L’Italia spaccata. Al Sud le briciole del 5 per mille

II 5 per mille? Una corsa a trazione centro-settentrionale. Gli italiani scelgono con sempre maggior convinzione di sostenere le associazioni che si prendono cura del prossimo e, appunto, premiano quasi esclusivamente organismi del centro-nord. I quali assorbono 1’89% delle risorse complessive, mentre il Sud si divide appena l’11%. In particolare i numeri dicono che Lombardia e Lazio raccolgono il 56,3% dei soldi. La fotografia scattata dallo studio della Fondazione nazionale dei commercialisti mostra in maniera chiara quali sono le preferenze dei contribuenti quando si tratta di destinare una percentuale dei loro guadagni ad un’associazione benefica, senza fine di lucro o ad un’amministrazione pubblica. Nel 2016, complessivamente sono 14,1 gli italiani che hanno scelto di destinare una quota del 5 per mille dell’Irpef agli enti del terzo settore e ai comuni. A fronte di una media generale di 8.939 euro, si registra una mediana di 1.451 euro a causa della concentrazione dei valori in poche grandi organizzazioni. Basti pensare che i primi 127 enti in classifica assorbono il 50% del totale assegnato, mentre solo 323 enti superano i 100 mila euro. E se per quanto riguarda il volontariato e la ricerca scientifica le prime tre associazioni premiate dai contribuenti risiedono nel centro nord, Emergency, Medici senza frontiere e Comitato italiano per l’Unicef nel primo caso, associazioni per la ricerca sul cancro nel secondo, ubicate fra Lombardia, Piemonte e Lazio, il Sud raggiunge il podio per le associazioni sportive dilettantistiche. Infatti i primi tre enti destinatari per importo totale risiedono in Campania, Calabria e Sicilia.

L’INCREMENTO Rispetto al 2015, le scelte dei contribuenti italiani a favore del 5 per mille per gli enti no profit sono aumentate dell’1,9%. La crescita più sostenuta ha riguardato le Associazioni sportive dilettantistiche (+11%), mentre il numero di comuni destinatari del 5 per mille 2016 è calato del 2,9%. Buono il trend degli enti della ricerca scientifica-sanitaria (+3,3%), mentre risulta inferiore alla media ma pur sempre positivo il tasso di crescita delle scelte a favore degli enti del volontariato (+1,3%). Quanto alla distribuzione territoriale, sul podio delle Regioni che assorbono il 5 per mille, capofila la Lombardia (36,9% del totale), seguita dal Lazio (19,4%). Per quanto riguarda le province, Milano copre quasi un terzo del totale (29,6%), seguita da Roma (18,8%). Tra i comuni, invece, Roma supera Milano e Torino. “I dati – spiega il presidente dei commercialisti italiani, Massimo Miani, – testimoniano l’importanza di curare la trasparenza dei meccanismi del 5 per mille, che poggiano sul miglioramento della rendicontazione economico-finanziaria delle attività degli Enti”.

Fonte: Il Messaggero

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