Politica interna

Pd/Centrodestra- Emiliano: «Io non intendo fare il congresso del Pd passando da testimone a imputato, ci sono altri candidati che si devono occupare e preoccupare di quell’indagine. Chiedete a Renzi perché persone a lui vicine (il padre, Tiziano Renzi, ndr) sono sottoposte a quell’indagine». “Emiliano «ha gli stessi toni dei nostri avversari politici»”, Andrea Orlando per una volta abbandona il low profile e promuove la sua candidatura alle primarie. Orlando si presenta come l’unico «in grado di rafforzare l’attenzione al sociale del Pd», di unire laddove si è diviso e lacerato. I 37 deputati e i 14 senatori dei nuovi gruppi battezzati da Roberto Speranza e Pier Luigi Bersani siederanno nelle aule parlamentari a sinistra del Pd. I leader del movimento, che guarda a Pisapia, saliranno a Palazzo Chigi e al Quirinale per garantire lealtà all’esecutivo. Folli su Repubblica: “L’abbandono dei dalemiani e dei bersaniani non ha spostato numeri decisivi, ma i sostenitori del segretario hanno poco di che gioire. È come se la spaccatura avesse aperto delle crepe nel corpo stanco del Pd, crepe nelle quali scorrono veleni di vario tipo”. Scoppia il caso delle tessere nel Partito democratico. Decine di persone si sono messe in coda a Miano, quartiere popolare di Napoli, per riceverle gratis nell’ultimo giorno utile per l’iscrizione in vista del congresso. Berlusconi è consapevole che il suo endorsement al governatore del Veneto Zaia ha irritato non poco Salvini. «I moderati sono la maggioranza del Paese ma non possono essere rappresentati da Salvini. (…); serve un vero federatore». Paolo Romani sul botta e risposta Berlusconi-Salvini: «Salvini conia slogan sicuramente vincenti. Tradurli in quotidiana attività di governo è ovviamente più difficile. Io sono convinto che per vincere sia necessario un centro liberale e moderato. E che gli elettori di centrodestra siano più coesi di quanto non pensino alcuni dirigenti del centrodestra».

Vitalizi/caso Fabo/Riforma difesa/osservatorio sulla sicurezza – Tito Boeri in risposta dell’operazione #PensioneComeTutti lanciata lunedì dai 5 Stelle: «La proposta dell’M5S trascura un aspetto importante: è possibile fare cambiamenti all’interno del regolamento della Camera senza dover passare per una norma di legge, se chiaramente si incide unicamente sull’ammontare dei pagamenti fatti ai parlamentari». A un giorno dalla morte di Fabo, Paolo Gentiloni parla di quella commozione che ha colpito tutto il paese, dove migliaia di persone hanno salutato in rete il giovane sfortunato dj, hanno chiesto una norma sull’eutanasia e una legge sul fine vita che si aspetta da anni. Sergio Mattarella, senza entrare nel merito della questione e parlando di malattie rare in occasione della loro Giornata mondiale, dice che «nessun malato, particolarmente nella nostra Repubblica, deve sentirsi invisibile o dimenticato». Il “Pentagono italiano” sorgerà nella periferia romana, lontano dall’aria dei vecchi ministeri umbertini o littori: sarà il simbolo della nuova idea di Difesa, in cui ufficiali di Esercito, Marina, Aeronautica lavoreranno insieme per mettere sul campo una forza integrata. Il complesso di edifici prenderà forma insieme alla rivoluzione di comandi e reparti varata dal Consiglio dei ministri due settimane fa e che adesso passa al vaglio delle Camere. Un piano lanciato con il Libro bianco da Roberta Pinotti, prima donna al vertice della Difesa e prima a tentare una riforma così ambiziosa, che racconta a Repubblica le sfide del cambiamento.  Nella nuova mappa delle paure è la natura la vera emergenza, con terremoti e frane ad angosciare più di un italiano su tre. Cala invece l’allarme criminalità, mentre il terrorismo si conferma una formidabile fabbrica del panico. A misurare le nostre preoccupazioni è il decimo rapporto dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza, realizzato da Demos&Pi e Osservatorio di Pavia per Fondazione Unipolis.

