LE NOTIZIE DEL GIORNO. Terrorismo, liberato il terzo uomo. La rete dei viaggi in Italia – Delitto Regeni, l’Egitto ci ripensa: riaperte le indagini – Montecitorio, stretta contro i lobbisti

Politica interna

Pd – Inizia il conto alla rovescia per decidere, tramite referendum, se 21 piattaforme petrolifere operanti in mare possano continuare a estrarre petrolio e gas metano senza una scadenza piuttosto che fino alla scadenza delle concessioni. Nel primo caso si vota No, mentre nel secondo Sì. Da oggi partono i dibattiti in Rai, e il Pd ha postato sul suo sito uno spot istituzionale che invita all’astensione. C’è tensione tra i democratici. Bersani si sfoga con i suoi: “Con un governo dell’Ulivo non si sarebbe mai arrivati a uno scontro tra Regioni, 7 delle quali a guida Pd, e il governo su una questione strategica come la politica energetica”. La minoranza Pd è per il Sì, e critica l’invito di Renzi all’astensionismo.

Camera – Sta per arrivare alla Camera il Regolamento che disciplina i cosiddetti “facilitatori”, altrimenti detti lobbisti: professionisti che entrano a Montecitorio per orientare o sponsorizzare leggi e norme. Pino Pisicchio, a capo del Gruppo Misto, commenta: “Nessuno scandalo. Ma tutto deve essere trasparente e regolamentato”. Entro la fine del mese di aprile, prima dell’arrivo in Italia dell’organismo europeo per il contrasto alla corruzione (Greco), le nuove regole sul lobbying e, più in generale, il codice deontologico dei parlamentari, devono entrare in vigore. Il Regolamento prevede un registro che obbliga i lobbisti a dire per chi lavorano e qual è il motivo della visita a Montecitorio. Impedisce inoltre ai parlamentari di accettare regali che valgono più di 250 euro. I 5Stelle ritengono le disposizioni un palliativo che “non risolve il problema”.

Politica estera

Bruxelles – Fayçal Cheffou, l’uomo sospettato di essere il quarto terrorista degli attentati all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles, è stato scarcerato. Alle 15.30 di ieri pomeriggio la Procura federale belga ha comunicato la sua liberazione dopo tre giorni di detenzione con l’accusa di omicidio, tentato omicidio e strage. Nel fine settimana la polizia era convinta di aver chiuso il cerchio intorno alla cellula terrorista di Bruxelles, anche sulla base di prove testimoniali e dei filmati delle telecamere posizionate sui luoghi delle stragi. Per incastrare Cheffou mancava solo un ultimo tassello, l’esame del Dna, che però ha dato risultati negativi. Cheffou resta indagato, ma non è lui il famigerato “uomo col cappello” ripreso dalle telecamere di sicurezza dell’aeroporto.

Egitto – Il procuratore generale della Repubblica Araba di Egitto, Nabil Sadeq, ha promesso che il 5 aprile, durante l’incontro che si terrà a Roma tra la polizia del Cairo e gli investigatori italiani, sarà consegnata tutta la documentazione richiesta invano dall’inizio dell’inchiesta sull’omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni. Il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatore, ha apprezzato la dichiarazione d’intenti, ma durante la telefonata con Sadeq ha ribadito “l’inidoneità delle risultanze finora emerse”. L’ultima verità proposta dagli egiziani sull’omicidio Regeni è quella della banda di sequestratori vestiti con uniformi di apparati della sicurezza egiziana, una tesi che in Italia non convince nessuno. Soprattutto non convince i genitori di Giulio, che oggi durante una conferenza stampa alla Camera chiederanno con forza di sgomberare il campo da questa ennesima “menzogna”.

Economia e finanza

Banche – La soluzione per il rimborso degli oltre 10mila obbligazionisti delle quattro banche fallite a novembre sembra vicina, almeno sulla carta. Nella realtà si allontana sempre di più. La scadenza per l’emanazione dei due decreti interministeriali con i criteri è fissata dalla legge di Stabilità in mercoledì 30 marzo: domani. Ma è ormai chiaro che i testi non arriveranno. Il governo si è infatti convinto che, se si tratta di truffa, si debbano risarcire tutti i risparmiatori indistintamente, senza ricorrere al vaglio dell’Anac, senza invocare “aiuti umanitari” o ristori parziali tarati sull’Isee o sulla scaltrezza nell’investire. La mossa del governo è ambiziosa, ma rischia la bocciatura di Bruxelles per aiuti di Stato. L’Europa non è però l’unico ostacolo. Se si vogliono risarcire tutti i risparmiatori, infatti, il fondo di solidarietà previsto dalla legge di Stabilità (per un massimo di 100 milioni e alimentato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi) è palesemente insufficiente. Conti alla mano le obbligazioni valgono 329 milioni. Dove trovare la differenza? L’idea del governo è di ricorrere sempre al Fondo interbancario, chiedendo alle banche di triplicare lo sforzo.

Bcc – Il Dl di riforma del credito cooperativo approderà a metà settimana al Senato. La fisionomia del nuovo sistema dipenderà da quanti gruppi verranno costituti e da quante banche si avvarranno della way-out. Si stima che ci sarà un gruppo principale con un attivo superiore a 100 miliardi e un patrimonio attorno ai 24 miliardi, che ricadrà sotto la vigilanza della Bce, e uno o due più piccoli sotto la competenza della Banca d’Italia. Il modello sul quale si baserà il nuovo aggregato bancario è in parte mutuato dalle esperienze estere, come quelle del Crédit Agricole o dell’olandese Rabobank, in cui i soggetti controllati controllano la capogruppo. E in parte su una fattispecie giuridica prevista dal codice civile italiano, il contratto di coesione. Saranno le Bcc a scrivere il contratto, ma spetterà alla Banca d’Italia stabilire “il contenuto minimo del contratto”, oltre a definire i “requisiti specifici” della capogruppo.

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