Letta chiede la fiducia: quattro riforme per far ripartire il paese

Letta: nuovo patto per il 2014, il Paese non cadrà nel caos

“Ci sono le condizioni per definire nelle prossime settimane un nuovo patto di governo per il 2014”. Nel suo discorso alla Camera per la fiducia, il presidente del Consiglio Enrico Letta indica un nuovo orizzonte temporale per l’esecutivo. “Il grande obiettivo entro il quadro temporale dei 18 mesi – aggiunge – è avere istituzioni che funzionino e una democrazia più solida”. La priorità va dunque alle riforme istituzionali: il premier avvisa che si tornerà a seguire il percorso già indicato dall’articolo 138 della Costituzione e come obiettivi pone la riduzione dei parlamentari, l’eliminazione delle province, la fine del bicameralismo perfetto la modifica delle funzioni delle regioni con il superamento dell’attuale titolo V della Carta. Letta assicura che non lascierà che il Paese piombi nel caos: “Chi proverà a far saltare il banco ne risponderà davanti ai cittadini”, avvisa il premier. Quanto alle regole per il voto, “la sentenza della Consulta ci ha liberato della peggior legge elettorale d’Europa”, dice Letta. La nuova legge elettorale “deve evitare un eccesso di frazionamento della rappresentanza che ci condannerebbe all’ingovernabilità, la democrazia dell’alternanza ci impone di orientarci verso meccanismi maggioritari”. “Finalmente – aggiunge – sono state cancellate le liste bloccate, un inno alla cooptazione. È necessario creare un legame tra elettori e eletto. Nessuno pensi a una legge punitiva nei confronti di altri”. Inoltre, “sul finanziamento pubblico dei partiti dobbiamo arrivare alla parola ‘fine’. Una questione il cui continuo trascinarsi fa infuriare l’opinione pubblica”, annota il capo del governo. Letta conferma la volontà di “completare definitivamente, con tutti gli strumenti possibili, la riforma entro l’anno”.
”Sono qui oggi per chiedere il voto di fiducia per un nuovo inizio con obiettivi realizzabili e tempi certi”, ha esordito Letta. Assestando subito dopo un colpo a Beppe Grillo: “Le istituzioni esigono sempre rispetto e a maggior ragione in un tempo amaro in cui si tenta di immiserire questa aula con azioni e parole illegittime che avallano la violenza, mette all’indice i giornalisti e vuole fare macerie della democrazia rappresentativa e arriva ad incitare all’insubordinazione le forze dell’ordine”. Quanto al caso Berlusconi, “nella vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi non sono entrato e non ci entro neanche oggi”, ha puntualizzato Letta. “Servono ancora riforme economiche, nonostante abbiamo messo in cantiere interventi importanti. Non cerco attenuanti ma non nego che la minaccia continua di instabilità ha contribuito ad indebolire l’azione di governo”, ha poi rammentato il presidente del Consiglio. Sono 5 gli obiettivi nel campo economico alla base dell’impegno del governo per il 2014: “Continuare a far scendere contemporaneamente il debito, il deficit, le spese di parte corrente le tasse su famiglie e imprese 2) aumentare la crescita al 2% nel 2015, una crescita che sia strutturale e si accompagni ad una aggressione all’occupazione giovanile. 3) rilanciare gli investimenti pubblici, usando al meglio i fondi strutturali europei. 4) Aggiornare le politiche per la competitività industriale per l’internazionalizzazione e la digitalizzazione delle Piccole medie imprese. 5) creare un clima favorevole agli investimenti dall’estero, semplificando i codici del lavoro e fiscali e l’iter della giustizia civile”. Letta poi ha ammonito: “Senza l’Unione europea ripiombiamo nel medioevo. Chi vuole isolare l’Italia”, chi vuole lucrare voti col populismo, “non voti la fiducia al mio governo. La caratteristica dei populisti – ha aggiunto il premier – è inventare sempre un nemico, serve a nascondere l’inconsistenza della propria proposta”. Il semestre italiano di presidenza dell’Ue deve essere secondo il capo del governo l’occasione per “ridisegnare la strategia economica dell’Europa” e per avviare una fase di “stabilità e crescita”, dopo quella della “crisi e della sola austerità”. Letta ha concluso: “Vogliamo un semestre che coniughi l’Europa al futuro. L’Europa ha cambiato in meglio l’Italia oggi l’Italia deve contribuire a cambiare in meglio l’Europa. Oggi più che mai l’Italia ha bisogno di competenza e di passione. Sono orgoglioso di essere qui per convincervi che giocheremo all’attacco perché gli italiani hanno diritto a rivedere ripagati i propri sacrifici. Ora che questo sta per succedere non permetteremo che l’Italia sprofondi di nuovo”.
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