Mariarita Costanza, dalla Murgia Valley la sfida della startup

Mariarita Costanza, ingegnere elettronico, madre di due bambini, e dal 2000 a capo dell’azienda Macnil a Gravina in Puglia,

​è diventato un simbolo di come sia possibile fare impresa nel Mezzogiorno, trasformando un piccolo centro rurale come Gravina in Puglia, nel cuore della Murgia barese, in un polo tecnologico all’avanguardia, o come direbbe Mariarita nella “Murgia Valley“​.
Mariarita ha ricevuto in questi anni per il suo impegno nell’innovazione tecnologica numerosi premi e riconoscimenti: dal Salone Internazionale dell’Imprenditoria Femminile di Torino, al Premio Smart City di Smau, dall’Open Summit di Startup Italia a “Ingenio al Femminile“. Ed è stata protagonista, su Italia Uno, di Shark Tank” , dedicato al mondo delle startup e dell’innovazione.

​ ​
Come è nata l’idea dell’azienda?
L’idea è nata 17 anni fa, quando una giovane neo ingegnere elettronico ed il suo fidanzato, un informatico, decidono di sfidare il luogo in cui vivono, Gravina in Puglia, un paese prettamente agricolo dell’entroterra barese. La sfida era quella di riuscire a sviluppare economia in settori assolutamente non tradizionali per il territorio, quali quello dell’ICT e del digitale più in generale. Si trattava di di dimostrare che un territorio cresce e diventa ciò che gli uomini che ci vivono vogliono che diventi. Così è nata nel 2000 la Macnil, un’azienda di Information Technology che, pur sembrando dal nome, di origine scozzese, è nata a Gravina in Puglia dai due fondatori Mariarita Costanza e Nicola Lavenuta. L’azienda si occupa di IoT, con particolare focus nel mondo automotive, con il fleet management e i sistemi di sicurezza. Oggi ha 35 dipendenti, da circa due anni è entrata a far parte del primo gruppo informatico italiano, il Gruppo Zucchetti e da un anno circa è proprietaria dello storico marchio GTAlarm, un’azienda di Varese specializzata e leader nei sistemi di antifurto satellitari e sicurezza per la casa. Noi siamo i promotori di questa inversione di tendenza e i fatti ci stanno dando ragione. Oggi siamo riusciti a coinvolgere altri imprenditori locali a non demordere e andar via, ma a continuare a costruire, seppure lottando. Il sogno della Murgia Valley si sta realizzando dunque, un posto come altri nel mondo, dove si fà ricerca e innovazione.
Quali sono state le difficoltà?
Gli ostacoli incontrati nel percorso sono stati tanti. Se penso a 17 anni fa, non avevamo un soldo in tasca, abbiamo girato per le banche (all’epoca non si parlava di startup, nè di fondi o venture capital…) cercando qualcuna che ci desse fiducia. L’abbiamo trovata e con un prestito di 30 milioni di lire siamo partiti. Di lì la strada è stata in salita. Tanto lavoro e poca fiducia in chi ci stava intorno, amici e conoscenti che continuavano a suggerirci di andare via dal posto, perchè qui non saremmo riusciti a sfondare. Eravamo poi a Gravina in Puglia, a circa mille km dal centro economico nazionale, Milano. Tuttavia eravamo eravamo sempre presenti a convegni, fiere e workshop di settore. Riconoscevamo l’importanza della presenza in questi eventi e non ce ne facevamo scappare uno, nonostante le difficoltà di carattere logistico oltre che l’investimento economico. Spesso ci capita di riflettere sul fatto che se avessimo deciso tanti anni fà di trasferire tutto a Milano, probabilmente la strada sarebbe stata meno in salita, ma siamo contenti di avercela fatta rimanendo qui, non sarebbe stata la stessa cosa (qui c’è un pò di cuore, concedetemelo!)
Che obiettivi vi siete dati per il prossimo biennio?
Siamo in fase di completamento di una nuova sede aziendale, passiamo da 400 mq circa in pieno centro storico a 4200 mq nella zona industriale di Gravina, una bellissima zona artigianale, nata nel boom economico del mondo del salotto, ahimè in crisi da diversi anni, per questo oggi purtroppo desolata. Il progetto della sede nuova è molto innovativo, stiamo pensando ad un modello di azienda nuovo per il territorio, ci saranno grandi ambienti condivisi, pochi uffici, sale riunioni anche all’aperto, sala ristorante, asilo aziendale, palestra. Stiamo destinando una parte della struttura allo “sharing”, vogliamo condividere la nostra esperienza e il nostro know how tecnologico, ma anche la nostra conoscenza del mercato, con chi si vuole mettere in gioco perchè ha un’idea imprenditoriale nel settore digitale e non sa da dove cominciare. L’augurio che ci facciamo è che pian piano quelle strutture abbandonate della zona industriale, possano essere riutilizzate e rianimate da chi insieme a noi crede nel progetto di sviluppo e crescita del territorio.
C’è stato sostegno da parte della Regione o dello Stato?
La Puglia è la regione del sud che meglio utilizza i fondi comunitari. Il progetto della nuova sede è inserita infatti all’interno di un contratto di programma con la Regione Puglia. Questo è quanto accade oggi, in realtà posso dire che il nostro percorso di crescita è stato finanziato dal mercato, eccetto per quel prestito iniziale dei 30 milioni di lire; dal primo giorno infatti abbiamo compreso che non serve avere solo un buon prodotto/servizio se non c’è un mercato a cui offrirlo. Questo è oggi un limite della giovane imprenditoria, concentrarsi sul prodotto e poco sul “go to market”: in realtà è la percezione che il mercato ha del tuo prodotto/servizio a determinare il successo.
Quali sono le difficoltà che incontra un imprenditore quando vuole fare impresa nel Sud’
Fare l’imprenditore penso sia impegnativo in qualunque parte del mondo, dipende poi dagli obiettivi che ci si pone.
In un mondo globale come quello in cui viviamo, la posizione geografica è davvero relativa.
E’ pur vero però che essere al SUD richiede maggior impegno; ritorno sul tema degli eventi, le fiere, ma il 90% di queste vengono organizzate al NORD Italia, il che per noi significa organizzare anche tutta la logistica del trasferimento oltre che l’investimento economico associato, che chi vive al NORD non gestisce. Può sembrare una banalità, ma vi assicuro che è impegnativo se decidi di essere presente in tutti gli eventi importanti.
C’è poi da fare i conti qui al SUD con una cultura e uno stile di vita meno “veloce”, il che è favoloso se pensiamo al tempo libero, ma si contrappone con i tempi frenetici del business. C’è tuttavia un equilibrio naturale tra questi ritmi davvero molto piacevole; è proprio questo il bello del vivere e lavorare al SUD.
Che cosa suggerirebbe ad un neoimprenditore del Sud?
Primo di tutto mi complimenterei  per la scelta di rimanere al SUD, allo stesso tempo gli direi di prepararsi per una strada in salita, da affrontare con molta determinazione e positività guardando sempre avanti verso la meta, che dovrà essere chiara e ben definita. Nel percorso incontrerà diversi ostacoli, cadrà molte volte, ma sarà importante rialzarsi per continuare il percorso fino alla meta. Un’ultima cosa gli direi…., di tenere sempre pronte le valigie perchè qui al SUD siamo lontani dal centro economico del paese…, almeno per ora.

Vai a TOP