L’infanzia tradita: “Perchè i dati sulla povertà non aiutano a capire”

save the children

di Alba Sasso*

Il dato diffuso da Save the Children sulla povertà assoluta in Puglia andrebbe mondato di alcune imprecisioni di fatto: dentro la povertà assoluta si nascondono quelle famiglie dove prevale il lavoro nero, l’evasione fiscale ed altri fenomeni di cancellazione del reddito.

Andando invece su un dato più certo, e di orientamento verso il futuro, secondo l’Istat si riduce dal 2013 al 2014 l’incidenza percentuale delle famiglie che si considerano in condizione di povertà assoluta e relativa (dal 47,5 % al 44,8%).

Il dato sulla percezione rivela un relativo ottimismo maturato dalle famiglie pugliesi circa le loro effettive condizioni economiche e prospettive di spesa, investimento e risparmio nel corso del 2014. Ed infatti, crescono le famiglie che ritengono le proprie risorse adeguate alla fase: dal 39 % al 44 %. Cresce, infatti, la disposizione al consumo ed al risparmio, come rilevato dalle più recenti indagini dell’Abi.

I dati 2013 relativi alla lettura ed ai consumi culturali in genere sono invece da inquadrare in un più vasto panorama di contrazione degli stessi a livello nazionale a causa della crisi.

In Puglia come nel resto del Paese, calano gli acquisti di libri e la lettura nel tempo libero, ma in Puglia s’intensifica la lettura dentro le scuole, anche grazie ad una dotazione più ampia di strumenti per la lettura (biblioteche e reader/tablet).

Aumenta, per esempio, il numero di minori che leggono quotidiani almeno una volta a settimana, grazie al supporto delle scuole (arrivando al 39,7% del totale), come aumenta il numero di minori che ascoltano la radio (arrivando al 56,9%, quasi due punti percentuali in più rispetto al 2012). Passano dal 45,2% al 46,2% i giovani che frequentano i cinema almeno una volta l’anno, come aumenta l’incidenza dei giovani che assistono a manifestazioni sportive (dal 20,9 % al 22,3%).

E tutto questo grazie a una particolare vivacità culturale delle scuole pugliesi sul terreno dell’innovazione didattica, anche attraverso l’uso consapevole delle tecnologie digitali, come testimoniato da significative esperienze prodotte dalle scuole e presentate  in occasione di  eventi, uno tra tutti la fiera del Job&Orienta di Verona.

Rispetto alle attività sportive extrascolastiche, diminuisce complessivamente il numero di coloro che praticano sport, quantunque aumenti, e non di poco, il numero di chi fa sport in maniera continuativa (dal 14,5% al 17,2%) e di coloro che fanno sport anche in modo saltuario (dal 7,2% all’8,2%). Questo segnala una crescita del professionismo e della ricerca di continuità nella cura di sé attraverso lo sport praticato nel tempo libero, ferma restando la diffusione di attività sportive informali e ludiche (di strada, di giardino, ecc.) tra i minori, non considerate dagli stessi come sport a tutti gli effetti. Nello stesso tempo, le attività sportive scolastiche restano importanti e rilevanti. Il progetto interassessorile “SBAM” sugli stili di vita e su sport e giovani sta dando importanti risultati

Ultimo dato interessante è quello relativo alla riduzione complessiva degli abbandoni scolastici e della dispersione: siamo al 19%  – nel 2005 al 34%-, un dato che pone la Puglia in una prospettiva nuova, di contenimento dei fenomeni sociali negativi legati all’abbandono (devianza, lavoro minorile, ecc.).

*L’assessore al Diritto allo Studio e Formazione della Regione Puglia

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