Matera Capitale Europea della Cultura 2019:  in quattro appuntamenti, i risultati dei laboratori artistici del progetto “La bella vergogna”

Matera Capitale Europea della Cultura 2019:  in quattro appuntamenti, i risultati dei laboratori artistici del progetto “La bella vergogna”

di Eleonora Diquattro

A partire da oggi si prenderanno il via i 4 appuntamenti, evento finale e risultato dei laboratori artistici che si sono tenuti tra Rivello, Guardia Perticara, Cersosimo, San Paolo Albanese e Matera, nell’ambito del progetto “LA BELLA VERGOGNA” programma di Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Con la regia organizzativa del Centro Mediterraneo delle Arti, in coproduzione con la Fondazione Matera Basilicata 2019, la Regione Basilicata e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Durante questi mesi di lavoro, il laboratorio teatrale, presso il Campus dell’Università di Basilicata, ha coinvolto allievi e docenti a ricostruire fatti importanti della Storia Europea

Un tempo i popoli arrivavano nel Sud dell’Italia da est, da Oriente, “li portava il sole che nasceva”, oggi, al di là degli accordi internazionali, dei pericoli e dei confini “inviolabili” i popoli continuano a sbarcare sulle nostre coste, continuano a venire da Oriente, continua a portarli il sole. Questo il tema “PORTATI DAL SOLE” che andrà in scena stasera alle ore 21.00, a Rivello (PZ), presso il Chiostro del Convento di Sant’Antonio, che narra le migrazioni di ieri e di oggi. Gli sbarchi e gli arrivi che caratterizzarono la Valle del Noce, lembo della Lucania antica che, con Maratea, si affaccia sul Mar Tirreno. Soprattutto prende vita la narrazione dell’arrivo dei primi monaci bizantini che hanno lasciato tracce artistiche e spirituali che caratterizzano l’intera Valle del Noce.

Allievi e docenti impegnati nella ricostruzione di fatti importanti della Storia Europea

Nel “IL VIAGGIO SUL SAURO”, in scena il prossimo 4 luglio alle ore 21.00, a Guardia Perticara (PZ), presso la sala comunale di Guardia Perticara, si racconta invece, l’arrivo dei monaci bizantini sull’Agri, la vita di due monaci poi diventati Santi: san Vitale e san Luca. Le reliquie di entrambi i Santi sono venerate in alcune chiese di Armento, in Val d’Agri. San Vitale è conosciuto come un eremita capace di curare con le erbe. Ancora oggi è raffigurato nell’iconografia cristiana, con una cipolla in mano. San Luca, proveniente da Demenna, la Enna di oggi, è conosciuto come il fondatore della più importante Eparchia della Basilicata che riuscì ad esprimere Papa Innocenzo X, il quale, prima di diventare il rappresentate della cristianità nel mondo, era abate del convento fondato da San Luca a Carbone. Lo spettacolo narra, infine, la battaglia di San Luca contro i Musulmani di cui rimangono tracce orali in tutta la Val d’Agri, e un’importante traccia iconografica dietro l’altare maggiore della chiesa di Armento. Un Polittico del 1500, realizzato su tavola, secondo le tecniche bizantine, che narra, per l’appunto, la battaglia di San Luca per scacciare i Musulmani dalla Basilicata antica.

Si narrano le ultime signore anziane che vivono a San Paolo Albanese, alle falde del Monte Pollino, e che vestono in costumi di ginestra che risalgono al 1500, nello spettacolo “LE ULTIME FARFALLE DEL POLLINO” in scena il 10 luglio 2019, alle ore 21.00, presso la sala Angela Ferrara di Cersosimo (PZ). Sono le più anziane rappresentanti della comunità Arbëreshe, proveniente dall’antico Peloponneso e dall’antica Albania, da dove fuggirono perché minacciati dai Musulmani. Si narra l’arrivo e la permanenza di questo popolo che ancora oggi, a distanza di circa sei secoli, conserva l’antica lingua, la tradizione della lavorazione della ginestra, il rito bizantino, le musiche e i canti e i cibi. Il sesto articolo della Costituzione italiana, citato nel racconto teatrale, tutela le Minoranze etniche presenti in Italia, nello specifico la Minoranza Ladina nel Nord Est d’Italia e quella Arbëreshe in Basilicata e Calabria.

Infine, si racconta la strage nazista del 21 settembre del 1943 in “MATERRA”, quando i materani, primi in Italia, riuscirono a cacciare i nazisti dalla città. Andrà in scena il 12 e il 13 luglio 2019, alle ore 20.00, presso l’ex Ospedale San Rocco di Matera.

Il lavoro narra le due stragi di cui i militari nazisti, guidati dal maggiore Wolf Werner Graff von der Schulenburg, si macchiarono il 21 settembre 1943. La prima avvenuta davanti al Palazzo della Società Elettrica Lucana, e la seconda realizzata con l’esplosione del Palazzo della Milizia di via Cappuccini. I morti furono molti, i certi furono 15 nell’esplosione del Palazzo della Milizia e 4 davanti alla Società Elettrica. Ma i molti brandelli di corpi ritrovati fanno pensare a molti morti di cui è stata impossibile l’identificazione.  I testi e la regia sono curati da Ulderico Pesce che è anche il direttore artistico del progetto. I tematismi sviluppati nei singoli processi formativi e spettacolari, assieme ad altri, confluiranno in un evento finale che si terrà al Banxhurna di San Paolo Albanese il 10, 13 e 14 agosto 2019, per la regia de La Fura Dels Baus di Barcellona.

crediti foto: Luca Centola

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