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Venuto a galla un presunto giro di tangenti sugli appalti per la metanizzazione che ha portato all’arresto del sindaco pd di Ischia Giuseppe Ferrandino e di altre 7 persone. “Asservito”, secondo il giudice di Napoli, è il sindaco di Ischia Giuseppe Ferrandino, del Partito democratico, che riesce ad agevolarli nell’affare della metanizzazione dell’isola. Lui ne trae numerosi vantaggi, e infatti, in occasione della campagna elettorale, decide di andare a Roma “per parlare con Lotti”, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Tra i favori elencati dai magistrati per dimostrare il tentativo di condizionare le personalità c’è l’acquisto di centinaia di copie dei libri scritti da Massimo D’Alema e Giulio Tremonti, le 2.000 bottiglie di vino che sempre D’Alema aveva prodotto, i viaggi in Tunisia offerti a numerosi amministratori. Nelle intercettazioni si cita infatti Massimo D’Alema, non indagato: la coop che ha eseguito i lavori ha acquistato 500 copie di un suo libro e 2 mila bottiglie di vino prodotte dall’azienda della moglie. “Sono indignato – commenta D’Alema – io non do appalti”.

Massimo D’Alema, al Corriere della Sera – dice di essere “indignato” e “offeso”. Così, appena finito nelle carte delle intercettazioni telefoniche ordinate dai pm di Napoli, l’ex presidente del Consiglio scrive un comunicato: “La diffusione di notizie e intercettazioni che non hanno alcuna attinenza con le vicende di cui si occupa la Procura di Napoli è scandalosa e offensiva”. Cui segue una conclusione non meno dura: “Ho dato mandato all’avvocato Gianluca Luongo di difendere la mia reputazione in ogni sede”. Più tardi, in serata, lo sfogo di D’Alema lambisce la magistratura e la prassi di pubblicazione abbondante di intercettazioni nelle ordinanze del gip: “La giustizia non può avere come fine quello di sputtanare le persone…”. “Dalla Cpl non ho avuto alcun regalo ed è ridicolo definire l’acquisto di 2.000 bottiglie di vino in tre anni come un “mega ordine”, per altro fatturato e pagato con bonifici a quattro mesi. Quanto ai libri nessun beneficio personale ma un’attivit& agrave; editoriale legittima, che rientra nel normale e quotidiano lavoro della fondazione Italiani-europei” spiega l’ex premier.

“Una vicenda scandalosa. È incredibile diffondere intercettazioni che nulla hanno a che vedere con l’indagine della Procura di Napoli. Lancio un allarme. Chi non ha ruoli istituzionali e non è indiziato di reato non pub essere perseguitato in questo modo al solo scopo di ferirne l’onorabilità. Difenderò la mia reputazione in ogni sede. Ho già dato mandato agli avvocati”, dice l’ex leader Pd a Repubblica. Massimo D’Alema, citato nelle carte ma non indagato nell’inchiesta ischitana su appalti e tangenti che coinvolge Pd e coop rosse, è furioso. “Non sono indagato. Di cosa devo rispondere? Della mia vita personale? La giustizia ha il compito di individuare i reati, non deve avere come fine lo sputtanamento delle persone. Non si può utilizzare un’ inchiesta per chiamare in causa chi è totalmente estraneo. Io non c’entro in questa storia. L’ipotesi che siano state pagate tangenti per il programma di metanizzazione dell’isola di Ischia è una vicenda rispetto al la quale sono totalmente estraneo” spiega l’ex premier.