“Meno lavoro e più tempo libero”, la rivoluzione di Grillo

“Quando parlo del reddito di cittadinanza c’e’ subito qualcuno che esordisce dicendo: ‘Non e’ giusto, io lavoro e anche tu, che non fai niente, prendi i soldi’. Lo dicono sempre con un sacco di rabbia, di astio. Questo perche’ il posto di lavoro e’ percepito come qualcosa da difendere. A tutti i costi. Prima di tutto facciamo chiarezza su cosa sia questo reddito di cittadinanza e reddito di base. Spesso sono fraintesi. Il reddito di base incondizionato non ha nulla a che vedere con il salario minimo, perche’ i salari vengono dati in cambio di un’attivita’ svolta. Il reddito di cittadinanza, al contrario, e’ previsto solo per chi e’ in un momento di bisogno e solo a condizione di accettare un lavoro proposto dai centri per l’impiego. Dopo un massimo di 3 proposte rifiutate, il reddito non viene piu’ erogato. Il reddito di cittadinanza esiste gia’ nella maggior parte dei Paesi Europei e non ha senso chiedersi se possa funzionare. Gia’ funziona”.

Cosi’ Beppe Grillo in un lungo post pubblicato sul suo blog. “Quello che abbiamo di fronte e’ un cambio epocale. Le capacita’ produttive e le conoscenze tecnologiche e sociali aumentano a dismisura. Esiste ormai la consapevolezza che nuove sfide poste dalla globalizzazione e dalla digitalizzazione non possono essere affrontate con l’attuale sistema di protezione sociale. Un sistema – aggiunge – che ormai risale alla seconda meta’ del secolo scorso. Quello era un altro mondo, che non esiste piu’. Molti posti di lavoro non hanno piu’ senso di esistere e oggi, invece, si chiede agli Stati di aumentare la produttivita’, per uscire dalla crisi e diminuire il debito”.

“Ma proprio dove si aumenta la capacita’ produttiva, si aumenta anche la disoccupazione. Non abbiamo piu’ bisogno di lavorare cosi’ tanto. Le ore lavorative dovrebbero diminuire almeno a 5 ore al giorno. Ma in realta’ non dovremmo parlare del lavoro. Si tratta di capire che il concetto di lavoro e, piu’ in generale, il concetto sociale di vita, e’ cambiato. Andiamo verso un’epoca in cui il salariato non avra’ piu’ ragion d’essere. Molte persone sono convinte di avere un posto di lavoro ma hanno solo un posto di reddito. Perche’ e’ il reddito che ti include nella societa’, non il lavoro. Abbiamo l’idea – spiega Grillo – che l’uomo non possa far altro che lavorare, che la sua finalita’ ultima su questa terra sia avere un lavoro. Niente di piu’ sbagliato. Siamo abituati ad andare a lavoro, a pensare la nostra vita in termini di cosa facciamo.

Le nostre citta’ sono costruite per ospitare un popolo di formiche operaie, ma la meta’ (se non tutti) dei cosiddetti lavori manuali ripetitivi e quelli da scrivania, o a bassa creativita’, possono essere sostituiti gia’ oggi con la tecnologia esistente. Il lavoro da casa potrebbe essere gia’ da domani reso obbligatorio dove possibile. Ma allora di cosa parliamo in realta’? La tecnologia ci sta liberando da molti lavori e sta facendo emergere un tempo diverso: il tempo libero. Dimensione ignota fino ai primi del ‘900, e’ oggi la chimera di tutti i lavoratori. Si fatica un anno per fare 10 giorni di ferie. Siamo all’assurdo. E’ incredibile come possiamo immaginare una vita passata a lavorare, a fare qualcosa che non ci piace, magari agli ordini di qualcuno con cui non andiamo d’accordo, ma non riusciamo a pensare di fare qualcosa che semplicemente ci diverte. Non possiamo piu’ permetterci di provare ansia, paura, instabilita’. Le risorse ci sono, ci vuole solo la volonta’ politica. Che futuro avete in mente voi?”, conclude Grillo.

Vai a TOP