Le notizie del giorno. Uscire dall’Euro? Il M5S ci ripensa – Lavoro, occupati al top da 40 anni

Politica Interna

M5S. Uscire dall’euro? «Non è più il momento». I candidati esterni? «Rafforzeranno il nostro gruppo». Il suo ruolo? «Tutelare il Movimento dagli approfittatori». Luigi Di Maio presenta così a Porta a Porta il nuovo M55 a sua immagine e somiglianza. E attacca il Pd per la vicenda dei rifiuti di Roma: «E’ sempre successo che in un periodo di picco come le ferie, Roma mandasse i rifiuti in altre regioni. Dico al Pd: smettetela di fare campagna elettorale sulle spalle dei romani». Il capo politico dei 5 Stelle fa un ennesimo passo lontano dall’antieuropeismo di qualche mese fa e rassicura l’elettorato che non ci saranno strappi: «Non credo che sia più il momento per l’Italia di uscire dall’euro, perché l’asse franco-tedesco non è più così forte e spero di non arrivare al referendum sull’euro che comunque per me sarebbe una extrema ratio». L’eco dell’emergenza romana, dei cassonetti stracolmi di pattume, degli impianti cittadini al collasso è arrivata anche a Bruxelles. C’è un “dossier Roma” sulle scrivanie della Commissione europea, è una prima fase di «monitoraggio», ha spiegato ieri un portavoce ufficiale dell’Ue, per seguire la parabola dell’ennesima crisi capitolina.

Centrodestra. L’attesa fumata bianca da Arcore non è arrivata. Attilio Fontana, ex sindaco di Varese, è il candidato della Lega per la Lombardia (che starebbe già lavorando ai manifesti per la sua campagna elettorale) ma non ancora di tutto il centrodestra: per il via libera di Forza Italia bisognerà attendere ancora qualche ora (o qualche giorno). In serata Silvio Berlusconi, intervistato dal TG5, ha riassunto così la fase di stallo e di riflessione: «Non siamo preoccupati per la scelta di Maroni, sono convinto che i cittadini lombardi continueranno a sostenere il governo del centrodestra. Abbiamo validi candidati in tutte le Regioni e con i nostri alleati sceglieremo i migliori». La previsione dei più è che alla fine Matteo Salvini la spunterà, nonostante il malumore del leader di Forza Italia. Perché la Lega non può rinunciare a presentare un proprio candidato per il Pirellone.

Politica Estera

Le due Coree. L’inizio è incoraggiante e porta note di disgelo in una crisi sempre in bilico. Il primo contatto tra le due Coree dal 2015 ha prodotto risultati simbolici e concreti. Al termine dei colloqui a Panmunjom, sul 38esimo parallelo, è stato annunciato: 1) Il Nord parteciperà alle Olimpiadi invernali nel Sud con un’ampia rappresentanza: i due pattinatori qualificati, team di arti marziali a scopo dimostrativo, giornalisti, artisti e «tifosi» probabilmente saranno ospitati su una nave da crociera. Non escluso che a guidarli sia Kim Yo-jong, la sorella del Maresciallo e regista della propaganda. 2) E’ riattivata la linea telefonica di sicurezza tra i due schieramenti. 3) Vi saranno contatti tra i militari per evitare incidenti in una penisola zeppa di armi. 4) Possibili colloqui il 16 febbraio sulle famiglie divise dal lungo conflitto. Mosse in parte previste, ma importanti. L’importante è capire perché Kim Jong-un ha scelto questi Giochi invernali per tornare a offrire un dialogo, dopo mesi di escalation della tensione provocata dai suoi test missilistici e nucleari. Una prima spiegazione è che siamo di fronte a un successo della “strana” diplomazia di Donald Trump. A furia di twittare minacce, il presidente americano avrebbe convinto Kim che davvero il Pentagono sta preparando un attacco preventivo. Una seconda spiegazione, che può integrare la prima, è meno ottimista sull’obiettivo finale di Kim. Una riapertura del dialogo con la scusa delle Olimpiadi può calmare l’atmosfera, riducendo la pressione americana sul rispetto delle sanzioni, proprio quando si accumulano le prove che cinesi e russi quelle sanzioni le stanno nuovamente aggirando (per esempio con forniture di petrolio proibite).

