Le notizie in prima pagina sui giornali di sabato 27 luglio 2019

Le notizie in prima pagina sui giornali di sabato 27 luglio 2019

Economia e Finanza

Conti pubblici. L’agenzia americana Standard and Poor’s ieri ha diffuso un report sui rating dei paesi dell’Eurozona ricordando che l’Italia è l’unico stato sovrano con outlook (prospettive) “negativo”. Nel documento si legge che al momento non c’è “uno scenario da crisi del debito pubblico. Tuttavia in uno scenario alternativo in cui i policymaker perseguano soluzioni non ortodosse— come l’introduzione di una valuta parallela o di misure di bilancio senza copertura finanziaria, per eludere i vincoli fiscali stabiliti dai trattati Ue — l’adesione dell’Italia all’area Euro potrebbe essere messa in discussione. In extremis, potrebbe verificarsi una nuova crisi di fiducia come quella avvenuta in Grecia nel giugno 2015”. Secondo S&P, infatti, “dopo aver vinto le elezioni del marzo 2018, l’attuale coalizione di governo ha velocemente congelato le modeste iniziative di riforma e ha iniziato a contrastare la Commissione Europea nel suo mandato di vigilare sull’osservanza da parte degli Stati membri della regolamentazione fiscale dell’Unione”. Ma il ministro Tria respinge l’allarme, spiegando che la manovra ridurrà ulteriormente il deficit e che la riforma dell’Irpef sarà progressiva.

Manovra e Fisco. Mentre il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia dicono che il taglio delle tasse avverrà in modo graduale e nel rispetto dei vincoli di bilancio, le due forze di governo contijnuano a litigare sui contenuti della prossima manovra. Per la Lega la priorità resta uno “choc fiscale forte”, quindi la flat tax al 15%. Per il Movimento, invece, prima di tutto viene il salario minimo per legge e anche la riforma fiscale ruota intorno a questa necessità. In mezzo ci sono Giuseppe Conte e Giovanni Tria che stanno lavorando a una riforma graduale dell’Irpef, con la riduzione delle aliquote da cinque a tre per alleggerire il prelievo sul ceto medio. Alle parole del ministro Tria, risponde con forza il vicepremier Matteo Salvini, che a Radio24 dichiara: “Se Tria non vuole tagliare le tasse o il problema sono io o è lui”. Salvini resterebbe convintissimo che la manovra debba investire almeno 12 miliardi. Mentre la viceministro dell’Economia Castelli spiega: “Il tema della flat tax è nel contratto di governo, stiamo approfondendo la riforma fiscale delle tasse, lavoriamo sulla semplificazione e vogliamo fare chiarezza. Noi siamo per tre scaglioni, come abbiamo già detto nelle passate settimane, dobbiamo verificare se la flat tax al 15 percento, ad esempio, è conveniente per i redditi molto bassi, che già pagano meno. II tavolo è aperto, l’obiettivo è ridurre la pressione fiscale”.

Politica interna

Carabiniere ucciso. La tragica morte di Mario Cerciello Rega, 35 anni, originario di Somma Vesuviana, carabiniere ucciso nel rione Prati, al centro di Roma, con 8 coltellate. Nella serata di ieri nella caserma del Nucleo investigativo un giovane americano di 20 anni ha confessato di aver ucciso il sottufficiale: fermato per omicidio e furto aggravato in concorso con un coetaneo e connazionale, ospite con lui dell’hotel Le Meridien, a poche centinaia di metri dal luogo dell’aggressione. Ma di dubbi nella ricostruzione ce ne sono tanti. A cominciare dai tre marocchini e dall’algerino, tutti con numerosi precedenti, inizialmente coinvolti nelle indagini, come il ruolo della stessa vittima del furto. Ma tra le cose da chiarire c’è anche la procedura seguita per portare a termine l’intervento da Cerciello e dal collega, la presenza prima accreditata e poi negata di altre pattuglie dell’Arma. Forti le reazioni dal mondo politico, prima ancora che la vicenda si delineasse in tutti i particolari: “Stiamo lavorando perché vengano presi il prima possibile”, dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, a proposito dei responsabili dell’omicidio del carabiniere Cerciello Rega a Roma. Il responsabile del Viminale evoca “i lavori forzati in carcere finché campa” per l’autore del crimine, promettendo poi l’assunzione di “più uomini e donne in divisa”. Prima degli sviluppi delle indagini, il vicepremier M5S, Luigi Di Maio, parla di “atto vile nei confronti dello Stato” e, nell’ipotesi che ad aver ucciso il carabiniere siano “persone non italiane”, auspica “che il carcere se lo facciano a casa loro e non qui”.

