Legge di Stabilità, il governo incassa la fiducia. Ora nuovo passaggio in Senato per il sì definitivo. Caldoro: per il Sud serve uno sforzo maggiore

Con 350 voti favorevoli, 196 contrari e 1 astenuto l’Aula di Montecitorio ha detto “sì” alla fiducia posta dal governo sulla legge di stabilità. Il provvedimento dovrà ora tornare al Senato per approvare le modifiche introdotte alla Camera per il via libera definitivo. Fra le principali misure previste, spicca il fondo per il taglio del cuneo fiscale, che sarà alimentato con le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione fiscale. Il provvedimento non è però piaciuto al presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, secondo cui le risorse sono insufficienti. Previsto anche lo slittamento al 24 gennaio della mini-rata Imu, una rivalutazione al 95 per cento (anziché al 90 per cento) delle pensioni tra 1.500 e duemila euro, la tutela per 17 mila esodati, che andranno d aggiungersi ai seimila per i quali si era già intervenuti e il tetto di 300 mila euro per il cumulo fra pensioni e stipendio per i manager pubblici e gli ex parlamentari che già godono del vitalizio. La web tax è stata modificata rispetto alla versione originale: l’obbligo di aprire partita Iva varrà solo per gli spazi pubblicitari e il diritto d’autore sul web ma non per l’e-commerce. I titolari degli stabilimenti che hanno un contenzioso con lo Stato potranno invece regolarizzare la loro posizione grazia a una sanatoria: pagando il 30 per cento dell’importo subito o rateizzando il 70 per cento in nove anni. E ancora: il fondo per le politiche attive del lavoro, il bonus bebè per le famiglie a basso reddito e lo stop all’uso del contante per il pagamento degli affitti.
“La crisi è dura e continua ad avere effetti negativi. Perciò non si può puntare l’indice contro il Governo. Ma questa legge di stabilità non basta: per far ripartire il Sud servono altre misure e riforme”. Così il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro in riferimento ad alcune ricostruzioni non precise. “C’è in campo anche l’impegno del ministro Trigilia, al netto delle difficoltà del ministero della Coesione territoriale, come ho avuto modo già di ricordare” conclude Caldoro.

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