Politica interna

Elezioni/1 – Rischio ingovernabilità: è questo il quadro che emerge da un sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera. Al centrodestra andrebbero 283 seggi, 152 al Movimento Cinque Stelle e 158 al centrosinistra, con Bonino sopra il 3%. Non ci sarebbero, quindi, i numeri per una maggioranza, salvo intese larghissime. Per superare quota 315 alla Camera non basterebbe un’alleanza con la coalizione di Renzi, Forza Italia e i centristi di Noi con l’Italia: servirebbero anche i deputati di Leu. Tra i leader in crescita Paolo Gentiloni. Secondo il sondaggio di Demos per Repubblica, gli elettori indecisi sono circa il 45%. In caso di impasse la maggioranza degli italiani vuole tornare subito ai seggi: solo 1 su 5 tifa per le larghe intese. E dal sondaggo Cise-Il Sole 24 Ore emerge lo scenario di una sfida a tre nell’ormai ex “zona rossa”, dove cresce la Lega. Altri due candidati massoni nelle liste grilline: espulsi dal M5S. Indagato, a Napoli, un candidato di Fratelli d’Italia e il figlio del governatore De Luca.

Elezioni/2 – A poco più di due settimane dalle elezioni arriva la mossa del ministro dell’Interno Marco Minniti che, per il dopo voto, apre a un governo di coalizione con Forza Italia: “Farei parte di un governo di unità nazionale? Assolutamente si, purché ci fosse anche il mio partito”. Ma Berlusconi si sfila: Pd troppo debole. “Evidentemente lui pensa già al domani, vuole continuare a stare al Viminale, e pianta una bandierina per comunicarla ai possibili partners”, è il commento più benevolo che si coglie tra i renziani, infuriati. Intanto Massimo D’Alema, durante il pranzo elettorale giovedì mattina a Sternatia, afferma: “Sono tornato per rifondare la sinistra e rischiando, perché non è detto che entreremo in Parlamento”. E il Cavaliere rilancia la sua rivoluzione fiscale: “Padoan ha detto che per realizzare la flat tax ci vuole la fata turchina. Io la bacchetta magica ce l’ho, invece della fata turchina sono il mago Silvio”.

Economia e Finanza

Ema /UE – Può essere cambiata la decisione a favore di Amsterdam come sede dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco che lascerà Londra dopo Brexit. Per il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani “quella è un decisione solo politica, avvenuta in modo strano, con un sorteggio”, il Parlamento europeo “deciderà in autonomia”. In campo anche il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi: “Faccio appello al Governo affinché faccia sistema per fare il necessario sull’assegnazione”. Bonomi chiama in causa anche iI capo dello Stato, Sergio Mattarella per una questione “di interesse strategico nazionale”. I parlamemtari italiani – ma qualcosa comincia a muoversi anche tra i colleghi svedesi e tedeschi – affilano le armi in vista della visita della commissione Ambiente del 22 febbraio ad Amsterdam.
Ed Emma Bonino scrive al Corriere della Sera: “Vogliamo un’Italia aperta, stabile, dinamica e attrattiva in un mercato europeo ancora più integrato o accettiamo il ritorno a un mondo chiuso, “protetto” e autarchico? L’illusione del fare da sé, del far lavorare solo gli italiani, di “punire” le delocalizzazioni, e di chiudere le frontiere alle merci del mondo pensando così di favorire quelle domestiche è una opzione elettorale tanto sbagliata quanto accattivante: un rischio contro il quale c’è bisogno che i primi a schierarsi siano gli imprenditori, i più attenti e consapevoli di quale sia la posta in gioco per il futuro”.

Sostenibilità e sviluppo / Bollette – La sostenibilità è un driver di sviluppo globale; se il mondo punta sulla sostenibilità l’Italia faccia altrettanto, per non trovarsi spiazzata e perdere terreno anche nella competitività, che molto si gioca sulla reputazione: lo rileva una ricerca del Centro studi Confindustria presentata a Verona. “La responsabilità della sostenibilità coinvolge tutta la società italiana. Serve una strategia del Paese” ha sottolineato il direttore del Csc, Luca Paolazzi. Tre gli assi su cui l’Italia deve puntare: imprenditori, patrimonio culturale e territorio. “Non siamo contro qualcuno, siamo per un progetto per l’Italia, proponiamo una visione per il futuro, facendo proposte non per la nostra categoria ma nell’interesse del paese”, dice il numero uno di Confindustria Vincenzo Boccia.
Intanto iI caso delle bollette a 28 giorni anziché a un mese arriva sul tavolo del nucleo speciale Antitrust della Finanza, che ha acquisito la documentazione relativa alle variazioni contrattuali comunicate al clienti dagli operatori telefonici. L’ipotesi è che, a partire dal 2015, Fastweb, Telecom, Vodafone e Wind Tre si siano accordate per introdurne la bolletta a 28 giorni anziché a un mese. L’intesa avrebbe, di fatto, lasciato la platea di clienti senza alternativa (se tutti praticano in simultanea la bolletta a 28 giorni la scelta sfuma) violando così le norme sulla concorrenza. Le compagnie telefoniche oggetto di ispezione si difendono: regole rispettate.

Politica estera

Sicurezza – L’altro giorno il senatore repubblicano Tom Cotton ha chiesto ai capi dei servizi segreti e di quelli investigativi americani (Cia, Fbi, Nsa e National Intelligence) se qualcuno di loro ha mai pensato di usare o di suggerire a qualche americano di acquistare un telefonino (o altro strumento tecnologico) della Huawei o della ZTE. Nessuno ha alzato la mano. Non solo un invito agli americani a non acquistare i prodotti di questi due ditte: il capo dell’Fbi Chris Wray è andato molto più in là affermando che i due giganti digitali cinesi hanno rapporti molto stretti col governo di Pechino. E ha aggiunto che le aziende di telecomunicazioni, ma anche i cinesi inseriti nel mondo accademico Usa, studenti e professori, vengono usati dal regime di Xi Jinping per sottrarre segreti e tecnologia americana. Con l’obiettivo “di usurpare il ruolo degli Stati Uniti come potenza dominante del Pianeta”.

Strage in Florida – Bandiere a mezz’asta negli Stati Uniti, mentre per l’ennesima volta il Paese piange le vittime di un massacro scolastico. 17 sono questa volta le vittime in quello che ès tato il 18° caso di sparatoria in una scuola da quando è cominciato il 2018. Il numero degli attacchi cresce, tanto che oramai se ne conta uno ogni due giorni. Una realtà così drammatica che lo stesso Donald Trump, in genere criticato per la sua incapacità di trasmettere sentimenti di compassione, ha trovato ieri parole commosse per consolare la nazione: “Oggi parlo a una nazione che soffre” ha esordito, nel ricordare come “una scuola piena di ragazzi innocenti” fosse stata attaccata con “violenza, odio e malvagità”. “Non voglio le sue condoglianze. Molti dei miei compagni di classe sono morti. Un controllo sulle armi potrebbe impedire che questo succeda ancora”: è il tweet inviato a Trump da Sarah, ragazza sopravvissuta alla strage di Parkland, in Florida, che fa partire la rivolta contro il partito dei fucili.