Le notizie del giorno. Riforma della scuola, voto al cardiopalma – Fassina e Gregori lasciano il Pd – Grecia, si decide sul default

wpid-parlamento.jpgPolitica interna
                  
Riforma della scuola – Ieri è iniziato il difficile cammino parlamentare della “Buona scuola”: il primo voto, quello sulle pregiudiziali di costituzionalità, è andato liscio, ma per oggi pomeriggio nell’aula di Palazzo Madama è attesa un’altra consultazione al cardiopalma. Stamattina il governo presenterà il maxiemendamento, su cui i tecnici hanno lavorato fino a tarda sera, e porrà la fiducia. Le opposizioni sono sulle barricate ma anche dentro al Pd c’è ansia perché la maggioranza, sempre risicata in Senato, si gioca su un pugno di 9-11 voti. Intanto, i centristi aprono un nuovo fronte di discussione e chiedono un incontro urgente con i ministri Boschi e Giannini: secondo i senatori di Area popolare, nel testo c’è una norma ambigua che potrebbe consentire la diffusione nella scuola della teoria gender.
 
Il centrosinistra – L’ex viceministro dell’Economia Stefano Fassina e la deputata Monica Gregori lasciano il Pd e il gruppo della Camera. La decisione, ufficializzata ieri, arriva dopo mesi di contrasti con la maggioranza del partito, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la scelta di mettere la fiducia sul ddl scuola. I due fuoriusciti hanno anche annunciato per il prossimo 4 luglio una convention di ex Pd: sarà la prima tappa del percorso di nascita di un nuovo soggetto politico di sinistra che potrebbe vedere la luce nei prossimi mesi e a cui Fassina intende lavorare con Civati e Cofferati.
 
 
Politica estera
 
Emergenza immigrazione – Dopo il fallimento dell’Agenda proposta dal presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, il governo pensa a un nuovo piano per affrontare la questione migranti: due voli charter a settimana per rimpatriare gli stranieri nei Paesi d’origine con cui abbiamo già trattati in vigore e nuovi accordi di polizia con quegli Stati africani dai quali si muove la maggior parte dei migranti. Oggi la proposta sarà al vaglio del vertice dei capi di Stato e di governo a Bruxelles.
 
Francia – Dopo le rivelazioni di WikiLeaks sulle intercettazioni della National security agency ai danni di tre presidenti francesi (Chirac, Sarkozy e Hollande), il presidente Usa Barack Obama rassicura Parigi definendo lo spionaggio una «pratica del passato». I documenti svelati dall’organizzazione di Julian Assange non forniscono particolari clamorosi sulla politica francese, ma gettano un’ombra pesante sui rapporti tra Francia e Stati Uniti. Nei prossimi giorni il coordinatore generale dei servizi segreti d’Oltralpe, Didier Le Bret, andrà a Washington per fare chiarezza con le autorità statunitensi sulle ultime rivelazioni di WikiLeaks.
 
 
Economia e Finanza
 
Grecia – Ore decisive per il salvataggio di Atene in vista del vertice di stasera e domani a Bruxelles dei 28 capi di Stato e di governo Ue. L’Eurogruppo straordinario di ieri, convocato d’urgenza per fornire la base del compromesso, è stato clamorosamente sospeso dopo solo un’ora. Un irrigidimento del Fondo monetario internazionale, in linea con le richieste tedesche di maggiore austerità, ha bloccato quello che doveva essere l’inizio della stretta finale sull’accordo. A tarda sera è iniziato così l’ennesimo vertice tra Alexis Tsipras e i leader delle grandi istituzioni creditrici. Gli scogli maggiori del negoziato restano i tagli alle pensioni e la politica fiscale di Atene. E mentre il premier accusa i creditori di non volere l’intesa, in Grecia si vive nella paura: il piano del governo potrebbe determinare circa due punti e mezzo di recessione supplementare.
 
Contratti pubblici – Secondo la Corte costituzionale, il blocco della contrattazione collettiva nella Pubblica amministrazione, in vigore dal 2010, è illegittimo perché lede la libertà sindacale, ma solo a partire dalla pubblicazione della sentenza. La pronuncia dunque non avrà effetti retroattivi. Viene così evitato un buco nei conti pubblici da 35 miliardi, secondo le stime dell’Avvocatura di Stato, ma ora il governo dovrà riaprire la fase negoziale per il rinnovo del concordato.
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