Le notizie in evidenza sui giornali di lunedì 27 maggio

Le notizie in evidenza sui giornali di lunedì 27 maggio

Economia e Finanza 

Alleanza Fca-Renault. Fca e Renault marciano spedite verso la fusione. Le due case automobilistiche si apprestano ad annunciare un’alleanza industriale che includerà anche uno scambio azionario. L’accordo, per ora limitato alla sola casa francese, potrebbe in un secondo tempo aprire la strada all’ingresso di Fca nell’alleanza Renault-NissanMitsubishi, creando un gigante mondiale delle quattro ruote. Con numeri impressionanti: l’unione a quattro spingerebbe le vendite annuali del nuovo polo a 15 milioni di veicoli, superando di gran lunga Volkswagen, ferma nel 2018 a quota 10,83 milioni. L’annuncio formale dell’operazione è atteso questa mattina, quando si riunirà il consiglio di amministrazione di Renault che illustrerà i contorni della grande alleanza. Le trattative sarebbero già in fase avanzata, con una accelerazione registrata soprattutto negli ultimi giorni. II condizionale è d’obbligo perché sono ancora diversi gli interrogativi sul tavolo, che probabilmente verranno chiariti questa mattina al termine del consiglio di amministrazione straordinario convocato dalla casa automobilistica francese. Ieri diverse indiscrezioni di stampa hanno dipinto altrettanti scenari. Dalla collaborazione sull’auto elettrica ed autonoma (mettendo insieme ricerca ed investimenti) ad una vera propria fusione societaria. Uno scambio di partecipazioni tra i due gruppi. Un’operazione carta contro carta avallata dal governo francese, azionista al 15% di Renault, che potrebbe convertire Exor, la holding di famiglia Agnelli che detiene il 29% di Fiat-Chrysler, in socio importante della nuova entità.

Debito italiano. Nell’imminenza del ricambio che la attende dopo questa tornata elettorale, la Commissione europea – come in altre circostanze in questi anni – è combattuta su come affrontare la deriva italiana. Il nostro Paese riesce a provocare nei suoi partner e a Bruxelles sentimenti contrastanti: preoccupazione, cautela, risentimento, fastidio, frustrazione, strappando talvolta anche un’alzata di spalla, come se la sua immancabile inaffidabilità politica fosse l’ennesima conferma di una inguaribile tendenza alla commedia dell’arte. La Commissione europea dovrebbe inviare a breve al governo Conte una lettera in cui chiederà chiarimenti sulle ragioni che hanno contribuito a un nuovo aumento del debito pubblico, tra il 2017 e il 2018, dal 131,4 al 132,2% del Pil. La tendenza vìola le regole del Patto, nate per assicurare stabilità di bilancio nei Paesi che condividono la moneta unica: Bruxelles chiederà quindi al ministero del Tesoro di chiarire sevi sono «fattori rilevanti» che spiegano l’incremento del debito.

Politica Interna 

Elezioni europee, nuovo equilibrio tra i partiti. Si votava per l’Europa ma l’Italia aspettava il risultato per vedere i nuovi rapporti di forza tra i partiti. La Lega è il primo partito e arriva al 32 per cento: praticamente quasi un italiano su tre ha votato per il Carroccio. Inoltre il partito di Salvini ha quasi raddoppiato i voti rispetto alle Politiche di un anno fa: «Risultato storico, siamo il primo partito di un grande Paese». Pd è in vantaggio rispetto ai 5 Stelle. Il Movimento ha perso consensi rispetto alle scorse Politiche e sarebbe intorno al 19 per cento. Forza Italia si piazza sotto al io per cento, Fratelli d’Italia oltre il 5 per cento mentre la lista +Europa di Emma Bonino è in bilico: per avere seggi nel Parlamento europeo bisogna raggiungere almeno il 4 per cento dei voti.

Elezioni europee, boom della Lega. 
Il popolo decreta un nuovo ribaltone. Porta sugli scudi Matteo Salvini, che si impone intorno al 30 per cento, e trascina nella polvere i vincitori delle ultime Politiche, crollati dal 32 al 20: come dire 3 milioni di elettori persi per strada. Il flop dei Cinque stelle è tale che – mentre questa edizione va in stampa – si sono fatti soffiare addirittura la seconda piazza da un Pd redivivo, balzato negli exit poll a quota 22,5. Il possibile sorpasso «Dem» renderebbe ancora più bruciante la sconfitta grillina. Per Luigi Di Maio si annunciano settimane di sofferenza. In quanto capo politico, finirà inevitabilmente sul banco degli imputati e nel processo dovrà giustificare come i Cinque stelle siano riusciti in un solo anno a dilapidare circa un terzo dei loro voti. Forza Italia cede ancora, resta sotto la soglia psicologica del 10%, mentre il risultato di Fratelli d’Italia ha superato sia quello delle scorse Europee, sia quelli delle Politiche dell’anno scorso.

Politica Estera 

Il voto europeo. Gli euroscettici crescono ma non stravincono. Le famiglie politiche tradizionali — Popolari e Socialisti — perdono consensi, ma ne conquistano di nuovi i liberali e soprattutto i Verdi, che sorprendono sia in Germania sia in Francia, dove Marine Le Pen supera Macron. Affluenza alle urne alta in tutti i Paesi dell’Europa. I Popolari dunque sono il primo partito e ora, così come i Socialisti, cercano alleanze per costituire una maggioranza con i Verdi e Alde. Le proiezioni nella notte sull’assegnazione dei 751 seggi dell’Europarlamento, in seguito alle elezioni nei 28 Paesi membri, confermano che i due principali partiti europeisti — popolari del Ppe e socialisti di S & D — dovrebbero arretrare fino a non poter continuare a guidare di fatto l’Europa con la loro tradizionale maggioranza in tandem. Ma l’ascesa dei sovranisti/populisti euroscettici risulta contenuta. Pertanto a Ppe e S & D potrebbe bastare un’alleanza con i liberali. II rischio di uscita dai popolari degli ungheresi di Fidesz (già sospesi dal gruppo) e di altre componenti anti-immigrati potrebbe venire compensato imbarcando nella maggioranza anche i Verdi, previsti in forte crescita in Germania, Francia e altri Paesi.

Rissa di Cadice. «Sono appena uscito dal carcere, voglio stare tranquillo adesso. Ti dico solo che sto ricevendo insulti e minacce indecenti e che questa storia non sta tutta nel filmato. C’è anche quello che non si vede». Sono le otto di sera e Dario Bordoni, uno dei quattro ragazzi del programma Erasmus coinvolti nella rissa di Cadice, parla al telefonino da qualche angolo di questa città di studenti e movida. «Legittima difesa», dice. Perché è questa la sua lettura dei fatti per quello che è successo all’alba di sabato lungo la banchina di Punta San Felipe: il gruppo degli italiani si stava difendendo dopo essere stato aggredito all’interno del Momart Club. L’incipit della rissa? La presa in giro e gli insulti contro un ragazzo italiano basso di statura.

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