Tenuta del governo. Il 1 agosto arriva in Senato il Decreto Sicurezza Bis e il governo si trova a dover fare i conti con i numeri risicati della maggioranza che avrà comunque bisogno del soccorso tricolore di Fratelli d’Italia e forse di quello azzurro di Forza Italia. Per questo escluso il ricorso alla fiducia, con il rischio implicito però che l’approvazione di emendamenti al testo appena passato alla Camera inneschi poi una navetta del testo tra i due rami del Parlamento. Oggi in Senato il governo conta 163-164 voti, rispetto ai 171 del giorno dell’insediamento, margine sottile rispetto alla maggioranza di 161, conseguenza delle espulsioni avvenute all’interno del M5S. E proprio nel M5S la votazione di ieri su Rousseau rappresenta un altro campanello d’allarme: solo 25 mila iscritti hanno preso parte al referendum sulla riorganizzazione del movimento. Cinque mesi fa, al quesito sul caso Diciotti, i clic erano stati più del doppio. E decisamente più alta, nel maggio del 2018, era stata anche la partecipazione alla consultazione sull’accordo di governo con la Lega: quasi 45 mila iscritti. E nel Pd si comincia a parlare di un’apertura verso i grillini, tabù spezzato dal sindaco di Milano Sala e da Dario Franceschini, mentre il segretario Zingaretti non si sbilancia, prevedendo però che il movimento sin spaccherà presto.

Politica estera.

Migranti. Il Viminale nega lo sbarco a Lampedusa anche alla nave della Guardia costiera italiana che ha accolto a bordo i migranti soccorsi giovedì dal peschereccio «Accursio Giarratano» a cinquanta miglia da Malta: il ministro Salvini conferma di aver dato disposizione “che non venga assegnato nessun porto prima che ci sia sulla carta una redistribuzione in tutta Europa dei migranti a bordo”. Stando alla ricostruzione del comandante del peschereccio di Sciacca, in provincia di Agrigento, Malta non avrebbe risposto al sos. Quindi, per uscire dallo stallo, sarebbero intervenuti i soccorsi italiani. Ora lo scenario creatosi è anomalo: da una parte il Viminale, dall’altra le navi militari italiane. Una linea condivisa con il Mit, da cui trapela l’auspicio che “si arrivi a una rapida soluzione grazie alla pronta risposta in termini di ricollocazione da parte dell’Unione europea”. Ma la polemica politica già monta, come fu per il caso Diciotti dello scorso agosto.

Farnesina. Alla chiusura dei lavori della XIII conferenza degli ambasciatori e ambasciatrici alla Farnesina, il premier Conte si muove nel solco delle linee guida tracciate dal presidente della Repubblica, confermando la tradizionale posizione internazionale dell’Italia a favore di Naro e UE, ma senza sconfessare troppo la linea gialloverde di apertura alla Russia. Intanto dopo l’incontro tra l’ambasciatore americano Lewis Eisenberg e Luigi Di Maio a villa Taverna, Matteo Salvini teme che il proprio partner di governo possa tentare di imporsi come interlocutore privilegiato degli Usa, scavalcando la Lega. “Vi posso assicurare – dice a Radio24 – che per gli Stati Uniti il problema non è la Russia, ma l’Iran e la Cina. Ed è quel che preoccupa anche me”. Su questi due dossier gli USA starebbero chiedendo delle “prove d’amore” ai loro alleati e, in Italia, ai due partiti di governo. Una necessaria testimonianza dell’amicizia tra i due paesi, perché — come spiegava tempo fa il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti— “dopo le visite a Roma prima del presidente cinese e poi di Putin, si deve offrire una visione chiara del posizionamento dell’Italia”.

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