L’Intervento. “Ci vuole un atto di coraggio, per cambiare la Calabria!”

La Calabria non é solo territorio di gente corrotta, governatori collusi ,sindaci coinvolti in indagini o appalti truccati, la Calabria non é solo corruzione ma è formata anche da gente onesta che si guadagna il pane con dignità e sacrifici, c’è gente e ci sono  giovani che hanno delle loro idee e che vogliono riscattare questa Calabria  troppe volte tradita da chi doveva  rappresentarli ai tavoli importanti .
Gli unici momenti in cui i politici sono vicini al territorio è durante la campagna elettorale per poi sparire senza lasciare nulla, una Calabria dove tutto è permesso , troppo spesso parliamo di ideologie ma non si parla di famiglie e dei loro diritti, diritti negati anche a me dopo due anni dalla morte di mio figlio Giuseppe , infatti non è cambiato nulla, mi sento abbandonata dallo stato sia io che i miei figli.
Tutti i politici dovrebbero portare la stessa bandiera, quella della legalità e dei diritti del cittadino solo questo è il vero cambiamento, prendiamo esempio da persone come gratteri, Simbolo della legalità e della presenza dello stato come lo furono Falcone e Borsellino.
Proprio perché avevo capito che questa terra è la cenerentola dei diritti garantiti dalla costituzione, anni fà ho lanciato LA GIORNATA DEI DIRITTI UMANI ,proprio a Crotone dove chiedere un diritto,diventa un favore che viene concesso , non esiste la meritocrazia ma tutto diventa uno scambio.
Hanno spostato l’attenzione solo su immigrati e femminicidio ma la classe politica ha dimenticato i figli della nostra terra che sono costretti ad andare via senza nessuna certezza.
Mio figlio mi chiedeva di fare qualcosa per i giovani, e infatti lo farò per Giuseppe, un ragazzo orfano di padre, che studiava ma allo stesso tempo lavorava per aiutare la famiglia che non è mai stata aiutata perchè in calabria le donne vedove e gli orfani vengono abbandonati, le istituzioni non ci sono stati vicini nemmeno dopo la morte del povero Giuseppe , non hanno mai tempo per chi ha bisogno ma poi scopriamo che trovano il tempo per i loro “amici” .
L’associazione Libere Donne chiede giustizia e legalità per il nostro territorio , per Giuseppe e per tutti i giovani della Calabria.
Chiediamo inoltre che le istituzioni siano guidate da persone oneste e lontane dalla ndragheta.
La piccola criminalità ha ucciso mio figlio , oggi spero che la morte di Giuseppe sia un punto di partenza per il cambiamento e per ripartire tutti insieme e chiedere il riscatto della calabria e far tornare indietro i nostri figli che sono stati costretti a emigrare verso il nord e a volte anche all’estero.
Il Presidente dell’Associazione Libere donne
Villirillo Caterina

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