Lo Tsunami del Mediterraneo che inonda la Germania ed i Balcani

Lo Tsunami del Mediterraneo che inonda la Germania ed i Balcani

Le onde giganti provenienti da Africa e Medio Oriente hanno sfondato i muri dell’indifferenza ed hanno portato, con la forza incontrastabile della disperazione, decine di migliaia di profughi ad abbattere tutti gli ostacoli, quelli naturali e soprattutto quelli artificiali, facendoli piombare nel sonno cieco dei governanti europei come un incubo terrificante.

Qualcuno aveva pensato che un semplice filo spinato potesse fermare l’avanzata inarrestabile di un’armata cui l’unica arma a disposizione è la devastante paura di morire schiacciati dall’odio.

Chi avesse mai creduto che questo misero filo spinato potesse fermarli, ha sbagliato semplicemente i conti! Come li ha sbagliati anche chi ha pensato che lo tsunami si sarebbe fermato alle prime Alpi che avrebbe incontrato sul suo percorso naturale.

Ma ci si chiede: come fanno delle persone, presumibilmente intelligenti, a pensare che un filo spinato può fermare un essere umano scampato all’inferno di una guerra atroce e sopravvissuto ad una traversata dove la morte è l’unico esito logico?!

Ora tutti ricorrono ai ripari e la Germania ha deciso, finalmente, di accogliere i profughi!

Che stiano sgretolandosi altri muri, dopo quello di Berlino, sembra ormai chiaro. Sembra altrettanto chiaro che la miseria e la disperazione stiano avendo la meglio su odio ed indifferenza.

È un bene che ci sia un movimento trasversale che esprima, con forza, l’idea chiara e netta a favore della gestione umanitaria di questa crisi mondiale dei profughi. Bisogna non lasciare spazio a chi vuole trattarli come merce scadente da rimandare all’origine, ed usa toni cannibalistici ai soli fini politico-elettorali.

Esprimiamo, quindi, un parere molto positivo sull’articolo comparso sulla pagina facebook del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, e tra l’altro ripreso dalle pagine di questo giornale, in cui il sindaco afferma la sua posizione chiara a favore di una politica di accoglimento degli immigrati.

Prendiamo spunto da questa posizione del sindaco, per chiedere con forza ai movimenti di opinione ed istituzioni varie, di coagularsi in un unico fronte che vada oltre le idee espresse attraverso i media, e che metta in moto delle azioni efficaci tramutando le buone volontà in fatti concreti.

Quello di cui abbiamo bisogno oggi è un insieme di interventi mirati, che diano risposte alle esigenze immediate di questi profughi, trovando loro una sistemazione e dando a loro la possibilità di pensare che la loro nuova vita può aver inizio.

Il sindaco di Napoli può fare tanto, essendo l’amministratore di una grande città. Grande per la generosità riconosciuta dei napoletani e grande per il respiro internazionale e l’apertura verso gli altri popoli che hanno sempre caratterizzato la capitale del mezzogiorno.

È una sfida che mette di fronte, chi solidarizza con i deboli contro chi gira le spalle “dichiarandogli guerra”. Noi non esitiamo a schierarci dalla parte di chi difende il diritto degli immigrati in generale e dei profughi in particolare ad avere un accoglimento dignitoso.

Un accoglimento strutturato per salvare la vita a queste persone e dare futuro ad una comunità, la nostra, che, inevitabilmente, dovrà essere pensata come il risultato di una integrazione assistita e progressiva di varie razze ed etnie.

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