Il Vertice del Mediterraneo. Per la quarta volta dal 2015 i sette Paesi dell’Europa del sud, in passato definiti non benevolmente «ClubMed», si vedranno per discutere i temi più urgenti dell’agenda UE, dall’economia alle migrazioni. L’appuntamento, già tenutosi ad Atene, Madrid e Lisbona, è per questa mattina a Roma, quando il premier Gentiloni, incontrerà lo spagnolo Rajoy, il maltese Muscat, il greco Tzipras, il portoghese Costa, il cipriota Anastasiades e, soprattutto, il presidente francese Macron, di ritorno dalla sortita in estremo Oriente. Soprattutto Macron perché, al netto di un vertice non storico ma assai rilevante, c’è il nuovo partenariato francoitaliano costruito sul gioco di sponda tra due capitali che, lungi dalla reiterata enfasi mediatica sui reciproci divergenti interessi, condividono la ribalta nel Mediterraneo e anche in Europa, dove le difficoltà politiche della Germania e l’uscita della Gran Bretagna ritagliano per Roma e Parigi un duplice ruolo protagonista. Il Med 7 fu pensato come un contrappeso rispetto al blocco nordico da un lato e a quello orientale dall’altro, per mitigare l’austerità tedesca e per rafforzare gli Stati coinvolti dall’esodo dei migranti sul Mediterraneo. Per il momento, tuttavia, ha funzionato più come un gruppo di contatto che come un blocco solido come quello di Visegrad: forse per via delle differenze tra i vari Paesi che lo compongono, e per i troppo divergenti interessi economici e geopolitici.

Economia e Finanza

Occupazione. «ll numero di occupati più alto da 40 anni» esulta il premier Paolo Gentiloni. L’Istat, nel suo rapporto del mese di novembre 2017, ne ha contati 23 milioni e 183 mila. Oltre 60 mila in più di ottobre. Più 83 mila nell’ultimo trimestre, più 345 mila dal novembre 2016. Solo che, sottolinea la leader Cgil Susanna Camusso, «c’è un ennesimo boom dei contratti a termine». Secondo l’Istat, da settembre a novembre i dipendenti a termine sono cresciuti del 3,6%: 101 mila persone in più hanno avuto un lavoro, seppur precario. In un anno, la crescita dei dipendenti a termine è del 18,3%, cioè 450 mila in più. Molto più bassa invece la percentuale di coloro che in un anno hanno ottenuto un’occupazione a tempo indeterminato, ma c’è comunque un più: 0,3% con 48 mila nuovi lavoratori permanenti. La fotografia scattata ieri da Istat ed Eurostat mostra un mercato del lavoro italiano con più luci che ombre.

Ue. Più che ai propositi dell’anno nuovo, la prossima visita a Londra del governo Gentiloni va ascritta alla martellante concorrenza tra Stati europei per accaparrarsi qualche spoglia della Brexit. L’Italia, che s’è mossa per tempo dal 2016 con misure ad hoc per favorire il rientro dei cervelli, dei lavoratori autonomi della finanza, dei percettori di alti redditi (con tassazioni agevolate), non demorde: specie sull’attività di compensazione dei derivati in euro, che da Londra dovranno spostarsi nell’Ue in un triennio. Una massa di scambi da 570 miliardi di dollari l’anno, non da meno dell’Agenzia del farmaco e che fa gola alla stessa Germania. Ma per Wolfgang Schauble e i suoi potrebbe trattarsi di sogno proibito, poiché a scegliere sarà la stessa Borsa di Londra che controlla Piazza Affari; inoltre, ospitare i derivati della City farebbe lievitare di più il surplus commerciale tedesco, che da anni viola i trattati Ue.

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