo l’eolico e il fotovoltaico, soluzioni parziali e non risolventi, perché i costi di riconversione per giungere alle soluzioni sostenibili, proposte e validate dalla comunità scientifica, sarebbero giganteschi.

I flussi migratori non sono solo determinati dal cambiamento climatico, ma dall’instabilità politico-economica che colpisce diverse aree del Medio-Oriente, diversi paesi africani, sudamericani, asiatici. Una instabilità di cui il capitalismo finanziario globale è pienamente responsabile, non arretrando davanti a niente quando si tratta di sfruttare pozzi petroliferi e risorse naturali, quando decide di esportare armi fomentando guerre civili e sfruttando odi razziali e di natura religiosa, quando si propone di ricostruire aree devastate e distrutte da bombe e mine di provenienza occidentale. In ognuno di questi segmenti il capitalismo finanziario trova i suoi profitti, accumula ricchezze e continua ad alimentare i flussi migratori.

Ma i grandi oligarchi della terra detengono anche le leve dei media ed ecco che l’informazione, anche nel nostro paese, è diventata propaganda in mano a finti giornalisti e a ridicoli opinionisti. Una propaganda tesa a trasformare l’uomo in un semplice consumatore e volta a scaricare le gravissime responsabilità del mondo della finanza con tecniche mediatiche che inducono al razzismo e alla xenofobia. I veri problemi dell’umanità passano in secondo piano con una vera e propria operazione mediatica di distrazione di massa laddove i carnefici diventano vittime e le vittime colpevoli perché povere, malate, migranti in giro per il mondo a causa di egoistiche scelte di politica finanziaria ed economica.

Una distrazione di massa alimentata da partiti nazionalisti, populistici, sovranisti, che riescono persino ad apparire come l’unico strumento di protezione e di sicurezza, mentre invece, finanziati dal mondo occulto della finanza, ci portano tutti nel baratro dell’odio alimentato dalle estreme disuguaglianze che loro stessi sostengono e proteggono.

I flussi migratori incontrollati vanno ricondotti a questi responsabili, evitando di cadere nella trappola tesa da questo potentissimo e onnipresente capitalismo finanziario ultraliberista che domina ormai la nostra società a livello mondiale.

*Segreteria nazionale M24A per l’equità territoriale

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