LE NOTIZIE DEL GIORNO. Usa, strage nel centro per i disabili – Putin attacca Ergogan e la Nato: ecco le prove degli affari fra Isis e Turchia – Il doping travolge l’atletica azzurra

Politica interna
 
Finanziamento ai partiti: ogni giorno, domeniche comprese, i gruppi parlamentari percepiscono 160mila euro, che sono 4,8 milioni al mese e 53,3 all’anno, in pratica il doppio del vecchio rimborso elettorale che scomparirà nel 2017. Per la prima volta i rendiconti illuminano un canale di finanziamento pubblico della politica, che vanifica la tanto pubblicizzata autoriforma, aggiungendosi inoltre al meccanismo del due per mille. I gruppi parlamentari hanno a disposizione uffici ed attrezzature ed i fondi andrebbero utilizzati solo per funzioni di studio, editoria, comunicazione e personale, ma sull’utilizzo dei contributi non è facile fare chiarezza perché opacità dei bilanci e assenza di controlli impediscono di valutare se tutte le spese si mantengano effettivamente entro questi limiti.   
 
Consulta: nulla di fatto, il Parlamento non riesce ad eleggere tre giudici costituzionali, ancora una volta le Camere riunite non sono state in grado di ricomporre il plenum della Corte Costituzionale. Anche alla ventinovesima votazione la ferita istituzionale non è stata sanata, a causa delle divisioni dentro i gruppi parlamentari e dei veti incrociati. L’ingresso della nuova candidata Angela Nicotra, proposta da Alfano e Quagliarella, non ha mutato la situazione e tutti i candidati hanno ricevuto meno consensi rispetto alle precedenti votazioni; i partecipanti sono stati infatti solo 818, 52 in meno del giorno prima. Il presidente del Senato Grasso è furibondo ed ha indetto, in un primo tempo, la nuova votazione per oggi alle 14, ma poi ha prevalso il timore dell’aula vuota; oggi riunione capigruppo per capire come procedere, visto che incombe la pausa per la legge di stabilità a Montecitorio. Ed il rischio di non riuscire a nominare i tre giudici entro il 2015 cresce.     
 
 
Politica estera
 
Russia-Turchia: le mancate scuse di Ankara per l’abbattimento del caccia gettano nuova benzina sul fuoco delle tensioni fra Erdogan e Putin. Il ministero della Difesa di Mosca ha mostrato foto e filmati che sembrerebbero dimostrare traffici molto intensi alle frontiere della Turchia con Siria e Iraq; il viceministro Antonov ha accusato apertamente il Paese della Mezzaluna di essere il principale utilizzatore del petrolio rubato dall’Isis, ed il presidente turco sarebbe coinvolto, con la sua famiglia, in questo traffico criminale. Dalla Turchia entrerebbero inoltre in Siria rifornimenti di tutti i tipi, armi e combattenti, solo nell’ultima settimana l’Isis sarebbe stata rafforzata con duemila uomini, 120 tonnellate di munizioni e 250 mezzi semoventi; secondo il ministro degli esteri russo Lavrov la frontiera fra Turchia e Siria andrebbe sigillata impiegando i curdi e una task force americana, anche il presidente francese Hollande concorda con questo progetto.   
 
Montenegro: si apre per Putin un nuovo fronte con l’Europa, dopo che il generale della Nato Stoltenberg ha accolto, tra gli applausi dei 28 ministri degli Esteri dell’Alleanza, il rappresentante del Montenegro Igor Luksic. L’invito formale al piccolo Paese balcanico a entrare nella Nato è stato definito da Stoltenberg una decisione storica e l’inizio di un’alleanza bellissima. Immediata la reazione russa, Mosca considera provocatorio questo ulteriore ampliamento del blocco atlantico in quella che  era una sua zona di influenza, una minaccia alla sicurezza e alla stabilità in Europa, ed ha già annunciato, tramite il portavoce di Vladimir Putin, che in caso il Montenegro facesse questo passo risponderà con ritorsioni e metterà fine a tutti i progetti bilaterali congiunti, inclusi ovviamente quelli di carattere militare. L’adesione del Paese alla Nato non sarà immediata, i negoziati potrebbero durare anche un anno e mezzo e i montenegrini sono divisi sulla decisione da prendere.        
 
 
Economia e Finanza
 
Banche centrali: quasi sicuramente oggi a Francoforte la Bce annuncerà un ulteriore stimolo all’economia dell’Eurozona, con l’obiettivo di aumentare l’inflazione. L’aspettativa dei mercati è questa da due settimane ed è stata rafforzata ieri dalle stime preliminari sui prezzi a novembre effettuate da Eurostat, secondo le quali nell’area euro l’incremento del costo della vita è rimasto fermo allo 0,1%, inferiore alle aspettative di gran parte degli economisti di mercato e lontano dal target dell’istituto centrale. Gli annunci di Draghi saranno studiati a fondo dalla Federal Reserve americana, che il 16 dicembre potrebbe decidere, al contrario di Francoforte, di alzare i tassi di interesse per la prima volta dal 2006. Questo metterebbe le due principali banche centrali del mondo su strade che sono state definite di Grande divergenza transatlantica; il mese di dicembre si annuncia dunque come un cambiamento di stagione di grande rilievo per l’intera economia globale.
 
Consumi: la mini ripresa fotografata nel terzo Rapporto sul Benessere sostenibile, presentato ieri dall’Istat, è trainata soprattutto dai consumi; il giorno dopo i conti trimestrali, che hanno confermato una crescita acquisita al terzo trimestre dello 0,6%, la situazione economica registra una serie di segnali positivi che dalle regioni del Nord si diffondono al resto del Paese, riflettendosi sulla condizione delle famiglie, a partire da quelle più agiate. Secondo il rapporto è aumentato il reddito disponibile ed il potere d’acquisto, è cresciuta la spesa per consumi finali e il presidente dell’Istat Giorgio Alleva dichiara che è possibile, anche se non semplice, che il Pil italiano si attesti al +0,9% nel 2015. Altri dati rilevabili dal Rapporto sono che il rischio di povertà e soprattutto la povertà assoluta avrebbero smesso di aumentare, mentre la grave deprivazione diminuisce per il secondo anno consecutivo attestandosi sui livelli del 2011. Non si attenuano invece le disparità territoriali, il Mezzogiorno risulta avere un reddito medio disponibile decisamente più basso del Nord e del Centro, oltre ad una più accentuata disuguaglianza reddituale.  
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