Le notizie in evidenza sui giornali di domenica 7 gennaio

Politica interna

Assetto centro destra. E’ l’ora della verità per il centrodestra. Oggi alle 13 Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni si ritroveranno a pranzo ad Arcore per un vertice atteso da tempo. Un incontro che rappresenterà la prima vera occasione per mettere da parte tatticismi e schermaglie verbali e definire l’identità della coalizione. Quella di oggi viene definita come una «prima presa di contatto», un passaggio necessario per sciogliere il ghiaccio e 65  giorni trascorsi dall’ultimo incontro tra Berlusconi, Salvini e Meloni, avvenuto a Catania il 2 novembre 2017. I prossimi si faranno in altri luoghi, a cominciare dalla sede della Lega a via Bellerio, tanto per non far passare l’idea che a dare le carte è sempre e solo il Cavaliere.

Rifiuti Roma. L’immondizia in Emilia non s’ha da portare. Meglio l’Abruzzo. Troppi i mal di pancia grillini lassù al Nord. A rischio la campagna elettorale nella regione rossa che il M5S sogna – alle politiche – di espugnare. Urticante la polemica sui «sindaci inefficienti che chiedono aiuto ai più efficienti» innescata da Federico Pizzarotti, espulso proprio per la vicenda dell’inceneritore di Parma dov’era destinata la spazzatura della Roma di Virginia Raggi. È Lorenzo Bagnacani, presidente e amministratore delegato dell’azienda capitolina dei rifiuti (Ama), a ingranare la retromarcia: «Nella capitale non esiste un’emergenza», afferma contro ogni evidenza il manager intervistato dalla Voce di Reggio Emilia, «ma solo una situazione transitoria frutto di scelte sbagliate del passato». E siccome «la nostra logica è preferire gli impianti più vicini, in modo da ridurre il più possibile i costi e il traffico dei camion», ecco che l’accordo con la Regione Emilia — sollecitato sopra e sottobanco dallo stesso Bagnacani e dall’assessora 5S all’Ambiente Pinuccia Montanari — finisce in un cassetto come carta di riserva. Polemico il governatore dell’Emilia Romagna Bonaccini, che sostiene che la sua Regione sta bene anche senza i rifiuti di Roma e che comunque, la giunta capitolina, non ce la farà a risolvere il problema agendo da sola.

Politica estera

Trump. «Non sono intelligente, sono un genio!». Il presidente Usa Trump si difende dalle accuse contenute nel libro «Fire and Fury» di Michael Wolff (che rivela come nel suo staff lo considerino «un imbecille») e su Twitter scrive: «La stampa bugiarda mi attacca. Sono passato dall’essere un imprenditore di successo a presidente Usa. Credo che questo mi caratterizzi non come un uomo intelligente ma come un genio molto stabile». Questo è l’ultimo fronte della battaglia quotidiana con i suoi avversari, che all’inchiesta sul Russiagate ha visto aggiungersi ieri quella aperta dalla Sec sul genero Jared Kushner, per il mondo in cui avrebbe offerto visti di ingresso negli Stati Uniti in cambio di investimenti nella sua compagnia.

Tasse Germania.
Si avviano oggi in Germania i negoziati preliminari tra i leader politici tedeschi della Cdu, della Csu e dell’Sdp con l’obiettivo di formare in tempi “rapidi” la Grande Coalizione ed uscire da uno stallo che dura dallo scorso settembre e che non viene più tollerato dalla maggior parte dei cittadini. Le consultazioni tra il blocco dei conservatori guidato da Angela Merkel e il centro sinistra saranno dominate da forme diverse di problemi legati alla disuguaglianza, non da ultima quella delle tasse societarie tedesche che sono alte rispetto al resto del mondo occidentale: un problema che si sta acuendo in una Germania politicamente ferma mentre proprio negli ultimi mesi è stato dato un colpo di acceleratore al trend in discesa delle aliquote sulle imprese in Paesi dominanti per l’economia tedesca. Sul tema fiscale interviene anche il presidente dell’Ifo Clemens Fuest, uno dei think tank più influenti in Germania sul fronte della ricerca economica, che lancia l’allarme: i comuni in Germania contano troppo sull’entrata delle tasse societarie locali per stabilizzare i conti della finanza pubblica e questo «è pericoloso perché frena gli investimenti e tiene bassi i salari». Serve al più presto «una riforma delle tasse comunali sulle imprese» in Germania, sostiene l’Ifo con vigore.

Economia e finanza

Legge di Bilancio. I timori della vigilia sono fugati; la legge di Bilancio conferma con poche modifiche l’impianto delle agevolazioni per tutto il 2018. E un copione che ormai si ripete da anni, d’altra parte i bonus sono un buon affare per tutti. Per i proprietari di casa, per le imprese e in definitiva anche per il Fisco, perché grazie alle agevolazioni si fanno lavori che altrimenti non verrebbero messi in cantiere o che si farebbero in nero. E’ rientrato anche il bonus mobili ed è stata introdotta un’agevolazione anche per chi investe sul verde, anche se si tratta di un’operazione che porterà presumibilmente a risultati modesti. Inoltre dalla legge di bilancio c’è una nuova spinta all’assegnazione di azione ai dipendenti, una delle più significative possibilità di convertire in welfare i premi di risultato. Viene infatti introdotta una disciplina che mira a salvaguardare i soggetti che decidono di percepire premi detassati (quelli cui al comma 182 della legge 208/2015), sotto forma di azioni: in particolare, si evita che in caso di rivendita delle stesse azioni da parte del dipendente, venga sottoposto a imposizione sostitutiva del 26% l’intero prezzo di vendita; tale aliquota si applicherà alla sola plusvalenza.

Dipendenti pubblici. Misurare e valutare. Nel bilancio delle performance dei dipendenti pubblici è destinato a figurare un ulteriore parametro: la quantità di ore lavorate. L’intento è rendere la pubblica amministrazione più efficiente e più aderente alle aspettative e alle necessità degli utenti. Una delle leve per centrare l’obiettivo è, da sempre, agganciare degli incentivi alle prestazioni dei dipendenti. Ecco, quindi, l’idea di una pagella per valutare le prestazioni dei lavoratori del pubblico impiego, con tanto di premi e incentivi o, viceversa, sanzioni in caso di performance inadeguate. Questo per far fronte ad un ’emergenza nazionale: in tre anni, in tutte le regioni, i giorni di assenza per malattia sono aumentati. Anche a un ritmo del 20%, come in Umbria, Molise e Campania.

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