Lettera aperta al ministro Bussetti

In pensione da diversi anni, dopo un’intera vita lavorativa lunga 35 anni, trascorsa, quale docente, nelle aule scolastiche di diversi istituti superiori statali di Napoli e provincia, ho provato profonda delusione mista ad amarezza quanto ho ascoltato la risposta del ministro dell’istruzione, il quale, alla domanda del giornalista che chiedeva se fossero previsti più fondi al sud per recuperare il gap con le scuole del nord, rispondeva che no, occorrevano solo impegno, lavoro, sacrificio, ripetendo queste tre parole, a mo’ di mantra, per ben due volte con un’espressione del volto che ben poco lasciava all’interpretazione del significato di quel richiamo. Ho conosciuto, nella mia lunga carriera scolastica, molti dirigenti scolastici, centinaia d’insegnanti e altrettanti operatori impegnati nei ruoli del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Posso assicurare, proprio sulla scorta della mia esperienza diretta, che se non fosse stato per l’impegno, per lo spirito di sacrificio in condizioni davvero difficili se non a volte impossibili, lavorando sovente anche oltre gli orari di servizio, tante scuole non avrebbero potuto garantire quella continuità didattica e quella formazione che hanno consentito a tanti giovani del sud di attingere a traguardi e successi di tutto rispetto. Forse l’attuale ministro, che, come rilevo dal suo curriculum, da diversi anni a questa parte svolge, per lo più, attività d’ufficio, dunque immagino lontano dai plessi scolastici, senza un contatto personale diretto con i problemi che quotidianamente vengono affrontati nelle aule scolastiche, farebbe bene a documentarsi prima di pronunciarsi sull’impegno, sul lavoro e sul sacrificio di tanti operatori che, segnatamente nel nostro sud, nonostante le ben note e datate difficoltà strutturali ed economiche, consentono ogni giorno di offrire agli studenti e alle loro famiglie servizi scolastici efficienti ed efficaci.

 

Gennaro Capodanno

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