Economia e finanza

Irpef/Inflazione/indistria – Cresce di pochissimo il numero dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi, ed aumentano, in linea con il prodotto interno lordo, sia il reddito dichiarato che l’imposta netta. L’anno scorso gli italiani che hanno presentato la dichiarazione (redditi del 2015), sono stati 40,8 milioni, lo 0,1% in più rispetto all’anno precedente, con un importo complessivo dei redditi denunciati pari a 833 miliardi di euro, con una media di 20.690 euro a testa. Continua ad accelerare l’inflazione in Italia. A febbraio la crescita dei prezzi ha raggiunto l’1,5% annuo (dopo l’1% di gennaio): è l’aumento maggiore dal marzo 2013. Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ieri al convegno per i 100 anni dell’Unione industriale di Napoli, ha mandato un messaggio «a tutti i segretari dei partiti: oltre a parlare di elezioni, bisogna tornare a parlare dei fondamentali dell’economia». Il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha promesso interventi per ridurre i costi energetici delle imprese. La produzione industriale «prosegue lungo un percorso di recupero», come spiega il Centro studi Confindustria (CsC) certificando una crescita dello 0,4% registrata a febbraio rispetto al mese precedente. Ma sulle prospettive di crescita dell’Italia pesa l’incertezza politica e il nodo banche, come sostiene Standard & Poor’s nella sezione dedicata all’Italia all’interno del report sull’economia dell’Eurozona diffuso ieri: spiegando che nel 2017 e nel 2018 il Paese crescerà «meno dell’1 per cento».

Bce, stretta sul rischio derivati/Libro bianco di Juncker per il dopo Brexit – La Bce mette sotto esame i modelli interni delle banche dell’eurozona, oggetto di controversie negli ultimi mesi. La vigilanza Bce intende anche sottoporre a stress test gli istituti per misurarne la vulnerabilità a uno shock sui tassi d’interesse. Ieri riunione a Francoforte con i vertici di 68 banche che utilizzano i modelli interni per calcolare i requisiti di capitale. Faro particolare sulla valutazione dei prodotti derivati in portafoglio, in particolare di quelli più complessi, cosiddetti di «livello3». Oggi il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker presenta il suo “libro bianco” all’Europarlamento in plenaria A Bruxelles. Si va dallo smantellamento dell’ Europa ad un progetto forte che prevede la creazione di una politica estera edi difesa comune con un seggio unico presso le organizzazioni internazionali e un’eurozona dotata di un bilancio e ministro delle Finanze.

Politica estera

USA – Il programma di riarmo di Donald Trump, teso a portare il bilancio del Pentagono a livelli simili a quelli degli anni più cruenti dei conflitti in Iraq e Afghanistan, era stato annunciato già in campagna elettorale. Il piano richiederà ben più dei 4 anni previsti dal mandato presidenziale e imporrà nuovi stanziamenti annui stimati nell’ordine dei 50/60 miliardi di dollari, cifra molti vicina ai 54 (poi saliti a 84) che Trump vuole assegnare al bilancio di quest’anno, in aggiunta ai 622 miliardi del 2016, che includono i costi delle operazioni in Iraq, Afghanistan e in altri teatri minori. Inoltre, Donald Trump è «aperto» a un clamoroso «compromesso»: studiare un percorso di legalizzazione per milioni di migranti che vivono clandestinamente negli Usa.

Libia/Turchia/ Polonia – L’Unicef denuncia le condizioni dei bambini in Libia: Uno su due, lo stuprano subito. Tre su quattro, li picchiano. E tutti quanti, come minimo, subiscono abusi verbali o psicologici. Idem le loro mamme, le sorelle. Pura schiavitù, accusa l’Unicef: nei campi a tutt’oggi sono registrati 256 mila migranti, ma nella realtà sono tre volte tanti e ci sono almeno 30 mila donne e 23 mila piccoli (8 mila orfani totali) abbandonati a se stessi e a ogni tipo d’abuso. Nel giro di una notte Erdogan ha completato qualche settimana fa il suo contro-golpe mettendo sotto diretto controllo le maggiori società pubbliche della Turchia, dalle linee aeree alle telecomunicazioni, alle banche. Tutto questo avveniva mentre incarceravano altri giornalisti: dal fallito colpo di Stato del 15 luglio in 120 sono finiti dietro le sbarre. In Polonia, lo scontro istituzionale esplode ai massimi livelli in sede europea. Il confronto a distanza Donald Tusk-Jaroslaw Kaczynski riflette divisioni profonde nella giovane democrazia del Centro-Est. In assenza di una sinistra compatta e libera dal peso del passato comunista, le due formazioni di destra si spartiscono di fatto l’intera scena politica della sesta economia d’Europa, rispecchiando le due anime del Paese.