Meno investimenti e più occupati: il miracolo dell’agricoltura al Sud

Meno valore aggiunto e investimenti, ma in aumento l’occupazione. Il rapporto Svimez 2017 (presentato il 7 novembre scorso alla Camera) segnala un quadro ancora difficile lo scorso anno per l’agricoltura del Mezzogiorno, ma con elemento importante rappresentato dall’andamento positivo del lavoro.Il rapporto rileva infatti che quasi il 70% dell’incremento dei posti di lavoro nelle regioni meridionali si deve al settore agricolo con 528mila unità in crescita dell’1,5% rispetto all’anno precedente, quasi il 58% dell’occupazione agricola totale. E con un peso del sistema agricolo sul quello e conomico meridionale del 7,7 per cento. «L’agricoltura – recita lo studio Svimez – continua, dunque, a essere una forte leva per il lavoro. Nel Mezzogiorno crescono entrambe le componenti dell’occupazione, dipendente ed indipendente, ma gli autonomi crescono più dei

CRESCE IL LAVORO dipendenti: i primi sono, infatti, aumentati di 4,4 mila unità, a fronte di un incremento di 3,5 mila unità dei secondi». Soddisfatto il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina che giudica la crescita del 13% dell’occupazione nelle regioni del Mezzogiorno «un segnale forte di investimento sul futuro, perché gli under 40 che aprono imprese al Sud scommettono sulla multifunzionalità, sull’innovazione, su una più forte tutela del paesaggio e dell’ambiente. Il rapporto Svimez – ha aggiunto Martina – conferma che l’esperienza agricola è ima delle chiavi più interessanti per il rilancio del Sud. C’è ancora molto da fare, ma le politiche impostate in questi anni di governo iniziano a dare risultati importanti. Penso ai mutui a tasso zero per i giovani che vogliono acquistare terreni, così come le risorse stanziate col decreto Mezzogiorno per far crescere le imprese under 40 nelle regioni meridionali. Bisogna proseguire su questa strada per dare risposte concrete sul fronte del lavoro, che resta la nostra priorità assoluta». La Coldiretti, da parte sua, ha rilevato come i posti di lavoro in agricoltura crescano del 5,5% più del doppio dell’industria e il triplo del terziario. «Non è un caso – ha sottolineato – che al Sud ci sono 26.587 imprese agricole condotte da under 35 nel 2016, ben il 52% di quelle presenti in Italia. Una dimostrazione del fatto che l’agricoltura nel Mezzogiorno è oggi capace di offrire prospettive di lavoro sia a chi vuole intraprendere con idee innovative sia a chi vuole trovare una occupazione anche temporanea».

Secondo Coldiretti dunque un nuovo modello di sviluppo passa dalla valorizzazione della distintività del territorio come hanno dimostrato di saper fare le moltissime nuove imprese condotte da giovani nate nel settore agricolo». Ma oltre al dato positivo del lavoro confermato anche nel 2017, Svimez ha però messo in luce molte criticità del settore meridionale. Intanto il calo nel 2016 del valore aggiunto dovuto al la flessione dei prezzi dei prodotti agricoli superiore rispetto alla riduzione dei costi dei fattori produttivi, ma anche alla prosecuzione del calo dei consumi alimentari delle famiglie. Segnali di forte debolezza determinati non solo da emergenze di alcuni comparti come l’olivicoltura, piegata anche dagli attacchi fitopatologici, ma anche dalle storiche carenze strutturali con divari di produttività e scarsa propensione agli investimenti. E anche un trend dell’export meno brillante rispetto al resto del paese. Solo il 17,8% dell’export infatti arriva dal Sud. Circa il 45% delle esportazioni meridionali proviene dalla Campania, seguono Puglia e Sicilia. Un altro tasto dolente sono gli investimenti.

L’agricoltura meridionale ha investito nel 2016 circa 2,1 miliardi a valori concatenati in calo di più del 3% sul 2015. In termini reali, secóndo Svimez, si tratta del 73% di quanto si investiva nel 2010. Nel 2000 infatti gli investimenti totali in agricoltura ammontavano a 10,8 miliardi, di cui quasi 3 al Sud e 7,9 nel centro nord. Dopo un andamento positivo del 2011 (10,6 miliardi totali con 3,12 al Sud) è iniziato il calo che ha portato a 8,9 miliardi nel 2016 (2,12 al Sud e 6,77 al Centro Nord).

Fonte. Il Sole 24 Ore

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